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HomeEnergia FacileFAQFER Elettriche D.M. 6/07/2012

Nel caso di impianti iscritti ai Registri o aggiudicatari delle Procedure d’asta, cosa succede se i tempi massimi per entrare in esercizio vengono disattesi a causa di mancanza di infrastrutture/connessione o ritardi imputabili al Gestore di rete e non all’operatore?

​La sospensione dei termini è prevista esclusivamente nel caso di eventi calamitosi attestati dall’autorità competente con esplicito differimento dei termini e con una dimostrazione puntuale del nesso di causalità tra l’evento e il ritardo. Limitatamente agli impianti iscritti ai Registri ai sensi dell’art. 9 del DM e soggetti all’autorizzazione integrata ambientale, la sospensione dei termini è prevista anche nel caso di ritardi nel rilascio di tale autorizzazione. Non è prevista alcuna sospensione in caso di ritardi imputabili a soggetti terzi (ivi inclusi gestori di rete).

 

TAG: Ritardo entrata in esercizio

Un impianto in fase di ultimazione può iscriversi al registro o alle aste anche se intende entrare in esercizio entro il 31 dicembre 2012?

​Un impianto non in esercizio può comunque iscriversi al primo registro o alla prima procedura d’asta, senza per questo perdere il diritto ad accedere agli incentivi di cui al DM 18 dicembre 2008, qualora riesca ad entrare in esercizio entro il 31/12/2012.
Se l’impianto a progetto non è qualificato IAFR, l’accesso agli incentivi di cui al DM 18 dicembre 2008 è comunque subordinato all’ottenimento della qualifica.
La comunicazione di entrata in esercizio e la richiesta di qualifica dovranno essere presentate nei termini e nelle modalità precisate nel paragrafo 3.2 delle Procedure Applicative.

TAG: Iscrizione registri e aste; entrata in esercizio

Cosa si intende per completamento dei lavori ai fini dell’entrata in esercizio di un impianto?

​Come specificato nelle news pubblicate sul sito del GSE in data 27/08/2012 e 31/08/2012 per entrata in esercizio si intende il primo funzionamento dell'impianto in parallelo con il sistema elettrico successivamente al completamento dei lavori di realizzazione dell’intervento (nuova costruzione, rifacimento totale o parziale, potenziamento, riattivazione, integrale ricostruzione).
Per completamento dei lavori si intende l’installazione di tutte le macchine e di tutti i dispositivi elettromeccanici e l’ultimazione delle opere civili di impianto in conformità a quanto autorizzato, con particolare riferimento alla potenza e alla configurazione complessiva dell’impianto, ivi inclusi gli apparati di misura e di connessione alla rete.
In particolare, devono quindi essere realizzate e installate tutte le opere impiantistiche, tutte le opere civili strutturali e tutte le opere civili funzionali all’esercizio dell’impianto in conformità con il progetto autorizzato. A titolo di esempio, nel caso di un impianto di cogenerazione, devono essere realizzate anche tutte le parti funzionali alla sola produzione del calore utile ivi incluse le caldaie di integrazione, gli scambiatori, gli eventuali assorbitori e ogni altro dispositivo non direttamente connesso con la generazione di potenza elettrica. Qualora oggetto di specifica prescrizione da parte del titolo autorizzativo, devono essere state realizzate anche tutte le opere accessorie, seppur non strettamente funzionali all’esercizio dell’impianto.

TAG:  Entrata in esercizio,completamento impianto

​Ai fini della determinazione della data di entrata in esercizio è necessario che tutti gli alternatori installati sull’impianto abbiano generato una quota di energia elettrica?

L’impianto si intende in esercizio quando si verificano entrambe le seguenti condizioni:


1 – i lavori di realizzazione dell’impianto sono stati completati [si veda FAQ: “Cosa si intende per completamento dei lavori ai fini dell’entrata in esercizio di un impianto?”]  e  tutti gli alternatori dell’impianto, così come previsti dal progetto autorizzato, sono nelle condizioni di generare una quota di energia da fonte rinnovabile;

2 – l’impianto di connessione alla rete elettrica, comprensivo dei gruppi di misura, è stato messo in tensione dal GdR.

Con riferimento alla prima condizione si precisa che:

- in caso di impianti eolici, devono essere installati e connessi alla rete di distribuzione/trasmissione tutti gli aerogeneratori previsti dal progetto autorizzato;

- in caso di impianti a biomasse/bioliquidi, devono essere installati e connessi alla rete di distribuzione/trasmissione tutti gli alternatori previsti dal progetto autorizzato e deve essere presente in sito un quantitativo di biomassa/bioliquidi in grado di garantire l’alimentazione di almeno uno dei gruppi di generazione dell’impianto;

- in caso di impianti a biogas, tutti gli alternatori previsti dal progetto autorizzato devono essere installati e connessi alla rete di distribuzione/trasmissione, tutti i digestori primari e secondari (ivi incluse le vasche di premiscelazione) devono essere riempiti con matrice organica di qualità idonea all’innesco delle cinetiche di fermentazione e deve essere presente in sito un quantitativo di fonte primaria in grado di garantire l’esercizio di almeno uno dei gruppi di generazione dell’impianto.

