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HomeSupportoFAQFER Elettriche DM 23/06/2016

Quali impianti possono presentare domanda di accesso agli incentivi ai sensi del DM 23 giugno 2016?

​Il DM 23 giugno 2016 incentiva la produzione di energia elettrica da impianti a fonti rinnovabili diversi da quelli fotovoltaici, inclusi i solari termodinamici, oggetto di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione, potenziamento o rifacimento, aventi potenza superiore a 1 kW, entrati in esercizio dal 1° gennaio 2013, a condizione che presentino domanda di accesso agli incentivi entro i termini di seguito specificati:

  • per gli impianti in accesso diretto (articolo 4, comma 3, del Decreto), entro il 31 dicembre 2017 o, in ogni caso, decorsi 30 giorni dalla data dell’eventuale raggiungimento di un costo indicativo massimo degli incentivi di 5,8 miliardi di euro l’anno, comunicato con delibera AEEGSI sulla base dei dati forniti dal GSE
  • per gli impianti iscritti in posizione utile nelle graduatorie formate a seguito delle Procedure di Asta e Registro, svolte ai sensi degli articoli 9, 12 e 17 del Decreto, entro 30 giorni dall’ultima data utile per l’entrata in esercizio prevista dagli articoli 11, 16 e 17.

Quali sono le modalità di accesso agli incentivi previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti nuovi, riattivazioni, integrali ricostruzioni e potenziamenti?

​L’articolo 4 del Decreto definisce diverse modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione, a seconda della tipologia di fonte, della potenza e della categoria di intervento:

  • accesso diretto, nei limiti di potenza e nel rispetto delle condizioni riportate all’articolo 4, comma 3 del Decreto
  • iscrizione a Registro, in posizione tale da rientrare entro contingenti di potenza incentivabili (indicati all’art. 9, comma 3), se la potenza dell’impianto non è superiore al valore soglia di 5 MW
  • partecipazione a Procedure competitive di Aste al ribasso, in posizione tale da rientrare entro contingenti di potenza incentivabili (indicati all’art. 12, comma 3), se la potenza dell’impianto è superiore al valore soglia di 5 MW.

Si precisa che:

  • per i potenziamenti, la modalità di accesso agli incentivi è funzione dell’incremento di potenza derivante dall’intervento
  • l’intervento di integrale ricostruzione non è contemplato per gli impianti alimentati da bioliquidi, biogas, gas di discarica, gas residuati dei processi di depurazione e idroelettrici installati negli acquedotti
  • per impianti realizzati con procedure ad evidenza pubblica da Amministrazioni pubbliche, anche tra loro associate, ivi inclusi i Consorzi di Bonifica, ad eccezione dei potenziamenti e degli impianti solari termodinamici, le potenze massime per l'accesso diretto sono raddoppiate.

 

Le modalità di accesso sopra descritte, schematizzate nella Tabella 2 delle Procedure Applicative, sono altresì riportate nella tabella che segue:

 

Schema delle modalità di accesso agli incentivi per impianti nuovi, riattivazioni, integrali ricostruzioni e potenziamenti
TIPOLOGIA DI FONTE
ACCESSO DIRETTO (kW)
REGISTRO (kW)
ASTA (kW)
Eolico on-shore
1 < P ≤ 60
1 < P ≤ 5000
P > 5000
Eolico off-shore
1 < P ≤ 60
P > 5000
Idroelettrico
(di cui all'art. 4.3 lettera b)
 
  1 < P ≤ 250
 
1 < P ≤ 5000
Idroelettrico
(diverso dall’art. 4.3 lettera b)
 
1 < P ≤ 5000
Oceanica
 1 < P ≤ 60
1 < P ≤ 5000
Geotermoelettrico
1 < P ≤ 5000
P > 5000
Biomasse (di cui all’art 8.4 lettere a-b)
    1 < P ≤ 200
1 < P ≤ 5000
Biomasse (di cui all’art 8.4.lettere c-d)
1 < P ≤ 5000
P > 5000
Biogas
    1 < P ≤ 100
1 < P ≤ 5000
Solare Termodinamico
    1 < P ≤ 100
1 < P ≤ 5000
P > 5000

 

Se un impianto ha i requisiti per poter accedere direttamente ai meccanismi di incentivazione ma sceglie di iscriversi al Registro, può presentare, successivamente all’iscrizione, domanda di accesso diretto?

​No, in caso di iscrizione al Registro, il Soggetto Responsabile perde il diritto di presentare in un momento successivo la richiesta di accesso diretto agli incentivi.

Quali sono le modalità di accesso agli incentivi previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti oggetto di rifacimento?

​Per gli impianti oggetto di rifacimento parziale o totale, l’articolo 4 del Decreto definisce le seguenti modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione, a seconda della potenza:

  • accesso diretto, nei limiti di potenza e nel rispetto delle condizioni riportate all’articolo 4, comma 3, lettera e) del Decreto
  • Iscrizione a Registro per gli interventi di rifacimento, in posizione tale da rientrare nei relativi contingenti annui di potenza incentivabile (indicati all’art. 17, comma 1).

Per gli interventi di rifacimento, gli intervalli di potenza sono riferiti alla potenza dell'impianto al termine dell'intervento.
Le modalità di accesso sopra descritte, schematizzate nella Tabella 3 delle Procedure Applicative, sono altresì riportate nella tabella che segue:

Schema delle modalità di accesso agli incentivi per impianti oggetto di rifacimento
TIPOLOGIA DI FONTE
ACCESSO DIRETTO (kW)
REGISTRO (kW)
Eolico on shore
1 < P 60
P > 1
Eolico off-shore
1 < P 60
Idroelettrico
(di cui all'art. 4.3 lettera b)
1 < P 250
P > 1
Idroelettrico
(diverso dall’art. 4.3 lettera b)
P > 1
Oceanica
1 < P 60
Geotermoelettrico
P > 1
Biomasse (di cui all’art 8.4 lettere a-b)
1 < P 200
Biogas
1 < P 100


 

Quali sono le fasi del processo di riconoscimento degli incentivi?

Le fasi del processo di riconoscimento degli incentivi sono schematicamente descritte nella Tabella 4 a pagina 12 delle Procedure Applicative, accessibile anche al seguente link:
Procedure Applicative

Per quali impianti trova ancora applicazione il DM 6 luglio 2012?

​Possono continuare a presentare richiesta di accesso agli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012 gli impianti risultati ammessi in posizione utile a seguito delle Procedure di Asta e Registro svolte ai sensi del medesimo decreto e per i quali non siano decorsi i termini per l’entrata in esercizio.
Potranno beneficiare delle tariffe incentivanti e degli eventuali premi del DM 6 luglio 2012 anche gli impianti che presenteranno richiesta di accesso diretto agli incentivi ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del DM 23 giugno 2016 o risulteranno ammessi in posizione utile ai Registri del medesimo Decreto, purché entrati in esercizio in data antecedente al 30 giugno 2017. Sono esclusi da tale possibilità gli impianti solari termodinamici e quelli aggiudicatari di Procedura d’Asta.

Gli impianti per i quali sono già iniziati i lavori possono iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016?

​Possono iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016 anche gli impianti/interventi i cui lavori siano già iniziati a condizione che gli stessi impianti/interventi abbiano presentato richiesta di iscrizione ai Registri o di partecipazione alle Procedure d’Asta del DM 6 luglio 2012.
Nel caso di interventi iscritti in posizione utile nei Registri o aggiudicatari di Procedure d’Asta del DM 6 luglio 2012, è necessario, prima della nuova iscrizione, rinunciare alla posizione utile precedentemente conseguita.
Possono inoltre iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016 gli impianti/interventi i cui lavori siano già iniziati che rispettino i requisiti previsti per l’Accesso Diretto ai sensi dell’articolo 4, comma 3, del DM 6 luglio 2012.

Gli impianti già oggetto di richieste di accesso agli incentivi ai sensi del DM 6 luglio 2012 respinte o decadute da parte del GSE possono iscriversi ai Registri, alle Aste o presentare richiesta di accesso diretto ai sensi del DM 23 giugno 2016?

​Si, l'eventuale rigetto di una precedente richiesta presentata ai sensi del DM 6 luglio 2012 o la comunicazione di decadenza non preclude la possibilità di presentazione di una richiesta ai sensi del DM 23 giugno 2016.
Come indicato al paragrafo 2.2.1 delle Procedure Applicative, per gli impianti iscritti in posizione utile nei Registri o aggiudicatari di Procedure d’Asta ai sensi del DM 6 luglio 2012 è necessario presentare rinuncia alla posizione utile precedentemente conseguita per potersi iscrivere al relativo Registro o Asta del DM 23 giugno 2016. Tale condizione non si applica agli impianti per i quali sia stata comminata la decadenza e la conseguente esclusione dalle graduatorie di cui al DM 6 luglio 2012.

Quale documentazione deve essere trasmessa a corredo dell’istanza di accesso agli incentivi?

​La documentazione da allegare all’istanza di accesso ai meccanismi di incentivazione, esclusivamente mediante il Portale FER-E, è riportata nell’Allegato 4 delle Procedure Applicative, dettagliata in funzione della modalità di accesso agli incentivi, della categoria di intervento, della tipologia di fonte.
Per la corretta compilazione dei campi disponibili sul Portale FER-E, nonché per la gestione della richiesta attraverso l’applicativo informatico, si rimanda alla “Guida all’utilizzo dell’applicazione web per la richiesta degli incentivi da fonti rinnovabili” disponibile sul sito internet www.gse.it e nella home page del Portale FER-E.

Quali sono le tempistiche per la presentazione della domanda di accesso agli incentivi?

​Per gli impianti ammessi ai Registri in posizione utile o risultati aggiudicatari della Procedura d’Asta, la domanda di accesso agli incentivi deve pervenire entro 30 giorni solari dalla data di entrata in esercizio dell’impianto o, per impianti entrati in esercizio in data antecedente alla data di pubblicazione della graduatoria, entro 30 giorni solari dalla medesima data di pubblicazione.
Per gli impianti ad accesso diretto, la domanda di accesso agli incentivi deve pervenire entro 30 giorni solari dalla data di entrata in esercizio o, per impianti già in esercizio al 30 giugno 2016 (data di entrata in vigore del Decreto), entro il 30 luglio 2016.
Nel caso di superamento dei termini di cui sopra l’impianto incorre nel “fuori tempo” [si veda FAQ “Cosa si intende per “fuori tempo” e per “data di entrata in esercizio convenzionale”?”].

 

Cosa si intende per “fuori tempo” e per “data di entrata in esercizio convenzionale”?

