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Nel corso dell’anno precedente si è acquistato e immesso in consumo del carburante già miscelato, per la cui parte sostenibile si dispone dei relativi certificati di sostenibilità. Cosa si deve inserire nel tab “Emissioni di CO2” dell’autodichiarazione annuale?

I Soggetti Obbligati che avessero immesso in consumo carburanti fossili e biocarburanti, anche non miscelati da loro stessi, per i quali sono in possesso dei relativi certificati di sostenibilità, nella schermata “Emissioni di CO2” dovranno convenzionalmente dichiarare di aver miscelato per proprio conto tali biocarburanti.
Ciò anche in considerazione del fatto che il Soggetto precedente nella catena di consegna non potrà dichiarare l’immissione in consumo degli stessi biocarburanti, di cui non possiede più la certificazione di sostenibilità in quanto ceduta insieme al prodotto. Convenzionalmente, dunque, sarà il soggetto in possesso della certificazione di sostenibilità ad aver miscelato il biocarburante con il carburante fossile.
 

A valle dell’invio di un’autodichiarazione, che risulta quindi con stato “inviata”, è possibile cancellare eventuali altre autodichiarazioni presenti nel portale con altri stati, ad esempio “da inviare”, che non servono più?

​No, le autodichiarazioni eventualmente presenti con altri stati non sono eliminabili in quanto devono rimanere storicizzate sui sistemi. In ogni caso, non sono prese in considerazione ai fini della comunicazione annuale: il sistema, infatti, genera una ricevuta di avvenuta ricezione da parte del GSE esclusivamente a fronte di un’autodichiarazione che risulta in stato “inviata”.

E’ possibile modificare un’autodichiarazione?

, è possibile modificare un’autodichiarazione, anche con stato “inviata”, purché ciò avvenga nell’arco temporale previsto per l’effettuazione delle autodichiarazioni. Si rammenta che se non è presente alcuna autodichiarazione con stato “inviata”, al GSE risulta che il Soggetto Obbligato non ha effettuato l’autodichiarazione per l’anno di riferimento.

E’ possibile eliminare un deposito aggregato creato per errore?

No, non è possibile. Tuttavia, qualora un Soggetto Obbligato avesse creato erroneamente un deposito fiscale aggregato e avesse anche inserito dei dati di carburante riferiti a quest'ultimo di cui non vuole tenere conto ai fini dell’autodichiarazione, deve semplicemente procedere a registrare i depositi fiscali "reali" e a compilare l'autodichiarazione riferendosi esclusivamente a questi ultimi. In sintesi il Soggetto Obbligato, iniziando a creare un’autodichiarazione, nella spalla sinistra della pagina potrà:
 
·         selezionare uno dei depositi fiscali "reali” precedentemente censiti;
·         spuntare il flag “Utilizza deposito aggregato”, e quindi creare un nuovo deposito fiscale aggregato o sceglierne uno creato in precedenza.

Perché alla fine dell’inserimento dei dati, nell’autodichiarazione generata in automatico non viene riportato il Rappresentante Legale?

​E’ possibile che ciò sia dovuto al fatto che, all’atto della registrazione preliminare nell’Area Clienti del GSE, non si sono inseriti i dati relativi al Rappresentante Legale. Pertanto, in questi casi, occorre semplicemente ritornare nell’Area Clienti (https://applicazioni.gse.it), inserire tali dati e, atteso qualche minuto per l’aggiornamento automatico dei sistemi, provvedere a rigenerare l’autodichiarazione tramite l'applicativo Biocarburanti.

In alcune maschere non compaiono i pulsanti necessari per l’inserimento dei dati: è un malfunzionamento del portale?

​No, la causa più probabile è semplicemente una risoluzione non ottimale del proprio schermo. Impostando una diversa risoluzione (ad esempio 1280 x 720 o maggiore) si visualizzano di nuovo tutti i pulsanti.

Un certificato ha scadenza?

. I certificati eccedenti l’obbligo oggetto di verifica nell’anno in corso possono essere utilizzati al massimo ai fini dell’assolvimento dell’obbligo da verificare nell’anno successivo a quello di emissione.
Essi, cioè, possono essere rinviati una sola volta e al solo anno successivo.