 

TAG: Entrata in esercizio, completamento impianto

L’entrata in esercizio sarà la data riportata su GAUDI’ e validata dal gestore di rete?

​La data di entrata in esercizio corrisponde alla data di primo parallelo dell’impianto con la rete successivamente all’avvenuto completamento dei lavori.

[si veda FAQ: "Ai fini della determinazione della data di entrata in esercizio è necessario che tutti gli alternatori installati sull’impianto abbiano generato una quota di energia elettrica?”].


Tale data, validata dal Gestore di Rete ai sensi dell’art. 10.10 bis del TICA, è riportata su Gaudì.
Nel caso di un impianto con più sezioni, la data da considerare è quella della validazione riferita all’ultima sezione completata.
Nelle more della piena operatività del sistema Gaudì, il Soggetto Responsabile dovrà documentare l’avvenuto completamento dei lavori mediante l’invio di un’apposita dichiarazione di avvenuto completamento dei lavori rilasciata dal Direttore lavori, oltre alla documentazione riportata nel paragrafo 4.1.2 delle Procedure Applicative.

TAG:  Entrata in esercizio, completamento impianto, GAUDI’

 

 

A quali meccanismi incentivanti può accedere un impianto che non entri in esercizio con tutte le sezioni e, quindi, con tutta la potenza autorizzata, entro il 31 dicembre 2012 o entro i termini previsti per il periodo transitorio ?

Per l’accesso ai meccanismi di incentivazione di cui al DM 18 dicembre 2008, è necessario che l’impianto entri in esercizio entro e non oltre il 31 dicembre 2012 o, secondo le modalità di cui all’art. 30 del DM 6 luglio 2012, entro i termini previsti per il periodo transitorio.

Poiché per “entrata in esercizio” si intende il primo funzionamento dell'impianto in parallelo con il sistema elettrico successivamente al completamento dei lavori di realizzazione dell’intervento (vedi news 27 e 31 agosto 2012 e FAQ “Cosa si intende per completamento dei lavori ai fini dell’entrata in esercizio di un impianto?”), per accedere agli incentivi di cui al DM 18 dicembre 2008 il Soggetto Responsabile dell’impianto deve rinunciare a realizzare l’ulteriore potenza. In particolare:
  •  se la data di entrata in esercizio è antecedente il 1° gennaio 2013, è necessario che la variante sia autorizzata dall’Ente competente al rilascio del titolo autorizzativo;
  • se la data di entrata in esercizio è ricompresa nel periodo transitorio di cui all’art. 30 del DM 6 luglio 2012, è necessario che la variante sia autorizzata dell’Ente competente al rilascio del titolo autorizzativo e che ne sia attestata dall’Ente medesimo la non sostanzialità (vedi FAQ “Cosa si intende per “non sostanzialità” della modifica ai sensi di quanto riportato nel paragrafo 4.2 delle Procedure Applicative ?”).
Nel caso in cui il Soggetto Responsabile non rinunci a realizzare l’intera potenza originariamente autorizzata, potrà richiedere l’accesso agli incentivi secondo le modalità e le condizioni previste dal DM 6 luglio 2012.
 
TAG: Riduzione di potenza, varianti,entrata in esercizio

Nell’ipotesi di rifacimento totale o parziale, nel caso in cui la prima data di entrata in esercizio non sia stata all’epoca appositamente documentata, possono essere utilizzati elementi presuntivi per attestare tale data ai fini dell’applicazione dei criteri di priorità per la redazione della graduatoria e della verifica dei presupposti per l’accesso al registro?

​Le Procedure applicative del GSE hanno precisato che la prima data di entrata in esercizio deve essere documentata dal Processo Verbale di verifica di primo impianto rilasciato da UTF/UTIF/Agenzia delle Dogane.
Ne consegue che, qualora tale documentazione non sia nella disponibilità del Soggetto Responsabile, la prima data di entrata in esercizio corrisponde alla data della Dichiarazione di conferma di allacciamento alla rete sottoscritta dal gestore di rete o alla data presente in altra documentazione ufficiale rilasciata dall’Agenzia delle Dogane quali, a titolo esemplificativo, la licenza di officina elettrica, il Processo Verbale di sopralluogo, la dichiarazione di consumo, i registri di produzione timbrati.
Il GSE si riserva di verificare caso per caso se ulteriore documentazione in possesso del Soggetto Responsabile possa essere sufficiente a comprovare la prima data di entrata in esercizio dell’impianto.

TAG: Prima data di entrata in esercizio, rifacimento

Quali sono le modalità con cui i titoli autorizzativi/abilitativi devono riportare indicazioni sulle biomasse con cui è alimentato l’impianto (art 8, comma 4 del DM)? Devono essere riportati esattamente tutti i sottoprodotti di origine biologica di cui alla lettera b) ed i prodotti di origine biologica di cui alla lettera a), con esplicita dichiarazione, ad esempio, che quelli di categoria a) non eccedono in peso il 30% del totale?