​Per “fuori tempo” si intende la violazione dei termini per la presentazione delle domande di accesso agli incentivi [si veda FAQ “Quali sono le tempistiche per la presentazione della domanda di accesso agli incentivi?”].
Il “fuori tempo” comporta il mancato riconoscimento degli incentivi per un periodo temporale pari alla differenza tra la data di invio della domanda di accesso agli incentivi e la “data di entrata in esercizio”. La suddetta “decurtazione” temporale del periodo incentivante è applicata alla fine del periodo incentivante stesso.
La “data di entrata in esercizio convenzionale” è la data ottenuta sottraendo 30 giorni dalla data di presentazione tardiva della domanda di accesso agli incentivi. Nei casi di "fuori tempo" tale data verrà presa a riferimento ai fini dell’applicazione di tutte le disposizioni del Decreto (es. individuazione della tariffa base, rispetto dei termini massimi per l’entrata in esercizio dell’impianto, etc.)

Cosa succede se un impianto che accede direttamente ai meccanismi di incentivazione, ai sensi del DM 23 giugno 2016, presenta istanza di accesso agli incentivi oltre 30 giorni dalla data di entrata in esercizio?

​Nel caso di superamento del termine per la presentazione dell’istanza, l’impianto incorre nel “fuori tempo” che comporta il mancato riconoscimento degli incentivi per il periodo temporale che intercorre tra la data di entrata in esercizio dell’impianto e la data di presentazione dell’istanza al GSE nonché l’attribuzione allo stesso, da parte del GSE, di una data di entrata in esercizio “convenzionale” [si veda FAQ “Cosa si intende per “fuori tempo” e per “data di entrata in esercizio convenzionale”?”].

 

Ai fini della corretta modalità di presentazione delle domande di accesso agli incentivi, come deve essere calcolata la “potenza” di un impianto, ai sensi del DM 23 giugno 2016?

​Ai sensi del DM 23 giugno 2016:

  • la potenza dell’impianto, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p), rileva ai fini del calcolo delle spese di istruttoria e dell’impegno del contingente
  • la potenza ai sensi dell’articolo 5, comma 2, rileva ai fini della modalità di accesso, della formazione delle graduatorie, della tipologia di incentivo e dell’individuazione della tariffa incentivante base.

Nel caso di impianti che non ricadono nell’ambito di applicazione dell’articolo 5, comma 2, la potenza ai sensi di tale articolo si intende coincidere con la potenza dell’impianto ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p).

 

Qual è la definizione di potenza ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del DM 23 giugno 2016

Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del Decreto, la potenza di un impianto è “la somma, espressa in MW, delle potenze elettriche nominali degli alternatori (ovvero, ove non presenti, dei generatori) che appartengono all’impianto stesso, ove la potenza nominale di un alternatore è determinata moltiplicando la potenza apparente nominale, espressa in MVA, per il fattore di potenza nominale riportati sui dati di targa dell’alternatore medesimo, in conformità alla norma CEI EN 60034”.
L’articolo 2, comma 1, lettera p) introduce delle eccezioni per la definizione di “potenza” per gli impianti eolici, idroelettrici e solari termodinamici [si vedano specifiche FAQ].
Per precisazioni e approfondimenti si rimanda al paragrafo 1.3.3 delle Procedure Applicative.

Qual è la definizione di potenza di un impianto eolico?

​La potenza di un impianto eolico, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del Decreto, è la somma delle potenze nominali dei singoli aerogeneratori che compongono l’impianto se il valore di potenza, superiore a 0,500 MW, è univocamente riportato sulle targhe degli stessi, in conformità alla normativa CEI EN 61400 (per approfondimenti tecnici si rimanda al paragrafo 5.5 “Marcatura di un aerogeneratore” della norma CEI EN 61400-1).
Laddove il singolo aerogeneratore abbia una potenza nominale uguale o inferiore a 0,5 MW o il dato di potenza sia superiore a 0,5 MW ma non univocamente riportato sulle targhe degli aerogeneratori, la potenza dell’impianto è determinata dalla somma delle potenze riportate sulle targhe degli alternatori o generatori (per approfondimenti tecnici si rimanda al paragrafo 10 “Targhe” della norma CEI EN 60034-1) [si veda FAQ “Qual è la definizione di potenza ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del DM 23 giugno 2016?”].
Per precisazioni e approfondimenti si rimanda al paragrafo 1.3.3 delle Procedure Applicative.

Qual è la definizione di potenza di un impianto idroelettrico?

​La potenza di un impianto idroelettrico, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del Decreto, è pari alla potenza nominale media annua di concessione di derivazione d’acqua ad uso idroelettrico.

(NEW) Qual è la definizione di potenza di un impianto solare termodinamico?

A​i sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del Decreto, nei soli casi di impianti solari termodinamici in assetto ibrido con frazione di integrazione superiore al 35%, la potenza è calcolata sulla base della seguente formula: ​i sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del Decreto, nei soli casi di impianti solari termodinamici in assetto ibrido con frazione di integrazione superiore al 35%, la potenza è calcolata sulla base della seguente formula: 
          Pn= mq * 0.1
dove Pn è espressa in kW e mq è la superficie captante dell’impianto espressa in metri quadrati, come definita al paragrafo 1.1.9 dell’Allegato 2 del Decreto.

Nei restanti casi, la potenza dell’impianto solare termodinamico è determinata sulla base della potenza riportata sulle targhe degli alternatori (potenza apparente espressa in MVA * fattore di potenza nominale).

Il valore di potenza, determinato secondo i criteri precedenti, è assunto a riferimento per il calcolo delle tariffe incentivanti, del valore di soglia e della potenza da indicare in fase di iscrizione alle procedure di Asta e Registro.

Si rappresenta che, ai fini della richiesta di iscrizione al Registro o di accesso diretto agli incentivi, per la determinazione della frazione di integrazione e, di conseguenza, della potenza dell’impianto, è necessario fare riferimento al valore massimo indicato nel titolo autorizzativo per la costruzione e l’esercizio dell’impianto o, in mancanza di riferimento esplicito, nel progetto ad esso relativo.

Nel caso tali dati non siano riportati nei suddetti documenti, il Soggetto Responsabile dovrà indicare la frazione di integrazione massima con la quale intende esercire l’impianto nel corso della vita utile e la relativa potenza calcolata ai sensi della definizione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera p), del Decreto.

Eventuali modifiche alle condizioni di esercizio dell’impianto successive all’iscrizione al Registro o alla partecipazione alla Procedura d’Asta, tali da determinare un aumento della frazione di integrazione o un valore di questa tale da determinare un aumento di potenza ai sensi della definizione di cui all’art. 2, comma 1, lettera p), iii. del Decreto rispetto a quanto dichiarato in fase di iscrizione, determineranno, anche se regolarmente autorizzate, la decadenza dal diritto agli incentivi.

Nel caso di accesso diretto, eventuali modifiche successive alla domanda di accesso agli incentivi, anche se regolarmente autorizzate, tali da determinare un valore di potenza, calcolata ai sensi della definizione di cui all’articolo 2, comma 1, lettera p), del Decreto, superiore a 0,100 MW, determinano la decadenza dal diritto agli incentivi.

Per approfondimenti si rimanda all’Allegato 1.e “Previsioni specifiche per impianti solari termodinamici” delle Procedure Applicative.

Nel caso in cui in un impianto siano presenti “n” alternatori più uno di riserva, funzionante solo in caso di non funzionamento di uno degli “n” alternatori base, quali potenze vanno sommate ai fini della determinazione della potenza dell’impianto?

Tutti gli alternatori presenti sull’impianto devono essere considerati, compreso l’alternatore del gruppo di riserva. Fanno eccezione le apparecchiature non fisicamente installate e giacenti in magazzino.
Nel solo caso in cui uno o più alternatori siano azionabili alternativamente e singolarmente da un unico motore primo, ai fini del calcolo della potenza dell’impianto, si considera il solo alternatore di potenza maggiore.


 
 

 

A quali condizioni si applica l’articolo 5, comma 2, lettera a) del DM 23 giugno 2016?

Fermo restando l’articolo 29 del DM 23 giugno 2016, ai fini della determinazione della potenza dell’impianto, la condizione di cui all’articolo 5, comma 2, lettera a) si applica nel caso in cui gli impianti siano nella disponibilità del medesimo produttore o siano riconducibili, a livello societario, a un unico produttore.

 

L’articolo 5, comma 2, lettera a) del DM 23 giugno 2016 si applica anche agli impianti idroelettrici?

​No, a condizione che gli impianti idroelettrici siano dotati di distinte concessioni di derivazione d’acqua o di un’unica concessione che preveda potenze medie annue di derivazione distinte.

Quando due o più impianti devono essere considerati un unico impianto, ai fini della determinazione della potenza?

Fermo restando l’articolo 29 del DM 23 giugno 2016, sono da considerarsi un unico impianto, ai fini della determinazione della potenza, gli impianti ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, del Decreto, ossia gli impianti alimentati dalla stessa fonte, nella disponibilità del medesimo produttore o riconducibili, a livello societario, a un unico produttore, se ubicati a monte di un unico punto di connessione alla rete elettrica o se localizzati nella medesima particella catastale o su particelle catastali contigue. In tal caso, gli impianti sono identificati come “sotto-impianti”.
 

Quale potenza deve essere considerata per accedere agli incentivi nel caso di due o più impianti contigui, alimentati dalla stessa fonte e in capo al medesimo produttore o riconducibili, a livello societario, a un unico produttore?

​Nel caso di “sotto-impianti” [si veda FAQ “Quando due o più impianti devono essere considerati un unico impianto, ai fini della determinazione della potenza?”], ai fini dell’individuazione del meccanismo di accesso (Accesso Diretto, Registri o Asta), è necessario considerare la somma delle potenze ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) di tutti i “sotto-impianti”.
La potenza ai sensi dell’articolo 5, comma 2, infatti, rileva ai fini della modalità di accesso, della formazione delle graduatorie, della tipologia di incentivo e dell’individuazione della tariffa incentivante base.
Per ciascun “sotto-impianto” deve essere presentata una distinta richiesta, indicando nel campo “Potenza dell'impianto così come definita dall'art. 5, comma 2, del Decreto” della sezione “Dati Preliminari” del Portale FER-E il valore della potenza complessiva di tutti i “sotto-impianti” e fornendo le informazioni necessarie all’individuazione di detti “sotto-impianti” e dei relativi Soggetti Responsabili.
Si precisa che, ai fini dell’applicazione dell’articolo 5, comma 2, non è da considerare la potenza degli impianti che non accedono ad alcun tipo di meccanismo di incentivazione.

Cosa succede se due o più impianti, ricadenti nell’ambito di applicazione dell’articolo 5, comma 2, del Decreto presentano domanda di accesso agli incentivi (accesso diretto, Registri) indicando la potenza del singolo impianto?

La non corretta applicazione dell’articolo 5, comma 2, del Decreto, può comportare la violazione delle norme per l’accesso agli incentivi, può influire sulla formazione delle graduatorie dei Registri e sulla determinazione delle tariffe incentivanti spettanti. Pertanto, l’errata indicazione della potenza di impianto può comportare la decadenza dal diritto agli incentivi, nonché l’integrale recupero delle somme già erogate.
Restano fermi gli eventuali ulteriori profili di rilevanza penale o amministrativa.