È possibile utilizzare certificati di differenti anni per un medesimo obbligo?

. Se si hanno CIC rinviati dall’anno precedente, o acquistati sul mercato, gli stessi possono essere utilizzati insieme a quelli emessi nell’anno in corso per l’assolvimento del proprio obbligo o impiegati all’interno del mercato.
Ai fini dell’assolvimento dell’obbligo, è opportuno dare priorità ai CIC emessi nell’anno precedente, poiché soggetti a scadenza: qualora non utilizzati ai fini dell’assolvimento verificato nell’anno successivo a quello di emissione, tali certificati scadranno e saranno, quindi, annullati.

È possibile decidere di assolvere l’obbligo oggetto di verifica nell’anno corrente, prima di aver estinto il debito pregresso?

No. Il Soggetto Obbligato deve, in primo luogo, estinguere il debito residuo e, poi, passare ad assolvere l’obbligo oggetto di verifica nell’anno in corso.

Come vengono utilizzati i certificati per l’assolvimento dell’obbligo?

​Il sistema effettua automaticamente l’annullamento dei CIC, entro i limiti di legge e disponibilità, ai fini dell’assolvimento dell’obbligo, imputando dapprima i certificati emessi nell’anno precedente (nell’ordine CIC5, CIC8, CIC10) e a seguire quelli rilasciati nell’anno in corso (CIC).

In caso di presenza di un debito pregresso, poiché occorre sempre estinguere prima quest’ultimo, il sistema imputa i CIC per sanare tale debito e, successivamente, i CIC da utilizzare per ottemperare all’obbligo oggetto di verifica nell’anno in corso.

Cosa succede se non assolvo interamente l’obbligo?

Se non si è assolto interamente l’obbligo, verrà maturato un debito scindibile in due tipologie:
 
Debito sanzionabile: quota del debito maturato fino ad un massimo del 75% dell’obbligo verificato nell’anno in corso. Tale quota è soggetta a sanzione, irrogata per ogni singolo certificato mancante al raggiungimento del 75% dell’assolvimento dell’obbligo verificato nell’anno corrente;

Debito sanabile: quota del debito maturato fino ad un massimo del 25% dell’obbligo verificato nell’anno in corso. Tale quota di debito può essere sanata al massimo nell’anno successivo a quello di maturazione, pena sanzione.
 
Esempio

Il Soggetto Obbligato ha un obbligo di 100 certificati e ne assolve solamente il 20% (20 CIC). Verrà maturato di conseguenza un debito di 80 CIC, diviso come segue:
- Debito sanzionabile: 55 CIC (quota fino al 75% dell’obbligo verificato nell’anno corrente)
- Debito sanabile: 25 CIC (l’ultimo 25% dell’obbligo verificato nell’anno corrente)

Al Soggetto Obbligato verrà, quindi, irrogata sanzione per la quota parte di debito sanzionabile, mentre potrà sanare la quota di 25 certificati nell’anno successivo. Qualora quest’ultima non venisse sanata, lo stesso Soggetto Obbligato riceverà sanzione anche per i suddetti 25 certificati.

E’ possibile rinviare CIC in eccedenza anche se non si è assolto interamente l’obbligo?

​No. Il Soggetto Obbligato può rinviare i certificati eccedenti solo in caso di completo assolvimento dell’obbligo oggetto di verifica nell’anno in corso.

Cosa succede se si ha a disposizione un numero di certificati maggiore di quello necessario all’assolvimento dell’obbligo?

​Qualora il Soggetto Obbligato disponga di certificati eccedenti quelli necessari alla completa copertura del proprio obbligo, il sistema provvede a rinviarli all’anno successivo fino a un massimo del 25% dell’obbligo verificato nell’anno in corso.

Nel caso in cui, a seguito del rinvio, il Soggetto Obbligato avesse in portafoglio ulteriori certificati, gli stessi verrebbero annullati per decadenza.

Dove è possibile visualizzare la situazione relativa all’assolvimento dell’obbligo?

