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Quali requisiti devono rispettare gli impianti alimentati a biomasse e bioliquidi?

Ai fini dell’accesso agli incentivi, dal 29/03/2012, gli impianti alimentati a biomasse e bioliquidi devono rispettare i requisiti indicati dal D.Lgs 28/2011.
Alla sezione certificati bianchi  è riportato il documento in merito ai chiarimenti operativi per la presentazione delle richieste.

Come effettuare la verifica dei requisiti richiesti agli impianti alimentati a biomasse e bioliquidi?

​La verifica del rispetto del limite di rendimento dell’85% per impianti alimentati a biomasse e bioliquidi, deve essere eseguita secondo quanto previsto dal punto 1) dell’Allegato 2 al D.lgs. 28/2011.
Alla sezione certificati bianchi è riportato il documento in merito in merito ai chiarimenti operativi per la presentazione delle richieste.

Chiarimenti sulle schede standard 3T, 5T, 6T, 7T, 20T

Ai fini dell’acceso al meccanismo i progetti devono essere conformi alle condizioni di applicabilità delle schede tecniche.
Alla sezione certificati bianchi è riportato il documento in merito ai chiarimenti operativi per la presentazione delle richieste.

Nell’ambito della scheda 45E, è possibile ricomprendere anche autovetture alimentate a benzina, sulle quali sia stato installato successivamente un impianto GPL?

​No, gli interventi che riguardano autovetture sulle quali siano stati successivamente installati impianti GPL non possono accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi, in quanto come specificato nell’allegato alla stessa scheda tecnica l’obiettivo è quello di incentivare la vendita di autovetture a GPL.

Con riferimento alle schede tecniche 42E, 43E, 44E e 45E, relative alla diffusione di autovetture a trazione elettrica, ibride, a metano ed a GPL, quale ciclo di utilizzo (urbano, extra-urbano o misto) tra quelli previsti nella “Guida sul risparmio di carburanti e di emissioni di CO2 delle autovetture”, deve essere preso in considerazione nel calcolo del Risparmio Specifico Lordo?

Il consumo specifico in fase d’uso, richiesto nel calcolo del RSL per le schede tecniche 42E, 43E, 44E e 45E, è pubblicato ogni anno dal Ministero dello sviluppo economico nella “Guida sul risparmio di carburanti e di emissioni di CO2 delle autovetture”, deve riferirsi al ciclo misto.

Come deve essere presentata la richiesta di cambio di titolarità?

​La richiesta per il cambio di titolarità deve essere presentata secondo le modalità riportate nella Guida ai cambi di titolarità.

Quali requisiti devono avere i progetti presentati attraverso la metodologia a consuntivo ai sensi dell’art.6 comma 2 del D.M. 28/12/2012?

L‘articolo 6, comma 2 del D.M.28/12/2012 limita, a partire dal 1° gennaio 2014, l‘accesso al meccanismo dei certificati bianchi ai progetti "ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione". Il decreto, inoltre, specifica che la data di prima attivazione “è la prima data nella quale almeno uno dei clienti partecipanti inizia a beneficiare dei risparmi energetici, anche qualora questi non siano misurabili, grazie alla realizzazione del progetto stesso”. Pertanto, per l’accesso al meccanismo è necessario dimostrare che alla data di presentazione della PPPM il progetto non abbia iniziato a generare alcun risparmio di energia primaria.

A titolo esemplificativo e non esaustivo, se l'intervento oggetto della PPPM è la sostituzione di lampade per l’illuminazione pubblica o privata, è necessario dimostrare che l’impianto o parte di esso non abbia iniziato a generare risparmi di energia primaria in data  antecedente a quella di presentazione della PPPM.

 

Quali requisiti devono avere i progetti presentati attraverso la metodologia analitica o standardizzata ai sensi dell’art.6 comma 2 del D.M. 28/12/2012 (RVC-S o RVC-A)?