Ai fini dell’applicazione dell’articolo 5, comma 2, lettera b) del Decreto, devono considerarsi anche le particelle catastali interessate dai cavidotti?

​No, non sono da considerarsi purché sulle particelle catastali siano localizzati esclusivamente i cavidotti.

Qual è la data di riferimento per identificare la situazione catastale di un impianto ai fini della verifica del "frazionamento"?

​Nel caso di impianti che accedono direttamente agli incentivi, la situazione catastale di riferimento è quella esistente alla data di entrata in esercizio. Nel caso di impianti che si iscrivono ai Registri o partecipano alla Procedura d’Asta, si fa riferimento alla situazione catastale esistente alla data di iscrizione o di partecipazione. Se l’impianto è già in esercizio alla data di iscrizione ai Registri o di partecipazione alla Procedura d’Asta, si fa riferimento alla situazione catastale esistente alla data di entrata in esercizio.

 
 

Cosa si intende per “non sostanzialità” della modifica ai sensi di quanto riportato nel paragrafo 3.2 delle Procedure Applicative?

​Una modifica che comporti la variazione della configurazione o dei dati caratteristici dell’impianto rispetto a quelli per i quali è stata richiesta l’iscrizione ai Registri o la partecipazione alla Procedura d’Asta può ritenersi “non sostanziale” qualora sia espressamente valutata come “non sostanziale” dall’Ente competente al rilascio dell’autorizzazione.
Il requisito di “non sostanzialità” deve essere documentato mediante esplicita dichiarazione di non sostanzialità delle modifiche apportate al progetto da parte dell’autorità competente al rilascio del titolo autorizzativo originario. Qualora la variante sia stata oggetto di specifico titolo autorizzativo, la non sostanzialità deve essere espressamente dichiarata nel testo del provvedimento.

Quale data di conseguimento si considera per il titolo autorizzativo in presenza di variante?

​In caso di modifiche sostanziali, la data da considerare è quella dell’autorizzazione in variante.
La data del titolo autorizzativo originario può invece essere presa a riferimento solo sulla base di esplicita dichiarazione di non sostanzialità delle modifiche apportate al progetto da parte dell’autorità competente al rilascio del titolo autorizzativo originario.

 

Per un impianto autorizzato con DIA o con PAS, quale data deve essere considerata come data di conseguimento del titolo autorizzativo?

​Nell’ipotesi di Denuncia di Inizio Attività (DIA) o di Procedura Abilitativa Semplificata (PAS), il titolo abilitativo si intende conseguito decorsi 30 giorni dalla data di presentazione della relativa documentazione all’Ente comunale competente senza che siano intervenuti espliciti dinieghi e senza che si siano verificate cause di sospensione di detto termine, quali la necessità di acquisire, anche mediante convocazione di Conferenza di servizi, atti di amministrazioni diverse e di attivare il potere sostitutivo (articolo 23 D.P.R. 380/2001 e articolo 6, comma 5, D.Lgs. 28/2011).
Ai fini dell’iscrizione al Registro, il titolo abilitativo potrà intendersi conseguito in data antecedente al termine sopra indicato esclusivamente in presenza di un pronunciamento espresso dall’Ente comunale competente, che attesti la data di efficacia del titolo. Tale pronunciamento dovrà in ogni caso essere stato emesso e acquisito dal Soggetto Responsabile in data antecedente a quella di iscrizione al Registro.

E’ possibile iscriversi ai Registri nel corso di un procedimento per il rilascio di una variante all’autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’impianto?

Non è possibile iscrivere un impianto al Registro nel caso in cui  il Soggetto Responsabile intenda avvalersi dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio la cui variante sostanziale sia in corso di rilascio. Qualora, per impianti idroelettrici, geotermoelettrici e da fonte oceanica, il Soggetto Responsabile intenda avvalersi del titolo concessorio, laddove la variante sostanziale al titolo autorizzativo incida sull’atto concessorio, il GSE effettuerà le dovute valutazioni ai fini dell’esclusione o decadenza dell’impianto dalla graduatoria.
Nel caso di variante non sostanziale non ancora autorizzata o la cui natura non sostanziale non sia stata riconosciuta tale alla data di iscrizione, l’iscrizione stessa potrà essere effettuata con riferimento al progetto relativo al titolo precedente alla variante, ovverosia autorizzato alla data di iscrizione.

Nel caso di variante con riduzione della potenza di impianto, quale valore di potenza deve essere indicato in fase di iscrizione al Registro?

​Nel caso di riduzione della potenza dell’impianto rispetto a quella prevista dal titolo autorizzativo originale, è possibile effettuare l’iscrizione al Registro indicando la potenza ridotta nel solo caso in cui, alla data di iscrizione, sia stata conseguita l’autorizzazione alla variante (si ricorda in proposito che nel caso tale variante non sia stata espressamente riconosciuta come non sostanziale l’iscrizione dovrà essere effettuata indicando come data del titolo autorizzativo la data di conseguimento del titolo originario).
Nel caso invece la riduzione di potenza non sia ancora stata autorizzata, per l’iscrizione è necessario indicare la potenza originaria (cioè quella effettivamente autorizzata al momento dell’iscrizione). A seguito dell’ottenimento dell’autorizzazione in variante, l’impianto, realizzato con una potenza inferiore a quella di iscrizione, potrà accedere agli incentivi, rinunciando alla quota di potenza non installata, nel solo caso in cui sia verificato il riconoscimento della non sostanzialità della variante. Si precisa che in tale evenienza l’energia prodotta sarà comunque incentivata individuando la tariffa base corrispondente alla potenza dichiarata nella richiesta di iscrizione al Registro.

Nel caso di impianti iscritti ai Registri o aggiudicatari della Procedura d’Asta, cosa succede in caso di superamento dei termini di validità del preventivo di connessione previsti dall’Allegato A alla Deliberazione AEEG ARG/elt 99/08 e s.m.i. – Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA)?

​Per gli impianti iscritti ai Registri e risultati in posizione tale da rientrare nei contingenti di potenza disponibili o aggiudicatari di Procedure d’Asta, nel caso in cui il preventivo di connessione, in possesso del Soggetto Responsabile all’atto dell’iscrizione/partecipazione alla procedura, decada per il superamento dei termini di validità previsti dal TICA e riportati nel preventivo di connessione stesso, è possibile mantenere la posizione in graduatoria ottenendo e accettando un nuovo preventivo di connessione che sia tale da non determinare alcuna variante al titolo autorizzativo per modifica sostanziale, fermo restando il rispetto dei termini massimi per l’entrata in esercizio dell’impianto previsti dal DM 23 giugno 2016.
All’atto della richiesta di ammissione agli incentivi, sarà necessario caricare sul Portale FER-E entrambi i preventivi di connessione comprensivi della documentazione atta a comprovare la loro avvenuta accettazione in via definitiva e, per il preventivo originario, la validità al momento dell’iscrizione.

 

Il preventivo di connessione accettato è necessario per l’iscrizione ai Registri o per la partecipazione all’Asta anche per le categorie di intervento diverse dalla nuova costruzione?

​Il preventivo di connessione accettato è sempre necessario con la sola eccezione dei casi in cui l’intervento previsto, diverso dalla nuova costruzione, non comporti alcuna modifica della connessione alla rete esistente e/o del relativo regolamento d’esercizio.

Qual è la data di accettazione del preventivo di connessione?

​La data di accettazione del preventivo per la connessione è definita dall’art. 1, comma 1.1, lettera e) dell’Allegato A alla deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico ARG/elt 99/08 e s.m.i. (cd. TICA) come “la data di invio del documento relativo all’accettazione del preventivo per la connessione”.

Qualora il Gestore di Rete dovesse modificare il preventivo di connessione già presentato in fase di iscrizione a Registro, come dovrà comportarsi il Soggetto Responsabile nel caso in cui il suo impianto entrasse in graduatoria?

​Il possesso/titolarità del preventivo di connessione accettato in via definitiva è un requisito per la richiesta di iscrizione ai meccanismi di incentivazione del Decreto. L’AEEGSI, attraverso l’Allegato A alla deliberazione ARG/elt 99/08 e s.m.i., cosiddetto TICA, nello stabilire le regole per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione ha definito anche le modalità di gestione delle modifiche ai preventivi di connessione. Ferma restando la validità e l’efficacia del preventivo per la connessione accettato in via definitiva di cui il Soggetto Responsabile ha dichiarato gli estremi e la data di accettazione, sono ammesse modifiche al preventivo di connessione accettato in via definitiva se previste e avvenute nelle modalità sancite dal TICA e tali da non aver determinato varianti al titolo autorizzativo per modifica sostanziale.

Cosa si intende per entrata in esercizio di un impianto?

​Per entrata in esercizio si intende il primo funzionamento dell'impianto in parallelo con il sistema elettrico, a seguito dell’attivazione della connessione, successivamente al completamento dei lavori di realizzazione per tutte le categorie di intervento.
Pertanto, un impianto si intende in esercizio quando sono soddisfatte entrambe le seguenti condizioni:

  1. i lavori di realizzazione dell’impianto sono stati completati così come previsto dal progetto autorizzato e tutti gli alternatori dell’impianto  sono nelle condizioni di generare una quota di energia da fonte rinnovabile
  2. l’impianto di connessione alla rete elettrica, comprensivo dei gruppi di misura, è stato messo in tensione dal Gestore di Rete.


Per approfondimenti si rimanda al paragrafo 1.3.1 delle Procedure Applicative, dove sono riportati alcuni esempi utili all’individuazione della data di entrata in esercizio con riferimento a diverse tipologie di impianto e categorie di intervento.

 

Cosa si intende per completamento dei lavori ai fini dell’entrata in esercizio di un impianto?

​Per “completamento dei lavori” si intende l’installazione di tutte le macchine e di tutti i dispositivi elettromeccanici e l’ultimazione delle opere civili di impianto in conformità a quanto autorizzato e a quanto dichiarato nella richiesta di accesso diretto, di iscrizione al Registro o di partecipazione alla Procedura d’Asta, con particolare riferimento alla potenza e alla configurazione complessiva dell’impianto, ivi inclusi gli apparati di misura e di connessione alla rete. In particolare, devono essere realizzate e installate tutte le opere impiantistiche, tutte le opere civili strutturali e tutte le opere civili funzionali all’esercizio dell’impianto in conformità con il progetto autorizzato.

Qual è la data di attivazione della connessione?

​La data di attivazione della connessione, validata dal Gestore di Rete, è la data del primo funzionamento in parallelo dell’impianto con il sistema elettrico come risultante dal sistema “GAUDÌ”.
Nel caso di un impianto con più sezioni, la data di primo parallelo con la rete da considerare è quella della validazione riferita all’ultima sezione completata.

L’impianto di produzione si intende in esercizio se il primo funzionamento dell’impianto in parallelo con il sistema elettrico è avvenuto con una modalità di esercizio di carattere transitorio, come previsto nel preventivo di connessione redatto dal gestore di rete?