​A seguito del periodo necessario al sistema per effettuare le operazioni di assolvimento e rinvio dei certificati è possibile visualizzare nel menù CONTO PROPRIETÀ, sezione RIEPILOGO CONTO PROPRIETÀ, il Conto Proprietà e il Portafoglio CIC aggiornati. In particolare, nella finestra Riepilogo Transazioni è riportato il resoconto delle operazioni effettuate per estinguere il debito pregresso e assolvere l’obbligo oggetto di verifica nell’anno corrente.

Nel caso dell’utilizzo del file Excel per l’inserimento dei dati relativi ai soli biocarburanti, è possibile copiare e incollare le righe del file stesso?

Sì, tale operazione è possibile solo dopo aver valorizzato la colonna D, corrispondente alla quantitativo di biocarburante espresso in tonnellate. Pertanto, a titolo esemplificativo, è possibile selezionare le celle sotto le colonne da G ad AA  e da AD ad AJ, copiarle e incollarle sulla riga sottostante.

Devo inserire una partita di biocarburante il cui certificato di sostenibilità riporta nella sezione “Paese d’origine della materia prima” due o più Paesi. Come faccio ad inserire tali informazioni sul portale BIOCAR o sul file Excel?

Se la materia prima della partita di biocarburante proviene:

·         da due o più Paesi comunitari, inserire il valore “UE”;
·         da due o più Paesi extra-comunitari, inserire il valore “Altro”;
·         da uno o più Paesi comunitari e da uno o più Paesi extra-comunitari, inserire il valore “Altro”.

Si sono inserite alcune partite di biocarburante manualmente su BIOCAR. Successivamente, si è deciso di completare il caricamento mediante la funzione di “Import massivo biocarburanti”. Pur avendo selezionato l’autodichiarazione parzialmente compilata in precedenza, a seguito del caricamento del file il sistema elimina i dati precedentemente inseriti, dando invece visione delle sole informazioni caricate tramite file CSV. Perché?

​Qualora si decida di effettuare l’import massivo delle informazioni riguardanti i biocarburanti immessi in consumo è consigliabile inserire i dati utilizzando il file CSV generato dal file Excel e a seguire integrare, completare o modificare manualmente i dati tramite l’utilizzo classico dell’applicativo BIOCAR.

Nel caso in cui si proceda in maniera inversa a quella descritta, BIOCAR, dando priorità ai dati importati tramite file CSV (generato dal file Excel), cancella le informazioni riguardanti i biocarburanti inseriti manualmente.

Si sta inserendo una partita di biocarburante su BIOCAR. Durante la compilazione, viene richiesto il “Codice del certificato di sostenibilità”. Dove posso trovare questa informazione?

Il “Codice del certificato di sostenibilità” è un codice alfanumerico riportato sul certificato di sostenibilità in accompagnamento alla partita, il cui formato è descritto nel Decreto del Ministro dell’Ambiente del 23 gennaio 2012 e ss.mm. e ii..

Nel caso si aderisca a un sistema volontario è necessario valutare la definizione del Codice nelle specifiche linee guida del sistema.

Si sta inserendo una partita di biocarburante per il quale la definizione della materia prima riportata sul certificato di sostenibilità non corrisponde esattamente ad una delle voci presenti nella lista riportata nell’applicativo BIOCAR. Come fare per comunicare tale informazione?

Qualora nessun valore presente nella lista fornita fosse descrittivo della materia prima riportata nel certificato di sostenibilità, l’utente potrà scegliere tra le voci: 
·       Altre coltivazioni alimentari (specificare)
·       Altri rifiuti (specificare)
·       Altri sottoprodotti (specificare)
·       Altro – (specificare)
in funzione della categoria di appartenenza della materia prima stessa.
 
Alla scelta di tali voci, si renderà obbligatoria la compilazione del campo “Spec. Materia prima”, nel quale inserire l’esatta dicitura riportata sul certificato di sostenibilità. In tale campo è possibile riportare anche più di una materia prima qualora necessario.

Come viene calcolato l’obbligo di immissione in consumo?

​Per adempiere agli obblighi di legge, a partire dal 2015 il quantitativo di biocarburante da immettere in consumo nel corso di un determinato anno è pari a una quota percentuale del contenuto energetico della benzina e del gasolio immessi nello stesso anno solare. Ai fini della gestione del transitorio, invece, si specifica che l’obbligo in CIC verificato nel 2015 sarà calcolato a partire dal quantitativo, sempre espresso in termini di contenuto energetico, di benzina e gasolio immessi in consumo nel 2013.