Dal 1° gennaio 2014 possono accedere al sistema dei certificati bianchi “esclusivamente progetti ancora da realizzarsi o in corso di realizzazione”, come stabilito dall’art. 6, comma 2, del D.M. 28 dicembre 2012. 
A tal proposito, si ricorda che le Linee Guida EEN 09/11 e s.m.i. sono applicabili nelle parti “non incompatibili” con il D.M. 28 dicembre 2012, ivi incluse le disposizioni contenute nel succitato art. 6, comma 2.

Pertanto, in conformità al disposto normativo e nelle more dell’entrata in vigore del decreto di approvazione dell’adeguamento delle Linee Guida EEN 09/11 e s.m.i., si specifica che:
• con riferimento alle RVC standard, con data di avvio, come definita dall’art. 1, comma 1 delle Linee Guida EEN 9/11, uguale o successiva al 1° gennaio 2014, accedono al meccanismo dei certificati bianchi le richieste la cui data di prima attivazione sia antecedente al più 12 mesi dalla data di avvio;
• con riferimento alle prime RVC analitiche, con data di inizio del periodo di riferimento (monitoraggio), come definito dall’art. 1, comma 1 delle Linee Guida EEN 9/11, uguale o successiva al 1° gennaio 2014, accedono al meccanismo dei certificati bianchi le richieste la cui data di prima attivazione sia antecedente al più 12 mesi dalla data di inizio monitoraggio.

 

Quali requisiti devono avere le società terze operanti nel settore dei servizi energetici (ESCO), per essere ammesse al meccanismo dei TEE?

​Le società terze operanti nel settore dei servizi energetici, comprese le imprese artigiane e le loro forme consortili, di cui all’art. 7, comma 1, lett. c), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, possono presentare nuovi progetti solo se in possesso di certificazione UNI CEI 11352, come definito all’art. 12, comma 5, del D.Lgs. 102/2014. Le ESCO non certificate UNI CEI 11352 possono continuare a presentare le rendicontazioni relative ai progetti trasmessi prima del 18 luglio 2016.

Quali requisiti devono avere le società di cui all’art. 7, comma 1, lett. e) e lett. d), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, per essere ammesse al meccanismo dei TEE?

​I soggetti previsti all’art.7 comma 1, lett. e) e lett. d) di seguito riportati:

d) soggetti operanti nei settori industriale, civile, terziario e dei trasporti che nell’anno hanno avuto un consumo di energia superiore a 10.000 tonnellate equivalenti di petrolio per il settore industriale ovvero 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio per tutti gli altri settori (art.19, comma 1, legge del 9 gennaio 2011, n.10), che hanno effettivamente provveduto alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia;

e) imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, ivi compresi gli Enti Pubblici purchè provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia, secondo quanto previsto dall’art.19, comma 1, della legge del 9 gennaio 1991, n.10 o si dotino di un sistema di gestione dell’energia certificato in conformità alla norma ISO 50001;
possono presentare progetti solo se:

• tali progetti sono realizzati presso i propri siti;
• abbiano nominato un Esperto di Gestione Energia (EGE) certificato secondo la UNI 11339 (art. 12, comma 5, del D.Lgs. 102/2014). Le società che non abbiano nominato un Esperto Gestione Energia (EGE) certificato secondo la UNI 11339 possono continuare a presentare le rendicontazioni relative ai progetti trasmessi prima del 18 luglio 2016.;
• abbiano nominato un energy manager e rinnovato tale nomina anno per anno in accordo con l'art. 19 della legge 10/91.

I requisiti richiesti per l'accesso al meccanismo devono essere mantenuti per tutta la durata della vita tecnica dell'intervento.

Gli interventi che, in ottemperanza a specifici obblighi previsti dalla normativa regionale, comportano risparmi non addizionali sono ammissibili al meccanismo dei Certificati Bianchi?

No, sono riconosciuti nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi i soli risparmi netti, ovvero i risparmi lordi depurati dai risparmi energetici non addizionali, intesi come i risparmi che si stima si sarebbero comunque verificati, anche in assenza dell’intervento per effetto dell’evoluzione normativa tecnologica e del mercato.