​Sì, fatto salvo il rispetto delle seguenti condizioni:

  • le opere relative alla connessione temporanea, individuata dal gestore di rete nella soluzione tecnica di connessione, devono essere state preliminarmente autorizzate dall’Ente che ha rilasciato l’autorizzazione alla realizzazione e all’esercizio dell’impianto, e la relativa variante autorizzativa deve essere non sostanziale
  • i lavori di realizzazione dell’impianto sono stati completati e tutti gli alternatori dell’impianto, così come previsto dal progetto autorizzato, sono nelle condizioni di generare una quota di energia da fonte rinnovabile
  • sono state realizzate le opere di rete per la connessione a cura del Soggetto Responsabile
  • l’impianto di connessione alla rete elettrica per l’esercizio transitorio, comprensivo dei gruppi di misura, è stato messo in tensione dal gestore di rete.

 
 

E’ possibile utilizzare componenti usati/rigenerati negli impianti che richiedono l’accesso agli incentivi ai sensi del DM 23 giugno 2016?

​Sì, il DM 23 giugno 2016 prevede la possibilità di impiego di dispositivi usati/rigenerati e non ne esclude l’utilizzo per alcuna categoria di intervento.
A tal fine si richiama l’articolo 2, comma 1, lettera ae) del Decreto: “per componente rigenerato si intende un componente già utilizzato che a seguito di lavorazioni specifiche, se necessarie, viene riportato alle normali condizioni di operatività”.
Al riguardo, si precisa che per rigenerazione si intende un’attività finalizzata a riportare il componente nelle condizioni funzionali e prestazionali nominali, dimostrata da relativa garanzia sul componente, rilasciata al termine del relativo processo.

Qual è la documentazione da presentare nel caso si utilizzino componenti usati/rigenerati?

​Nel caso di installazione di uno o più componenti usati, il Soggetto Responsabile dovrà produrre, mediante dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, un elenco dei componenti rigenerati comprensivo di:

  • garanzia sul componente, rilasciata al termine delle lavorazioni specifiche effettuate per riportarlo alle condizioni funzionali e prestazionali nominali
  • valutazioni per le quali il componente usato è stato ritenuto in condizioni funzionali e prestazionali nominali e, pertanto, non è stato sottoposto a lavorazioni specifiche.

Cosa si intende per interconnessione funzionale?

​Per interconnessione funzionale tra due o più impianti si intende l’utilizzo di opere, sistemi e componenti comuni finalizzati all’esercizio combinato e/o integrato degli stessi. Per approfondimenti si rimanda all’Allegato 1.a delle Procedure Applicative e, per la definizione degli impianti e dei relativi componenti, all’Allegato 2 del Decreto.

Nel caso di due o più impianti interconnessi funzionalmente, qual è la potenza da considerare ai fini dell’accesso ai meccanismi di incentivazione?

​Nel caso in cui due o più impianti presentino interconnessioni funzionali, sono da considerarsi un unico impianto e, come tale, la potenza ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) del Decreto è determinata dalla somma delle potenze delle singole sezioni individuate secondo le definizioni di cui al medesimo articolo.

La condivisione di un’unica rete di distribuzione dell’energia termica per impianti operanti in cogenerazione è considerata interconnessione funzionale?

​La condivisione di un’unica rete di distribuzione dell’energia termica non è considerata interconnessione funzionale a condizione che l’energia termica sia ceduta alla rete mediante scambiatori distinti per ciascun impianto.

Interventi che modificano la potenza di un impianto idroelettrico esistente (es: variazione della portata e/o del salto) possono essere configurati come nuovo impianto?

​No. Ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a) del Decreto, un impianto alimentato da fonti rinnovabili è considerato un “nuovo impianto” quando è realizzato in un sito sul quale, prima dell’avvio dei lavori di costruzione, non era presente, da almeno cinque anni, un altro impianto, o le principali parti di esso, alimentato dalla stessa fonte rinnovabile. Nel caso in cui non sia soddisfatta tale condizione, l’intervento può configurarsi come integrale ricostruzione, rifacimento, potenziamento o riattivazione qualora soddisfi i requisiti previsti rispettivamente dall’articolo 2, comma 1, lettere b), c), d), e) e dall’Allegato 2 al Decreto.

Ai fini dell’accesso diretto agli incentivi, il DM 23 giugno 2016 prevede condizioni particolari per i Consorzi di Bonifica?

​Sì, il DM 23 giugno 2016 stabilisce che possono accedere direttamente ai meccanismi di incentivazione gli impianti realizzati con procedure ad evidenza pubblica da Amministrazioni pubbliche, anche tra loro associate, ivi inclusi i Consorzi di Bonifica, aventi potenza fino al doppio dei valori indicati all’articolo 4, comma 3, lettere a), b) e c).
Al riguardo, si precisa che possono presentare richiesta di accesso diretto agli incentivi, a seguito dell’entrata in esercizio dell’impianto idroelettrico, i Soggetti Responsabili titolari del titolo concessorio e del titolo autorizzativo/abilitativo per la costruzione e l’esercizio dell’impianto, anche a seguito di voltura.

Nel caso di impianti idroelettrici su canali e cavi dei consorzi di bonifica e irrigazione, il titolo concessorio può essere sostituito dall’autorizzazione prevista dall’articolo 166 del D.lgs. 152/2006 ai fini dell’uso legittimo dell’acqua

Per impianti idroelettrici, ai fini dell’accesso agli incentivi, è obbligatorio presentare un’attestazione che certifichi la non interferenza con il raggiungimento di definiti obiettivi di qualità?

​Sì, per gli impianti idroelettrici che producono sulla base di una concessione di derivazione da un corpo idrico, l’ammissione agli incentivi è condizionata alla trasmissione al GSE di un’attestazione dell’Autorità competente al rilascio della concessione di derivazione a scopo idroelettrico che accerti o che confermi che il provvedimento di concessione non pregiudica il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d'acqua interessato, tenuto conto dell’articolo 12-bis, comma 1, lettera a), del Regio Decreto 1775/33, come sostituito dall’articolo 96, comma 3, del D.Lgs. 152/2006.
Per gli impianti ad accesso diretto, l’ammissione e la conseguente erogazione degli incentivi sono sospese fino alla trasmissione dell’attestazione di cui sopra, che non può, in ogni caso, avvenire oltre sei mesi dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, pena l’esclusione dagli incentivi.
Per gli impianti che presentano istanza di iscrizione ai Registri, con esclusione dei Registri per interventi di rifacimento, l’attestazione deve essere trasmessa al GSE entro la data di chiusura dei Registri. Tale condizione è necessaria per l’inserimento in posizione utile nelle graduatorie.
Nel caso di intervenuta variazione della competenza al rilascio della concessione di derivazione, l’attestazione potrà essere rilasciata dalla nuova Autorità competente.
E’ possibile trasmettere attestazioni cumulative riferite a più concessioni.
L’invio dell’attestazione non è dovuto per i soli impianti oggetto di rifacimento che derivino in forza di una concessione per la quale non siano stati modificati i paramenti di portata e salto ai fini dell’intervento.

 
 

Per gli impianti idroelettrici non soggetti ad Autorizzazione Unica ai sensi del D.Lgs. 387/2003, qual è la data di conseguimento del titolo autorizzativo da indicare all’atto dell’iscrizione ai registri e che rileva ai fini della graduatoria?

​Il titolo autorizzativo si intende conseguito alla data in cui l’Amministrazione competente ha rilasciato l’atto conclusivo del procedimento di autorizzazione.

 titolo esemplificativo, nei casi in cui la regolamentazione regionale o delle Provincie Autonome:

  • consideri autorizzato alla costruzione e all’esercizio, in equipollenza all’AU, l’impianto dotato sia della concessione di derivazione ad uso idroelettrico sia della concessione edilizia, la data del titolo autorizzativo da indicare all’atto dell’iscrizione ai Registri e che rileva ai fini della formazione della graduatoria è quella di conseguimento dell'ultimo dei due provvedimenti succitati
  • preveda che l’impianto oggetto della richiesta possa essere autorizzato alla costruzione e all’esercizio con procedimento diverso dall’AU, la data del titolo autorizzativo da indicare all’atto dell’iscrizione ai Registri e che rileva ai fini della formazione della graduatoria è quella di conseguimento del titolo autorizzativo/abilitativo previsto in sostituzione dell’AU [ad esempio, nel caso di impianti che possano essere autorizzati con Procedura Abilitativa Semplificata (PAS) si veda la FAQ: “Per un impianto autorizzato con DIA o con PAS, quale data deve essere considerata come data di conseguimento del titolo autorizzativo?”].

È possibile indicare la titolarità dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto e della concessione a derivare nel caso il provvedimento di concessione sia ricompreso nell’autorizzazione unica?

​Sì, nel caso la concessione a derivare sia ricompresa nell’autorizzazione unica è possibile iscrivere l’impianto a Registro indicando per entrambi i titoli la data di conseguimento dell’autorizzazione unica medesima.

E’ previsto un incentivo per impianti con alimentazione mista (es. biomasse e bioliquidi sostenibili)?

​Il Decreto individua specifiche modalità di accesso agli incentivi, criteri di priorità, contingenti e tariffe per  impianti alimentati a biomasse, biogas o bioliquidi sostenibili. Per tale ragione non è possibile l’accesso agli incentivi  per gli impianti con alimentazione mista del tipo, ad esempio, biomasse-bioliquidi sostenibili.

Gli impianti di produzione di energia elettrica mediante utilizzo di syngas, ai sensi del DM 23 giugno 2016, sono classificati come impianti alimentati a biomassa o impianti alimentati a biogas?

​Ai sensi del DM 23 giugno 2016, in analogia al DM 6 luglio 2012, gli impianti di produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo di syngas prodotto dalla gassificazione della biomassa, sono classificati come impianti alimentati a biomassa secondo la definizione di cui al paragrafo 1.1.8 dell’Allegato 2 al Decreto: “Impianto a biomasse: è l’insieme degli apparati di stoccaggio, trattamento e trasformazione del combustibile (tra cui se presenti i gassificatori), dei generatori di vapore, dei forni di combustione, delle griglie e di tutti i gruppi di generazione (gruppi motore-alternatore), dei condensatori, della linea di trattamento fumi, del camino, e, quando ricorra, delle opere di presa e di scarico dell’acqua di raffreddamento e delle torri di raffreddamento.”

Ai sensi del DM 23 giugno 2016, quali sono le modalità con cui i titoli autorizzativi/abilitativi devono riportare indicazioni sulle tipologie di biomassa con cui è alimentato l’impianto (articolo 8, comma 4, del Decreto)?

​Il titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto deve riportare in modo puntuale i prodotti, i sottoprodotti e/o i rifiuti di cui si prevede l'utilizzo e le relative quantità massime (in peso) previste in ingresso all'impianto.
Al riguardo si precisa che, nel caso di Autorizzazione Unica, le suddette informazioni devono essere riportate nel testo dell’autorizzazione stessa o nei relativi allegati. Nel caso di iter autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto che non preveda l’emanazione di specifico provvedimento o atto d’assenso comunque denominato da parte dell’Autorità competente, le suddette informazioni devono essere riportate nella documentazione che il richiedente è tenuto a presentare alla stessa Autorità.