Ho acquistato del biocarburante dotato dei requisiti richiesti per l’ottenimento della “premialità”. Fino a quando ho diritto al riconoscimento di tale maggiorazione?

​Ai sensi del Decreto Legge del 23 dicembre 2013, n. 145, convertito, con modificazioni, dalla Legge 9 del 21 febbraio 2014, il termine della maggiorazione correntemente detta premialità, di cui all’articolo 33, comma 4, del D. Lgs. 28/2011, è stato anticipato al 31 marzo 2014.

Al fine di permettere lo smaltimento delle scorte di magazzino, solo per i biocarburanti o le materie prime d’origine acquistati con regolare contratto anteriormente al 22 febbraio 2014, la nota circolare del MiSE prot. n. 0004010 del 27/02/2014 ha chiarito che la premialità viene riconosciuta per i biocarburanti immessi in consumo fino al 30 giugno 2014.

Biocarburanti immessi successivamente a tale data, seppur dotati dei requisiti richiesti per la detta maggiorazione, non godono della maggiorazione e rientrano nella tipologia single counting.

Ho acquistato del biocarburante prodotto da rifiuti, proveniente da un paese non appartenente all’Unione Europea. Ho diritto al riconoscimento della maggiorazione double counting?

La maggiorazione double counting viene riconosciuta ai biocarburanti prodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti (inclusi grassi animali di categoria 2), di cui all’articolo 33, comma 5 del D. Lgs. 28/2011 e ss. mm. e ii., indipendentemente dal paese di produzione del biocarburante e da quello d’origine della materia prima, se immessi in consumo dopo il 22 febbraio 2014 (Legge n. 9 del 21 febbraio 2014 )

Sono un Soggetto Obbligato ma non ho possibilità di miscelare biocarburante. Quando devo acquistare i Certificati di Immissione in Consumo da soggetti terzi?

Per adempiere agli obblighi di legge, il Soggetto Obbligato deve possedere un numero di certificati pari al suo obbligo, calcolato sulla base del contenuto energetico dei carburanti fossili immessi in consumo. Tuttavia, è bene considerare che il momento della verifica dell’obbligo espresso in certificati è diverso dal momento di maturazione dello stesso.
 
Esempio 1 – vecchio sistema (disciplinato dal D.M. MiPAAF 110/2008)
 
1. Nell’anno n il Soggetto Obbligato immette in consumo 2.000 Gcal di Gasolio.
2. Nell’anno n+1, quindi, il Soggetto Obbligato dovrà immettere in consumo un quantitativo di biocarburanti calcolato in quota percentuale sui fossili immessi l’anno precedente. Ponendo che la percentuale d’obbligo sia il 4,5%, il Soggetto Obbligato dovrà immettere in consumo 90 Gcal di biocarburante sostenibile.

3. Nell’anno n+2, a seguito delle dichiarazioni annuali e dell’emissione dei certificati, avviene la verifica dell’obbligo. In quest’anno, quindi, si verifica l’obbligo maturato l’anno precedente, e le 90 Gcal saranno trasformate in 9 CIC. Solo in quest’anno (n+2), quindi, si consiglia di acquistare i certificati necessari all’assolvimento del proprio obbligo.
 
 
Esempio 2 – nuovo sistema (disciplinato dal Decreto MiSE 10 ottobre 2014)
 
1. Nell’anno n il Soggetto Obbligato immette in consumo 2.000 Gcal di Gasolio. Lo stesso anno, quindi, il Soggetto Obbligato dovrà immettere in consumo un quantitativo di biocarburanti calcolato in quota percentuale sui fossili immessi nello stesso anno n. Ponendo che la percentuale d’obbligo sia il 5%, il Soggetto Obbligato dovrà immettere in consumo 100 Gcal di biocarburante sostenibile.

2. Nell’anno n+1, a seguito delle dichiarazioni annuali e dell’emissione dei certificati, avviene la verifica dell’obbligo. In quest’anno, quindi, si verifica l’obbligo maturato l’anno precedente e le 100 Gcal saranno trasformate in 10 CIC. Solo in quest’anno (n+1), quindi, si consiglia di acquistare i certificati necessari all’assolvimento del proprio obbligo.
 