Con riferimento all’aggiornamento delle schede tecniche, tra l’altro, gli artt. 4 e 5, comma 3 delle Linee Guida dell’Autorità, di cui alla deliberazione EEN 9/11, vigenti nelle parti non incompatibili con il Decreto 28 dicembre 2012, stabiliscono che il mero recepimento di obblighi o di standard tecnici minimi definiti per legge non costituisce aggiornamento di schede tecniche, prevedendone un’immediata attuazione di tali obblighi o standard.

Si rappresenta, altresì, che a seguito della Riforma del Titolo V che ha riconosciuto la potestà legislativa alle Regioni nelle materie di legislazione concorrente, si deve riconoscere alla normativa di carattere regionale pari grado di quella statale, per cui, anche in assenza di specifiche indicazioni da parte del legislatore, come nel dettato di cui all’art. 1 delle Linee Guida, gli interventi devono risultare conformi tanto ai dettati normativi di carattere nazionale che regionale.
Tutto ciò premesso, si evidenzia che interventi di adeguamento ad obblighi e/o standard regionali, che renderebbero nulli i risparmi addizionali come sopra specificato, non possono essere oggetto di riconoscimento dei titoli di efficienza energetica.

Con riferimento all’art. 7, comma 1, lett. a), del decreto interministeriale 28 dicembre 2012, cosa si deve intendere per “azioni dirette” e “predisposizione di progetti” da parte di un soggetto obbligato?

​Per progetti predisposti mediante azioni dirette dai soggetti obbligati si intendono gli interventi di efficientamento delle reti elettriche e del gas naturale, nonché tutte quelle ulteriori attività valide ai fini dell’adempimento degli obblighi e non strettamente riconducibili ai servizi post contatore di installazione, assistenza e manutenzione nei confronti degli utenti finali.

Le imprese operanti nei settori della distribuzione dell'energia elettrica e del gas naturale possono realizzare progetti relativi ad interventi di efficientamento dei servizi post-contatore avvalendosi di società separate, partecipate o controllate, ovvero operanti in affiliazione commerciale , ai sensi dell’articolo 1, comma 34, della Legge n. 239 del 2004 e come modificato dall' art. 4 del D.L. n. 10 del 2007.

È possibile presentare progetti per la rendicontazione dei risparmi energetici nell’ambito del meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE) in merito ad interventi realizzati fuori dei confini territoriali nazionali?

​No, nell’ambito del meccanismo dei Certificati Bianchi non è possibile presentare progetti realizzati fuori dai confini territoriali nazionali, in quanto la principale funzione del meccanismo è quella di permettere il raggiungimento degli obiettivi nazionali di risparmio energetico. Pertanto, la rendicontazione dei risparmi energetici deve riferirsi ad interventi di efficienza energetica realizzati sul territorio italiano.

I risparmi di energia primaria derivanti dall’attuazione degli obblighi previsti dal D.Lgs. 28/11 e s.m.i. sono rendicontabili ai fini del meccanismo dei certificati bianchi?

Nel caso di realizzazione di nuovi edifici o di edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti, per i quali la richiesta del titolo autorizzativo e/o abilitativo è presentata successivamente al 30 maggio 2012, l’art. 11,  comma 1, del D.Lgs. 28/11 e s.m.i. impone l’installazione di impianti alimentati da fonte rinnovabile.

Ai sensi dell’art. 11, comma 4, e s.m.i. del medesimo Decreto gli impianti alimentati da fonti rinnovabili accedono agli incentivi previsti, limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto dei medesimi obblighi.

Nell’ambito della richiesta di verifica e certificazione, al fine di poter accedere al meccanismo dei TEE, il soggetto proponente dovrà trasmettere una apposita relazione, redatta da tecnico abilitato, attestante:
• gli obblighi a cui è soggetto l’edificio o l’unità immobiliare in questione;
• il calcolo dell’energia necessaria a soddisfare tali obblighi, nonché le caratteristiche degli impianti necessari per soddisfare tali obblighi;
• la quota parte degli impianti, eccedente la quota di obbligo, e per la quale è possibile richiedere i TEE.