Per impianti a biomasse o a biogas, come si individuano le biomasse ricadenti nel “Tipo a” e quelle ricadenti nel “Tipo b” (articolo 8, comma 4, del Decreto)?

​Ai sensi dell’articolo 8, comma 4, del DM 23 giugno 2016, ricadono nel “Tipo a” i prodotti di origine biologica elencati in modo esaustivo nella Tabella 1-B dell’Allegato 1 del Decreto, e ricadono nel “Tipo b” esclusivamente i sottoprodotti che soddisfino entrambi i seguenti requisiti:

  • sono riportati nella Tabella 1.A dell’Allegato 1 del Decreto, tenuto conto di quanto disposto dalla Legge n. 221 del 28 dicembre 2015 c.d. “Collegato Ambientale” (per l’elenco completo si rimanda all’Allegato 1.b delle Procedure Applicative)
  • rispettano le disposizioni di cui al D.Lgs. n. 152/2006 e s.m.i. e, per i sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, del Regolamento CE n. 1069/2009, del Regolamento CE n. 142/2011, del Regolamento CE n. 592/2014 e delle Linee Guida approvate in Conferenza Unificata Stato Regioni il 7 febbraio 2013


Per l’identificazione delle biomasse come “sottoprodotti” ai sensi dell’articolo 184-bis del D.Lgs. 152/06 s.m.i., il GSE fa riferimento esclusivamente a quanto attestato nel titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto.

Quali sono le modalità di accesso agli incentivi per gli impianti a biomasse o a biogas?

​Possono accedere direttamente agli incentivi gli impianti a biomassa fino a 0,200 MW, autorizzati esclusivamente all’uso di biomasse di “Tipo a” e/o “Tipo b” e gli impianti a biogas fino a 0,100 MW.
Possono partecipare ai Registri gli impianti nuovi o oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento a biomassa e a biogas di potenza fino a 5 MW, autorizzati esclusivamente all’uso di biomasse di “Tipo a” e/o “Tipo b” e/o “Tipo d”, gas di depurazione o gas di discarica o bioliquidi sostenibili.
Possono partecipare alle Procedure d’Asta gli impianti nuovi o oggetto di integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento a biomassa di potenza superiore a 5 MW, autorizzati esclusivamente all’uso di biomasse di “Tipo c” e/o “Tipo d”.
[si vedano FAQ “Quali sono le modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti nuovi, riattivazioni, integrali ricostruzioni e potenziamenti?” e “Quali sono le modalità di accesso ai meccanismi di incentivazione previste dal DM 23 giugno 2016 per impianti oggetto di rifacimento?”]

Come si individuano le tariffe incentivanti per ciascuna tipologia di alimentazione?

​Per la determinazione della tariffa incentivante base dell’impianto, occorre fare riferimento esclusivamente alla tipologia di alimentazione riportata nel titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio.
Nei casi in cui il titolo autorizzativo non indichi in modo esplicito l’utilizzo di una sola tipologia (“Tipo a”, “Tipo b”, “Tipo c” o “Tipo d”) o, comunque, consenta un utilizzo di fonti ricadenti in più “Tipi”, la tariffa incentivante di riferimento, attribuita all’intera produzione incentivabile, è quella di minor valore tra quelle riferibili alle tipologie autorizzate.
Per i soli impianti a biomasse e biogas di potenza non superiore a 1 MW, autorizzati esclusivamente all’utilizzo di biomasse di “Tipo b” congiuntamente a biomasse di “Tipo a”, con una percentuale di queste ultime non superiore al 30% in peso, si attribuisce all’intera produzione la tariffa incentivante base prevista per i sottoprodotti di “Tipo b”. Nello specifico, il titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto deve riportare in modo puntuale i prodotti e i sottoprodotti di cui si prevede l'utilizzo e le relative quantità massime (in peso) previste in ingresso all'impianto.
Nel caso in cui il titolo autorizzativo preveda anche l’utilizzo di sostanze non riconducibili ad alcun “Tipo”, la quota di energia prodotta netta e immessa in rete ascrivibile a tali sostanze non potrà essere incentivata. In tal caso, il Soggetto Responsabile ha l’onere di fornire idonea documentazione atta a dimostrare il contributo energetico imputabile a tale quota.
Nel caso di impianti autorizzati all’utilizzo di rifiuti di “Tipo c” e/o di “Tipo d”, la quota di produzione incentivabile deve essere calcolata mediante l’applicazione di metodi analitici o, laddove previsto, del forfait. Per approfondimenti si rimanda all’Allegato 1.b delle Procedure Applicative.
Le tariffe incentivanti base sono riportate alla Tabella 1.1 dell’Allegato 1 del Decreto.

Il titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio di un impianto a biogas da 100 kW prevede l’utilizzo di sottoprodotti di “Tipo b”(75%), prodotti di “Tipo a” (15%), insilato di mais (10%). L’impianto può godere della tariffa spettante alle biomasse di “Tipo b” su tutta l’energia incentivabile?

​Ai fini della determinazione della tariffa incentivante base dell’impianto è necessario individuare la tipologia di alimentazione dell’impianto facendo riferimento esclusivamente a quanto riportato nel titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio [si veda FAQ “Come si individuano le tariffe incentivanti per ciascuna tipologia di alimentazione?”].
Nel caso specifico, il titolo autorizzativo prevede anche l’utilizzo di sostanze (insilato di mais) non riconducibili ad alcun “Tipo”, pertanto la quota di energia prodotta netta e immessa in rete ascrivibile a tali sostanze non potrà essere incentivata. Il Soggetto Responsabile dovrà fornire idonea documentazione atta a dimostrare il contributo energetico imputabile a tale quota.
Escludendo la quantità di biomassa non incentivabile, l’impianto risulta autorizzato all’utilizzo di biomasse di “Tipo b” congiuntamente a biomasse di “Tipo a” con una percentuale di queste ultime non superiore al 30% in peso. Pertanto, ai sensi dell’articolo 8, comma 5 del Decreto, all’energia incentivabile sarà attribuita la tariffa base prevista per i sottoprodotti di “Tipo b”.

L’olio vegetale derivante dalla spremitura di semi ottenuti come scarti dei processi di lavorazione di prodotti di cui all’articolo 8, comma 4, lettera a) (“Tipo a”) può essere considerato un sottoprodotto di “Tipo b” ai fini dell’individuazione della tariffa base incentivante?

​Gli oli vegetali derivanti dalla spremitura di semi ottenuti come scarti da processi di lavorazione di prodotti di “Tipo a”, anche nell’eventualità in cui questi fossero ricompresi nella Tabella 1.A dell’Allegato 1 del Decreto, non possono considerarsi sottoprodotti di ”Tipo b” in quanto, come tutti gli oli, essendo combustibili liquidi, sono da ricomprendersi nella categoria dei bioliquidi e pertanto non soggetti alla classificazione di cui all’articolo 8, comma 4, del Decreto, ma ai criteri di sostenibilità di cui all’articolo 38 del D.Lgs. 28/2011.

 

I grassi animali fusi utilizzati per alimentare un impianto a biomassa possono essere considerati sottoprodotti di “Tipo b” ai fini dell’individuazione della tariffa base incentivante?

​I grassi animali fusi e gli scarti di macellazione che subiscono un trattamento di liquefazione o di estrazione meccanica non possono considerarsi sottoprodotti di ”Tipo b”, in quanto, essendo combustibili liquidi, sono da ricomprendersi nella categoria dei bioliquidi e pertanto non soggetti alla classificazione di cui all’articolo 8, comma 4, del Decreto, ma ai criteri di sostenibilità di cui all’articolo 38 del D.Lgs. 28/2011.

Per impianti ad accesso diretto alimentati a biomasse e a biogas, entrati in esercizio in data antecedente al 30 giugno 2017, ai fini della individuazione delle tipologie di alimentazione si applica il DM 6 luglio 2012 o il DM 23 giugno 2016?

​Per gli impianti a biomasse e a biogas che presentano domanda di accesso diretto ai sensi del DM 23 giugno 2016 e che entrano in esercizio in data antecedente al 30 giugno 2017, ai fini dell’individuazione della tipologia di alimentazione si applica quanto previsto dall’articolo 8 del DM 6 luglio 2012 e il relativo paragrafo 1.3.5 delle Procedure Applicative.

 

Per impianti a biomasse e a biogas che presentano domanda di iscrizione al Registro ai sensi del DM 23 giugno 2016, ai fini della individuazione delle tipologie di alimentazione, per la verifica del criterio di priorità di cui all’articolo 10, comma 3, lettera a), si applica il DM 6 luglio 2012 o il DM 23 giugno 2016?

​Ai fini della formazione della graduatoria del Registro, da svolgersi ai sensi del DM 23 giugno 2016, il Decreto attribuisce un criterio di priorità, di cui all’articolo 10, comma 3, lettera a), agli impianti a biomasse e biogas con potenza fino a 0,600 MW, autorizzati esclusivamente all’utilizzo di biomasse di “Tipo b”, o di biomasse di “Tipo b” e di “Tipo a” con una percentuale di queste ultime non superiore al 30% in peso, e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola, di allevamento o, in via subordinata, forestale.
Per l’individuazione delle tipologie di biomassa di alimentazione autorizzate, al fine di applicare il citato criterio di priorità, si applica la classificazione riportata all’articolo 8 del DM 23 giugno 2016.

In caso di impianti a biomasse e a biogas alimentati con sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano (SOA), quali documenti devono essere trasmessi a corredo dell’istanza per poter accedere agli incentivi?

​Per impianti a biomasse e a biogas, alimentati, anche in modo non esclusivo, con sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano, riportati nella Tabella 1.A del DM 23 giugno 2016, qualora non ricorrano le condizioni di esclusione previste dall’articolo 3, comma 1, delle Linee guida nazionali approvate il 7 febbraio 2013, il Soggetto Responsabile deve trasmettere, in allegato ai titoli autorizzativi, la documentazione attestante il riconoscimento e la registrazione dell’impianto ai sensi del Regolamento CE n. 1069/2009 e s.m.i.

A quali condizioni la sansa di olive, autorizzata come sottoprodotto ai sensi dell’articolo 184-bis del D.Lgs. 152/06 e s.m.i., è considerata ricadente nella tipologia dei sottoprodotti (“Tipo b”)?

​Ai sensi del DM 23 giugno 2016, rientrano nella Tabella 1.A dell’Allegato 1 al medesimo Decreto le sanse di oliva disoleata, le sanse umide, le sanse esauste e le acque di vegetazione. L’uso della sansa è consentito nella sola Regione Sardegna o qualora la sansa fornita all’impianto di produzione di energia elettrica provenga da impianti di produzione di sansa che distino più di 70 km dal più vicino sansificio. Qualora risultino rispettati entrambi i requisiti richiesti dal Decreto [si veda FAQ “Per impianti a biomasse o a biogas, come si individuano le biomasse ricadenti nel “Tipo a” e quelle ricadenti nel “Tipo b” (articolo 8, comma 4, del Decreto)?”], la biomassa può essere considerata ricadente nel “Tipo b”.