In generale, quindi, si suggerisce di acquistare i Certificati nell’anno stesso della verifica dell’obbligo.
Si ricorda, infine, che i certificati possono essere rinviati una sola volta e, quindi, nel caso in cui gli stessi riportino un anno d’emissione precedente a quello in corso, non potranno essere più rinviati.
 

Quanti certificati si potranno rinviare al 2016?

​Il numero di CIC rinviabili al 2016 è calcolato sul 25% dell’obbligo verificato nel corso del 2015. Tale valore, quindi, sarà noto solo a valle delle autodichiarazioni annuali di Gennaio 2016, relative all’immesso in consumo nel 2015: per tale ragione, è opportuno modulare l’immissione in consumo dei biocarburanti rispetto a quella dei carburanti fossili nel corso di quest’anno, tenendo anche conto dell’incertezza rispetto alla quota rinviabile.
Di conseguenza, si ricorda che il valore dei CIC teoricamente rinviabili, riportato nel Conto Proprietà, è basato sulle informazioni ad oggi disponibili ed è, quindi, puramente indicativo.

Nel 2014 si sono immessi in consumo, per la prima volta, carburanti e biocarburanti e, quindi, nel 2015 non si ha alcun obbligo da assolvere, espresso in certificati. Cosa accade ai Certificati di Immissione in Consumo ottenuti nel 2015, in funzione dei biocarburanti immessi nel 2014?

​I Soggetti Obbligati che avessero immesso in consumo carburanti e biocarburanti per la prima volta nel 2014 non hanno alcuno obbligo, espresso in Certificati di Immissione in Consumo (CIC), oggetto di verifica nel 2015. In virtù del regime transitorio non è, inoltre, possibile conoscere la quota di CIC eventualmente rinviabile al 2016. Pertanto, al fine di non incorrere nella perdita dei Certificati per decadenza, è opportuno adottare appropriate strategie di gestione degli stessi, prima del riscontro degli obblighi che avverrà a valle della sessione di registrazione degli scambi dei Certificati (4 aprile – 30 settembre 2015).

Sono un Fornitore di GPL o Metano che, nell’effettuare l’autodichiarazione annuale, non intende o non può inserire i dati per singoli depositi fiscali. Come posso fare per comunicare i quantitativi di tali carburanti immessi in consumo?

Per i Fornitori di GPL o Metano che non intendono o non possono inserire i dati per singoli depositi fiscali, è necessaria la creazione di un Deposito fiscale aggregato, condizione indispensabile per effettuare le comunicazioni annuali previste.

Per Deposito fiscale aggregato si intende un deposito "fittizio" che rappresenta un aggregato virtuale di depositi fiscali, al quale il sistema informatico assegna automaticamente un identificativo e un Codice Accisa fittizio. È bene ricordare che si può creare al massimo un solo Deposito fiscale aggregato.
Le modalità di creazione di un deposito fiscale aggregato sono descritte nel Manuale utente Fornitori di GPL o Metano.
Si sottolinea che, ai fini dell’autodichiarazione annuale, la creazione di un deposito aggregato (deposito fittizio) non ha alcuna valenza di carattere fiscale.

Sono un Fornitore di Metano che entro il 31 gennaio, limite temporale fissato per le autodichiarazioni, disporrà solo di dati provvisori. Come e quando potrò comunicare i dati definitivi dei quantitativi di metano immessi in consumo?

Il Fornitore di Metano deve effettuare, tramite l’applicativo BIOCAR, le comunicazioni annuali, anche se provvisorie, entro il 31 gennaio di ogni anno, finestra temporale prestabilita per le autodichiarazioni, valida per tutti gli operatori.

Tuttavia, solo a coloro che hanno dichiarato entro il 31 gennaio di aver immesso metano sarà consentito di modificare l’autodichiarazione, entro e non oltre il 31 marzo, sempre mediante l’applicativo BIOCAR ed esclusivamente per quanto riguarda i dati relativi al metano.

Le modalità di creazione delle autodichiarazioni sono descritte nel Manuale utente Fornitori di GPL o Metano.

Questa pagina è stata aggiornata il 07/11/2014