È possibile cumulare i certificati bianchi con altri incentivi?

​L’art. 10 del D.M. 28 dicembre 2012 stabilisce che, i certificati bianchi non sono cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, fatto salvo, nel rispetto delle rispettive norme operative, l’accesso a:
a) fondi di garanzia e fondi di rotazione;
b) contributi in conto interesse;
c) detassazione del reddito d’impresa riguardante l’acquisto di macchinari e attrezzature.

Dalla formulazione dell’articolo ne deriva che:
  1. i Certificati Bianchi non sono cumulabili con:
     a) le detrazioni fiscali;
     b) l’ecobonus previsto dal Decreto Legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito in legge 7 agosto 2012, n. 134 per la sostituzione di veicoli inquinanti con altri nuovi a basse emissioni complessive;
     c) finanziamenti statali concessi in conto capitale;
     d) il credito di imposta per l'acquisto di macchinari e attrezzature (ad esempio il credito di imposta introdotto dal D.L. 24-6-2014 n. 91);
     e) Programmi operativi interregionali – POI Energia - poiché il Soggetto erogatore dei finanziamenti risulta essere direttamente il Ministero dello Sviluppo Economico,  e pertanto  ricadono nella fattispecie “altri incentivi statali”
  2. i Certificati Bianchi sono cumulabili con:
     a) incentivi riconosciuti a livello regionale, locale e comunitario per interventi di efficientamento energetico. Si precisa, infatti, che il D.lgs. del 3 marzo 2011 n. 28 e il Decreto attuativo del 28 dicembre 2012 prevedono il divieto di    cumulo dei certificati bianchi esclusivamente con altri incentivi “statali”, ammettendone, pertanto, la cumulabilità con eventuali incentivi regionali locali o comunitari. Ai fini della verifica della cumulabilità è necessario indicare la tipologia dell'incentivo e l'ente erogante;
     b) agevolazioni fiscali nella forma del credito d’imposta a favore del teleriscaldamento alimentato con biomassa o con energia geotermica, di cui all’art 8 comma 10, lettera f) della legge 23 dicembre 1998, n. 448, all’art. 29 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 ed all’art 2 della legge 22 dicembre 2008. Si tratta infatti di un’agevolazione, nella forma, appunto, del credito d’imposta, che viene trasferita sul prezzo di cessione del calore all’utente finale, che si configura, pertanto, come effettivo beneficiario distinto rispetto alla società che eroga il servizio calore e che percepisce i certificati bianchi. Si specifica che ai sensi della circolare 17/E del 7/3/2008, qualora il gestore della rete di teleriscaldamento alimentata con biomassa o ad energia geotermica sia anche utente finale, il gestore-utente finale può usufruire del cumulo dei certificati bianchi con il credito di imposta in esame; 
     c) Superammortamento al 140% sui beni strumentali introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 (L. 28 dicembre 2015, n. 208)”e Iperammortamento al 250% su investimenti innovativi introdotto dalla Legge Bilancio 2017 (L. 11 dicembre 2016, n. 232;c) Superammortamento al 140% sui beni strumentali introdotto dalla Legge di Stabilità 2016 (L. 28 dicembre 2015, n. 208)”e Iperammortamento al 250% su investimenti innovativi introdotto dalla Legge Bilancio 2017 (L. 11 dicembre 2016, n. 232;
     d) finanziamento attraverso lo strumento “Beni strumentali – Nuova Sabatini”, istituito dal decreto-legge del Fare (art. 2 decreto-legge n. 69/2013).
     e) incentivi riconosciuti a livello regionale, locale e comunitario per interventi di efficientamento energetico (ad esempio i POR FESR per i quali il soggetto erogatore è la Regione).

Questa pagina è stata aggiornata il 20/03/2017