Per gli impianti che entrino in esercizio entro il 29 giugno 2017, ai fini della determinazione della tariffa base di riferimento si applica la classificazione di cui all’articolo 8 del DM 6 luglio 2012, ai sensi della quale rientrano nella sottocategoria “Sottoprodotti provenienti da attività alimentari ed agroindustriali” della Tabella 1.A - ELENCO SOTTOPRODOTTI/RIFIUTI UTILIZZABILI NEGLI IMPIANTI A BIOMASSE E BIOGAS di cui all’Allegato 1 del succitato Decreto i sottoprodotti della trasformazione delle olive: sanse, sanse di oliva disoleata, acque di vegetazione.

A quale tariffa di riferimento possono accedere gli impianti alimentati da cippato di legno e/o pellet di legno?

​Gli impianti alimentati da cippato di legno e/o pellet di legno possono accedere alla tariffa incentivante spettante ai sottoprodotti nel solo caso in cui siano identificabili come sottoprodotti le biomasse legnose oggetto della cippatura o della pellettizzazione, indipendentemente dal luogo in cui avviene il processo di lavorazione (es. cippatura). Per i soli impianti di potenza non superiore a 1 MW, è comunque possibile accedere alla tariffa di cui sopra nel caso siano impiegate in alimentazione all’impianto biomasse legnose identificabili come sottoprodotti congiuntamente a biomasse identificabili come prodotti, con una quantità di queste ultime non superiore al 30% in peso. Nel caso non ricorrano le condizioni sopra indicate è possibile accedere esclusivamente  alla tariffa incentivante spettante ai prodotti.

Le informazioni necessarie all’attestazione dei suddetti requisiti devono essere riportate nel testo del titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto o nei relativi allegati. Nel caso in cui l’iter autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto non preveda l’emanazione di uno specifico provvedimento o atto d’assenso comunque denominato da parte dell’Ente competente, le suddette informazioni devono essere riportate nella documentazione che il richiedente è tenuto a presentare allo stesso Ente per l’ottenimento del titolo autorizzativo. Eventuali variazioni al titolo autorizzativo, derivanti da una modifica delle tipologie di biomassa impiegate, seppur non sostanziali, che dovessero intervenire successivamente all’accesso agli incentivi, non possono in alcun caso comportare un incremento della tariffa incentivante.
Resta fermo che, ai fini dell’individuazione delle tariffe, le biomasse legnose sono identificabili come sottoprodotti ai sensi del D.M. 6 luglio 2012 se possono essere ricomprese in una o più delle 4 sotto-categorie indicate nella Tabella 1.A dell’Allegato 1 del predetto Decreto. Ai sensi del D.M. 23 luglio 2016, le biomasse legnose sono identificabili come sottoprodotti esclusivamente se annoverate nell’elenco esaustivo dei sottoprodotti di cui alla Tabella 1.A dell’Allegato 1 dello stesso Decreto, mentre sono identificabili come prodotti di origine biologica esclusivamente se annoverate nell’elenco esaustivo di cui alla Tabella 1.B dell’Allegato 1 del medesimo Decreto.
Si ricorda infine che, ai fini dell’individuazione del livello di incentivazione, per gli impianti che accedono agli incentivi ai sensi del D.M. 23 giugno 2016 sono applicabili la classificazione delle biomasse prevista dal D.M. 6 luglio 2012 e le relative tariffe, esclusivamente nel caso in cui la data di entrata in esercizio sia antecedente al 30 giugno 2017.

Agli impianti entrati in esercizio in data successiva si applicheranno invece la classificazione delle biomasse prevista dal D.M. 23 giugno 2016 e le relative tariffe.

Quali sono i requisiti tecnici fissati dall’articolo 1, comma 3-bis e comma 3-bis.1, del Decreto Legislativo n. 22 del 2010 e s.m.i.?

​Il Decreto Legislativo n. 22/2010 e s.m.i., al fine di promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove centrali geotermoelettriche a ridotto impatto ambientale, di cui all'articolo 9 del Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, stabilisce che sono da considerarsi di interesse nazionale i fluidi geotermici a media e alta entalpia finalizzati alla sperimentazione, su tutto il territorio nazionale, di impianti pilota con reiniezione del fluido geotermico nelle stesse formazioni di provenienza, e comunque con emissioni di processo nulle, con potenza nominale installata non superiore a 5 MW per ciascuna centrale, per un impegno complessivo autorizzabile non superiore a 50 MW.
Per ogni proponente non possono essere autorizzati più di tre impianti, ciascuno di potenza nominale non superiore a 5 MW.
Per gli impianti pilota che, per il migliore sfruttamento ai fini sperimentali del fluido geotermico, necessitano di una maggiore potenza nominale installata al fine di mantenere il fluido geotermico allo stato liquido, il limite di 5 MW è determinato in funzione dell'energia immessa nel sistema elettrico, che non può in nessun caso essere superiore a 40.000 MWh elettrici annui.

 

Quale potenza di impianto deve essere indicata in fase di iscrizione al Registro per i progetti pilota?

​Il GSE iscrive al Registro gli impianti pilota assumendo convenzionalmente una potenza pari a 5 MW per ciascun impianto, salvo una potenza inferiore, dichiarata dal Soggetto Responsabile all’atto della iscrizione al Registro. Tali impianti, una volta realizzati, dovranno avere una potenza effettiva, come di seguito specificata, non superiore al valore assunto dal GSE o dichiarato dal Soggetto Responsabile, pena la decadenza dagli incentivi.
Ai sensi dell’articolo 1, comma 3-bis.1 del Decreto Legislativo n. 22/2010, per gli impianti pilota che per il migliore sfruttamento ai fini sperimentali del fluido geotermico necessitano di una maggiore potenza nominale installata al fine di mantenere il fluido geotermico allo stato liquido, il limite di 5 MW è determinato in funzione dell'energia immessa nel sistema elettrico, che non può in nessun caso essere superiore a 40.000 MWh elettrici annui.

Quale titolo autorizzativo deve essere indicato in fase di iscrizione al Registro per i progetti pilota?

​Per gli impianti geotermoelettrici che rispettano i requisiti di cui all’articolo 1, comma 3-bis, del D.Lgs.n. 22 del 2010 [si veda FAQ “Quali sono i requisiti tecnici fissati dall’articolo 1, comma 3-bis e comma 3-bis.1, del Decreto Legislativo n. 22 del 2010 e s.m.i.?“], ivi inclusi gli impianti autorizzati dalle regioni o province delegate che rispettano i medesimi requisiti, l’iscrizione al Registro può essere richiesta all’avvenuto riconoscimento del carattere nazionale o locale delle risorse geotermiche rinvenute, attestato dalla comunicazione prevista all’articolo 5, comma 2, dello stesso Decreto Legislativo (per approfondimenti si rimanda all’Allegato 1.f delle Procedure Applicative).

 

Nel caso di impianti che possano connettersi alla rete solo per una quota della potenza a causa di ridotta capacità della rete elettrica è comunque necessaria la realizzazione di tutto l’impianto?

​Come precisato nelle Procedure Applicative, indipendentemente dalle cause che determinino la realizzazione di un impianto di potenza inferiore rispetto a quella iscritta a Registro o aggiudicataria di procedura d’Asta, il Soggetto Responsabile, ferme restando le conseguenze derivanti dall’eventuale carattere sostanziale della variante che determinerebbe la decadenza dal Registro/procedura d’Asta, si intende rinunciatario della quota parte di potenza non installata.
Nel caso di Asta, la rinuncia determinerà l’escussione della fidejussione per la parte di potenza non realizzata.

Quali dati è necessario indicare nel Portale durante la richiesta di iscrizione ai Registri o di partecipazione alla procedura d’Asta nel caso la richiesta sia relativa a un intervento non ancora realizzato?

​Alcuni dati specifici richiesti all’atto dell’iscrizione sul portale FER-E, come ad esempio le potenze di targa degli alternatori, potrebbero non essere disponibili in veste definitiva al momento della presentazione dell’istanza. In tali casi, è necessario indicare i dati coerentemente a quanto riportato nel progetto autorizzato.

A titolo esemplificativo, per un Soggetto titolare di autorizzazione alla costruzione e all’esercizio di un impianto eolico di potenza pari a 0,200 MW, il cui progetto autorizzato preveda l’installazione di un modello di aerogeneratore di pari potenza, ma che monti un alternatore o un generatore elettrico di potenza superiore, dovrà, a pena di successiva esclusione dalla graduatoria, indicare un valore di potenza ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p), pari alla potenza dell’alternatore o del generatore elettrico. Nel caso, invece, il progetto autorizzato non preveda riferimento esplicito alla potenza dell’alternatore o al generatore elettrico installato, l’impianto dovrà essere iscritto al Registro indicando la potenza dell’impianto prevista dal titolo autorizzativo.
In ogni caso, pena l’impossibilità di accedere agli incentivi, la potenza calcolata ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p), del Decreto dell’impianto effettivamente realizzato non potrà superare l’analoga potenza indicata in fase di iscrizione al Registro.

Con che arrotondamento deve essere inserito il valore di potenza dell’impianto sul Portale FER-E in fase di iscrizione ai Registri e di partecipazione alla procedura d’Asta?

​A titolo esemplificativo, nel caso di un impianto di potenza pari a 60,4 kW, il valore di potenza deve:

  • essere convertito in MW: 60,4 kW = 0,0604 MW
  • essere arrotondato per eccesso alla terza cifra decimale: 0,0604 MW deve essere inserito nel Portale FER-E come 0,061 MW.

Per maggiori dettagli sulle definizioni di potenza dell’impianto ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera p) e ai sensi dell’articolo 5, comma 2, del DM 23 giugno 2016 si rimanda al par. 1.3.3 delle Procedure Applicative dello stesso decreto e alla sezione delle FAQ “Definizioni - Potenza di impianto”.

In caso di errata comunicazione dei dati in fase di iscrizione al Registro o alla Procedura d’Asta, è possibile modificare le informazioni indicate sul portale successivamente alla chiusura del periodo di presentazione mantenendo valida l’iscrizione?

​Come indicato nelle Procedure Applicative, ai sensi del DM 23 giugno 2016 è vietata, successivamente alla chiusura del Registro o del periodo di presentazione delle domande di partecipazione alla Procedura d’Asta, l’integrazione e/o la modifica dei documenti e/o delle informazioni contenute nella richiesta di iscrizione, non risultando dunque prevista né consentita l’eventuale istanza del Soggetto Responsabile volta a rettificare o completare la richiesta già presentata.

E’ possibile modificare i dati inseriti e salvati nel Portale FER durante il periodo di apertura dei Registri e della procedura d’Asta?

​Il Soggetto Responsabile, nel caso volesse modificare e/o integrare i dati caricati sul portale FER-E, successivamente al salvataggio dei dati preliminari durante il caricamento degli stessi sul portale FER-E o all’invio della richiesta di iscrizione, dovrà, sempre  durante il periodo di apertura dei Registri e delle Procedure d’Asta, annullare la richiesta già trasmessa presentando una nuova richiesta.
A tal fine, il Soggetto Responsabile dovrà nuovamente accedere all’applicativo e ripetere le operazioni di caricamento effettuate in precedenza, indicando il Codice FER della domanda di cui si richiede l’annullamento.
La nuova domanda, inviata in sostituzione della precedente, sarà la sola a essere considerata dal GSE ai fini della formazione della graduatoria.

Nel caso di trasferimento della titolarità del progetto, ai fini dell’iscrizione al Registro o della partecipazione alle Procedure d’Asta, è sufficiente aver definito la cessione del ramo d’azienda o è anche necessario aver formalizzato la voltura del titolo autorizzativo e del preventivo di connessione?

​In conformità a quanto previsto dal Decreto e dalle Procedure Applicative, possono richiedere l’iscrizione al Registro o partecipare alla Procedura d’Asta i soggetti in possesso del pertinente titolo autorizzativo oppure, nei casi previsti, del titolo concessorio, nonché del preventivo di connessione redatto dal gestore di rete ed accettato in via definitiva dal proponente. Nel caso di trasferimento di titolarità di un progetto è pertanto necessario che, all’atto dell’iscrizione al Registro o della richiesta di partecipazione alla Procedura d’Asta, siano stati volturati a favore del nuovo titolare del progetto sia il titolo autorizzativo, ivi incluso, ove previsto, il titolo concessorio, sia il preventivo di connessione. In particolare, in riferimento al titolo autorizzativo, è necessario che l’Amministrazione competente, con proprio provvedimento espresso, abbia preso atto della voltura, avendo accertato il possesso in capo alla Società subentrante dei requisiti soggettivi e oggettivi che hanno consentito il rilascio del titolo autorizzativo nei confronti del precedente soggetto proponente, e sia pertanto stata messa in condizioni di esercitare le proprie funzioni di carattere tecnico-amministrativo tendenti alla ricognizione degli elementi legittimanti l’esercizio dell’attività autorizzata. Quanto al preventivo di connessione, è invece necessario che il Gestore di rete competente abbia preso atto della voltura, aggiornando di conseguenza il sistema (GAUDI’).
Si rammenta che è possibile cedere l’iscrizione al Registro o trasferire a terzi un impianto aggiudicatario della procedura d’Asta solo dopo la data di entrata in esercizio dell’impianto e la stipula del contratto di cui all’articolo 24, comma 5, del DM 23 giugno 2016 [si veda FAQ: “Qual è l’ambito di applicazione del divieto di cessione di cui all’art. 10, comma 6  (Registri) e all’art. 15, comma 9 (Aste) del DM 23 giugno 2016?”]

Qual è l’ambito di applicazione del divieto di cessione di cui all’art. 10, comma 6 (Registri) e all’art. 15, comma 9 (Aste) del DM 23 giugno 2016?

​La cessione dell’iscrizione ai Registri, ai sensi dell’articolo 10, comma 6, del Decreto, e il trasferimento a terzi di un impianto aggiudicatario della procedura d’Asta, ai sensi dell’articolo 15, comma 9, del Decreto, è consentita solo dopo la data di entrata in esercizio dell’impianto e la stipula del contratto di cui all’articolo 24, comma 5, del medesimo decreto.
Il divieto si applica sia alla cessione in forma diretta, mediante trasferimento dell’impianto ad altre società, anche appartenenti al medesimo gruppo, sia alla cessione in forma indiretta, mediante il trasferimento di partecipazioni sociali o mediante operazioni che incorporino tra gli asset l’impianto (fusioni, incorporazioni).
Non rientra nell’ambito del divieto la cessione dell’intero capitale sociale della società intestataria dell’iscrizione. La società, infatti, mantiene inalterata la propria soggettività giuridica e, pertanto, la titolarità del complesso dei beni aziendali, ivi inclusi l’iscrizione al Registro e l’impianto oggetto dell’iscrizione.

Nell’ambito della procedura d’Asta, in caso di impossibilità alla conclusione dei lavori di realizzazione ed entrata in esercizio di un impianto riconducibile a un sopravvenuto annullamento/revoca dei titoli autorizzativi da parte dell’autorità amministrativa e/o giudiziaria, il GSE escute comunque la fideiussione prestata?

​Ferma restando la piena validità ed efficacia dei titoli al momento della presentazione della domanda di partecipazione alla Procedura nonché gli adempimenti di cui all’art. 13 del Decreto, laddove in un momento successivo sopravvengano ordini o divieti dell'autorità amministrativa o giurisdizionale, riconducibili al c.d. “factum principis” e idonei quindi a determinare l’oggettiva impossibilità di eseguire la prestazione richiesta nonché a chiarire come, da un punto di vista soggettivo, la richiamata impossibilità prescinda dalla colpa del Soggetto tenuto a eseguire la prestazione, che “di fronte all’intervento dell’autorità, […] non deve restare inerte né porsi in condizione di soggiacervi senza rimedio, ma deve, nei limiti segnati dal criterio dell’ordinaria diligenza, sperimentare ed esaurire tutte le possibilità che gli si offrono per vincere e rimuovere la resistenza o il rifiuto della pubblica autorità” (Corte di Cassazione, sentenza n.11914/2016), il GSE, ove non ricorrano altri fattori ostativi, valuterà se accordare la proroga dei termini per l’entrata in esercizio dell’impianto ovvero se evitare l’escussione della fideiussione prestata.


 

Il possesso di un rating di legalità superiore a due “stellette” comporta una priorità nella formazione della graduatoria della Procedura d’Asta?

​No. A parità di riduzione percentuale offerta, criterio sul quale è ordinata la graduatoria della Procedura d’Asta, due iniziative nella titolarità di imprese aventi rispettivamente tre e due “stellette” si troveranno nella medesima posizione e l’ulteriore selezione sarà effettuata sulla base dei criteri indicati all’articolo 15 del Decreto (anteriorità del titolo autorizzativo e anteriorità del titolo concessorio, applicati in ordine di priorità).

Per l’applicazione del criterio di priorità di cui all’art. 10, comma 3, lettera b), ai fini della formazione della graduatoria, rileva in qualche modo la posizione conseguita nella Tabella C relativa ai precedenti Registri 2012, 2013, 2014 del DM 6 luglio 2012?

No, il Decreto 23 giugno 2016 prevede, all’art. 10, comma 3, lettera b), un criterio di priorità per gli “impianti idonei iscritti in posizione non utile nei registri aperti ai sensi del decreto ministeriale 6 luglio 2012, muniti, alla data di entrata in vigore del presente decreto, sia di titolo autorizzativo sia, per le fonti per le quali è necessaria la concessione, di titolo concessorio”.


Fermo restando il possesso degli ulteriori requisiti specificati, ai fini della formazione della graduatoria rileva esclusivamente la presenza dell’impianto in una delle Tabelle C relative ai Registri del DM 6 luglio 2012, indipendentemente dalla Procedura (Registro 2012, 2013, 2014) e dalla posizione conseguita nella relativa Tabella C.
Nel caso pertanto il contingente di uno specifico registro dovesse risultare saturato dagli impianti in possesso del criterio di priorità in parola, il GSE provvederà a stilare la graduatoria sulla base de criteri successivi (ove applicabili) in ordine gerarchico, tra i quali, ad esempio, il criterio di cui all’art. 10, comma 3, lettera c) “impianti che richiedono una tariffa pari al 90% di quella di cui all’allegato 1”.


Si ricorda che, come precisato al par. 2.2.3 della Procedure Applicative, non possono avvalersi del criterio di cui all’art. 10, comma 3, lett. b), gli impianti ammessi in posizione non utile (Tabelle C) e successivamente ammessi in posizione utile (Tabelle A), gli impianti ammessi in posizione non utile (Tabelle C) decaduti a seguito di verifica documentale e/o oggetto di rinuncia da parte del Soggetto Responsabile.


Per ulteriori dettagli sul presente e sugli altri criteri di priorità si rimanda al succitato par. 2.2.3 della Procedure Applicative.

Per impianti già in esercizio [si veda FAQ: “Gli impianti per i quali sono già iniziati i lavori possono iscriversi al Registro o al Registro per interventi di rifacimento ai sensi del DM 23 giugno 2016?”] che abbiano sottoscritto una convenzione RID o SSP è necessario presentare disdetta prima dell’iscrizione al Registro?

​Ai fini dell’iscrizione ai Registri non è necessario disdettare eventuali convenzioni RID o SSP.


All’atto dell’iscrizione il Soggetto Richiedente dovrà tuttavia dichiarare “che, a decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale e per l'intera durata del periodo incentivante, l'impianto non usufruirà del meccanismo dello scambio sul posto, né del ritiro dedicato dell'energia immessa in rete”; in ragione di tale dichiarazione, in caso di ammissione ai meccanismi di incentivazione, il GSE procederà a disdettare d’ufficio la precedente convenzione, adeguando la data di decorrenza della convenzione stipulata ai sensi del Decreto al primo giorno del mese successivo a quello di efficacia della disdetta dell’eventuale convenzione RID o SSP.

 

E’ possibile la condivisione di un unico punto di consegna alla rete (POD) per due o più impianti alimentati dalla stessa fonte o da fonti diverse?

​Ai fini dell’accesso ai meccanismi di incentivazione di cui al DM 23 giugno 2016, nel caso impianti alimentati da fonti diverse o impianti alimentati dalla stessa fonte non ricadenti nell’ambito di applicazione dell’articolo 5, comma 2 del Decreto condividano un unico POD, ciascun impianto, identificato da un proprio codice Censimp e da una UP commerciale, deve essere dotato di dedicata apparecchiatura di misura dell’energia prodotta lorda.

Cosa si intende per “data di entrata in esercizio commerciale” dell’impianto? E’ possibile modificare tale data?

​La “data di entrata in esercizio commerciale” è la data a decorrere dalla quale ha inizio il periodo di incentivazione.

Tale data è richiesta dal produttore e non può essere antecedente alla maggiore tra la data di entrata in esercizio (o la data di entrata in esercizio convenzionale nel caso di “fuori tempo”) e l’eventuale data di chiusura della convenzione RID o SSP e non può essere successiva al termine dei 18 mesi dalla “data di entrata in esercizio” (o dalla data di entrata in esercizio convenzionale nel caso di “fuori tempo”).


Eventuali richieste di rettifica della data di entrata in esercizio commerciale successive alla richiesta di accesso agli incentivi saranno accettate dal GSE solo se presentate dal Soggetto Responsabile prima della stipula del contratto tramite l’apposita funzionalità del Portale FER-E nella sezione “Stipula del Contratto”.


Tale funzionalità sarà inibita nei casi di mancato riconoscimento dell’incentivo, nel caso in cui il periodo intercorrente tra la data di entrata in esercizio dell’impianto (o la data di entrata in esercizio convenzionale nel caso di “fuori tempo”) e la prima data utile per la decorrenza dell’incentivazione risulti superiore ai 18 mesi previsti dal Decreto o nel caso di risoluzione di diritto da parte del GSE di contratti RID o SSP attivi.

Qual è l’energia incentivabile alla quale può essere riconosciuta la Tariffa omnicomprensiva (To) o l’incentivo (I)?

​La Tariffa omnicomprensiva (To) per gli impianti di potenza fino a 500 kW che la richiedano o l’Incentivo (I) sono riconosciuti dal GSE all’energia prodotta netta immessa in rete.


L’energia prodotta netta immessa in rete è calcolata come il minor valore tra la produzione netta dell’impianto e l’energia elettrica effettivamente immessa in rete dallo stesso.
La produzione netta è a sua volta calcolata a partire dalla produzione lorda dell’impianto diminuita dell’energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari di centrale, delle perdite nei trasformatori principali e delle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia alla rete elettrica.


Per le modalità di calcolo dei consumi dei servizi ausiliari e delle perdite si rimanda al par. 3.4.2 Procedure Applicative.

Ai sensi del DM 23 giugno 2016, per quale tipologia di fonte rinnovabile sono previsti i premi?

Ai fini della determinazione della Tariffa onnicomprensiva o dell’Incentivo, alle tariffe incentivanti base (Tb) di cui alla Tabella 1 dell’Allegato 1 del Decreto si possono aggiungere i seguenti premi:

Per impianti solari termodinamici:
- premio con frazione di integrazione tra 0,15 e 0,50 (articolo 21, comma 3, del Decreto)
- premio con frazione di integrazione fino a 0,15 (articolo 21, comma 3, del Decreto)


• Per impianti geotermoelettrici:
- premio per totale reiniezione ed emissioni nulle (articolo 20, comma 1, del Decreto)
- premio per impianti su aree nuove (articolo 27, comma 1, del Decreto)
- premio per l’abbattimento dei gas incondensabili (articolo 20, comma 1, del Decreto)


• Per impianti eolici off-shore:
- premio per la realizzazione delle opere di connessione (Allegato 1, Tabella 1.1 del Decreto)


Per approfondimenti si rimanda al paragrafo 3.4.6 delle Procedure Applicative.
Per gli impianti, esclusi i solari termodinamici, la cui data di entrata in esercizio (o la data di entrata in esercizio convenzionale nel caso di “fuori tempo”) risulti antecedente al 30 giugno 2017, alle tariffe di cui alla Tabella 1.1 dell’Allegato 1 del DM 6 luglio 2012 si possono aggiungere i premi previsti dal medesimo Decreto. Per approfondimenti su quest’ultimi si rimanda al paragrafo 4.4.8 delle Procedure Applicative del DM 6 luglio 2012.

Il Decreto prevede decurtazioni della tariffa incentivante base?

​I livelli di incentivazione base si riducono nei seguenti casi:


- interventi diversi dal nuovo impianto
- partecipazione alle Procedure d’Asta
- richiesta di una tariffa pari al 90% per beneficiare dell’applicazione del relativo criterio di priorità nei Registri
- percepimento di contributi in conto capitale nei limiti di cumulabilità previsti
- superamento dei termini previsti per l’entrata in esercizio
- mancato rispetto dei termini per l’entrata in esercizio previsti dal D.M. 6 luglio 2012, per impianti in posizione utile nelle graduatorie dei Registri e dei Registri per interventi di       rifacimento aperti ai sensi del medesimo decreto
- riduzioni per impianti a biomasse e biogas per impianti sopra i 300 kW che non rispettano specifiche condizioni ambientali [si veda FAQ: “Per impianti alimentati a biomasse e biogas, sono previste decurtazioni della tariffa incentivante base?”].


Per le modalità di calcolo del livello di incentivazione per interventi diversi dal nuovo impianto si rimanda al par. 3.4.5 delle Procedure Applicative del DM 23 giugno 2016.
Per approfondimenti sulle eventuali ulteriori riduzioni si rimanda al par. 3.4.7 delle Procedure Applicative dello stesso decreto.

Per impianti alimentati a biomasse e biogas, sono previste decurtazioni della tariffa incentivante base?

​Per gli impianti a biomasse e biogas di potenza superiore a 300 kW che entrano in esercizio in data successiva al 29 giugno 2017, le tariffe incentivanti base di cui alla Tabella 1.1 dell’Allegato 1 del DM 23 giugno 2016 sono ridotte del 5% qualora l’impianto non rispetti tutte le seguenti condizioni:


a) operare in cogenerazione ad alto rendimento
b) rispettare i valori di emissione di cui all’Allegato 5 al Decreto 6 luglio 2012
c) effettuare il recupero di almeno il 30% dell’azoto totale in ingresso all’impianto attraverso la produzione di fertilizzanti; le vasche di stoccaggio del digestato e quelle di alimentazione dei liquami in ingresso, ove presenti, siano dotata di copertura impermeabile e il recupero dell’azoto non comporti emissioni in atmosfera di ammoniaca o altri composti ammoniacali.


Le predette condizioni devono essere verificate secondo specifica procedura semplificata predisposta dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, avvalendosi di AGEA, ai sensi dell’art. 26, comma 4 del DM 6 luglio 2012.

Per gli impianti che hanno ricevuto un contributo in conto capitale sono previste decurtazioni della tariffa incentivante?

​Per gli impianti ai quali è stato assegnato o riconosciuto un contributo in conto capitale, nei limiti di cumulabilità di cui all’articolo 26 del Decreto Legislativo n. 28/2011, il GSE ridetermina il valore della tariffa incentivante base. Le modalità di applicazione della formula di rideterminazione della tariffa sono chiarite al paragrafo 3.4.7 delle Procedure Applicative del DM 23 giugno 2016.

Qual è la documentazione da presentare nel caso all’impianto siano stati assegnati altri incentivi pubblici?

​Nel caso di impianti che abbiano ricevuto altri incentivi pubblici comunque denominati e/o per i quali è stato riconosciuto o assegnato un contributo in conto capitale di qualunque forma ed entità (cit. Paragrafo 3 dell’Allegato 1 del D.M. 23 giugno 2016), all’atto delle richiesta di accesso agli incentivi dovrà essere trasmessa la seguente documentazione:


- provvedimento di concessione dell’/degli altro/i incentivo/i pubblico/i comunque denominato/i e/o di riconoscimento o assegnazione del contributo in conto capitale
- documentazione contabile di supporto (fatture emesse a riscontro dei costi sostenuti per la realizzazione dell’intervento)
- elenco delle fatture emesse a riscontro dei costi sostenuti per la realizzazione dell’intervento.


Per maggiori dettagli si rimenda all’Allegato 4 delle Procedure Applicative del DM 23 giugno 2016.

La decurtazione del 10% (criterio di priorità di cui all’art. 10, comma 3, lettera c) del Decreto), a quale tariffa incentivante viene applicata? Si applica anche nel caso in cui l’impianto entri in esercizio entro il 30 giugno 2017?

​I Soggetti Responsabili, in fase di iscrizione ai Registri, possono richiedere la riduzione del 10% della tariffa incentivante al fine di beneficiare del criterio di priorità nella formazione della graduatoria di cui all’articolo 10, comma 3, lettera c), del Decreto.

Come specificato al paragrafo 2.2.3 delle Procedure Applicative, la richiesta implica l’applicazione delle tariffe di riferimento di cui Tabella 1.1 dell’Allegato 1 del DM 23 giugno 2016 e il possibile accesso ai soli premi del medesimo decreto, anche per impianti entrati in esercizio in data antecedente al 30 giugno 2017.


Secondo quanto disposto dallo stesso articolo 10, il GSE forma le graduatorie applicando i criteri in ordine gerarchico [si veda anche la FAQ: “Per l’applicazione del criterio di priorità di cui all’art. 10, comma 3, lettera b), ai fini della formazione della graduatoria, rileva in qualche modo la posizione conseguita nella Tabella C relativa ai precedenti Registri 2012, 2013, 2014 del DM 6 luglio 2012?”]

Qual è la soglia di accesso alla tariffa omnicomprensiva per gli impianti che entrano in esercizio entro il 29 giugno 2017 e per i quali si applicano le tariffe del DM 6 luglio 2012?

Indipendentemente dalla data di entrata in esercizio (entro o oltre il 29 giugno 2017) e delle conseguenti tariffe base di riferimento  (Tab.1.1 Allegato 1 del DM 6 luglio 2012 o Tab.1.1 Allegato 1 del DM 23 giugno 2016), la soglia di potenza massima per l’accesso alla Tariffa omnicomprensiva, secondo le modalità previste dalla delibera 343/2012/R/efr, è pari a 0,500 MW.
Si ricorda che, a tale scopo, fa riferimento la potenza dell’impianto ai sensi dell’articolo 5, comma 2.

In caso di pagamento di un importo superiore a quello dovuto (ad esempio nel caso di sostituzione di una richiesta di iscrizione per la quale sia stato inizialmente indicato per errore un valore di potenza superiore a quello corretto), la differenza è rimborsabile?

​Sì, in caso di pagamento di un importo superiore a quello dovuto, incluso il caso di sostituzione di una richiesta di iscrizione per la quale sia stato inizialmente indicato per errore un valore di potenza superiore a quello corretto, la differenza sarà rimborsata.

Cosa è necessario scrivere nella causale del bonifico relativo al pagamento del contributo per i costi di istruttoria?

​Il Soggetto Responsabile deve inserire nella causale di pagamento il Codice FER nella sua interezza, comprensivo di tutte e sei le cifre. Il Codice FER, che identifica univocamente ogni singola richiesta,  viene rilasciato dall’applicazione FER-E successivamente all’inserimento dei dati preliminari dell’impianto.

 

E’ possibile accedere alla tariffa omnicomprensiva per impianti oggetto di interventi di potenziamento ai sensi del DM 23 giugno 2016 e di potenza complessiva post operam superiore a 0,500 MW?

​Nei casi di interventi di potenziamento incentivati ai sensi del DM 23 giugno 2016 e tali da determinare una potenza complessiva dell’impianto superiore a 0,500 MW non è possibile l’accesso alla tariffa omnicomprensiva.

Per impianti già incentivanti con il meccanismo della “tariffa omnicomprensiva” ai sensi del decreto 18 dicembre 2008 o del decreto 6 luglio 2012, la realizzazione di un intervento di potenziamento incentivato ai sensi del DM 23 giugno 2016, che comporti il superamento della potenza complessiva di 0,500 MW, implica la risoluzione della convenzione per il ritiro dell’energia elettrica a tariffa omnicomprensiva per la porzione originaria dell’impianto e il contestuale accesso, per il periodo residuo di incentivazione, alle modalità alternative di incentivazione previste dalla normativa di riferimento (“tariffa premio”, “incentivo”).

Questa pagina è stata aggiornata il 20/10/2016