​Il titolo autorizzativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto deve riportare in modo puntuale i prodotti, i sottoprodotti e i rifiuti di cui si prevede l'utilizzo e le relative quantità massime (in peso) previste in ingresso all'impianto.
Nel caso di autorizzazione unica le suddette informazioni devono essere riportate nel testo dell’autorizzazione stessa o nei relativi allegati.
Negli altri casi le suddette informazioni devono essere riportate nella Relazione Tecnica Asseverata allegata ai titoli e vidimata dal Comune.

TAG: Titolo autorizzativo; tipologia biomasse

E’ possibile dimostrare la solidità economica e finanziaria (prevista dall’art. 13, comma 2) con la capitalizzazione mediante società controllanti (anziché con il capitale sociale versato e/o versamenti in conto futuro aumento di capitale)?

​No. Ai fini dell’attestazione della solidità finanziaria ed economica di cui all’art. 13, comma 2 del DM 6 luglio 2012, la modalità di cui alla lettera b) (capitalizzazione) non è estendibile al gruppo societario di appartenenza, come invece previsto per la modalità di cui alla lettera a) (dichiarazione di un istituto bancario).

TAG:  Capitalizzazione; solidità finanziaria

La procedura d'asta per l'assegnazione delle tariffe incentivanti prevede una deroga al deposito di fidejussione per gli impianti a biomasse vegetali nel caso in cui il soggetto responsabile sia tenuto a prestare analoga forma di garanzia in attuazione di leggi speciali o normative di settore. Tale deroga si applica alle fidejussioni presentate nell’ambito dell’iter autorizzativo alla realizzazione dell'impianto?

​Le fidejussioni rilasciate in ottemperanza a prescrizioni autorizzative non possono considerarsi “forme di garanzia in attuazione di leggi speciali o normative di settore” e non determinano, pertanto, l’esonero dagli obblighi previsti dall’art. 13, comma 3 del DM.

TAG:  Fidejussione

Cosa si intende per “non sostanzialità” della modifica ai sensi di quanto riportato nel paragrafo 4.2 delle Procedure Applicative?

​Una modifica che comporti la variazione della configurazione dell’impianto rispetto a quella per la quale è stata richiesta l’iscrizione al registro o la partecipazione alla procedura d’asta può ritenersi “non sostanziale” qualora sia espressamente valutata come “non sostanziale” dall’ente competente al rilascio dell’autorizzazione.
Il requisito di “non sostanzialità” deve essere documentato mediante esplicita dichiarazione di non sostanzialità delle modifiche apportate al progetto da parte dell’autorità competente al rilascio del titolo autorizzativo originario. Qualora la variante sia stata oggetto di specifico titolo autorizzativo, la non sostanzialità deve essere espressamente dichiarata nel testo del medesimo titolo.

TAG: ​Modifiche; varianti; sostanzialità

Quale data si considera per il titolo autorizzativo in presenza di variante?

​In caso di modifiche sostanziali, la data da considerare è quella dell’autorizzazione in variante.
La data del titolo autorizzativo originario può invece essere presa a riferimento solo sulla base di esplicita dichiarazione di non sostanzialità delle modifiche apportate al progetto da parte dell’autorità competente al rilascio del titolo autorizzativo originario. Qualora la variante sia stata oggetto di specifico provvedimento da parte dell’autorità competente, la non sostanzialità [FAQ - Cosa si intende per “non sostanzialità” della modifica ai sensi di quanto riportato nel paragrafo 4.2 delle Procedure Applicative ?] deve essere espressamente dichiarata nel medesimo.

TAG: Modifiche;varianti;sostanzialità 

Nel caso di impianti che possano connettersi alla rete solo per una quota della potenza a causa di mancanza di capacità della rete elettrica è comunque necessaria la realizzazione di tutto l’impianto?

​Come già precisato nelle Procedure Applicative, indipendentemente dalle cause che determinino la realizzazione di un impianto di potenza inferiore rispetto a quella iscritta a registro o aggiudicataria di procedura d’asta, il Soggetto Responsabile, ferme restando le conseguenze derivanti dall’eventuale carattere sostanziale della variante che determinerebbe la decadenza dal registro/procedura d’asta, si intende rinunciatario della quota parte di potenza non installata.
Nel caso di asta, la rinuncia determinerà l’escussione della fidejussione per la parte di potenza non realizzata.

TAG:Riduzione di potenza,escussione fidejussione

Qual è l’ambito di applicazione del divieto di cessione di cui all’art. 10, comma 7 del Decreto?

​Il divieto si applica sia alla cessione in forma diretta, mediante trasferimento dell’impianto ad altre società, anche appartenenti al medesimo gruppo, sia alla cessione in forma indiretta, mediante il trasferimento di partecipazioni sociali o mediante operazioni che incorporino tra gli asset l’impianto (fusioni, incorporazioni).

Non rientra nell’ambito del divieto la cessione dell’intero capitale sociale della società intestataria dell’iscrizione. La società, infatti, mantiene inalterata la propria soggettività giuridica e, pertanto, la titolarità del complesso dei beni aziendali, ivi inclusi l’iscrizione al Registro e l’impianto oggetto dell’iscrizione.

TAG:​Divieto di cessione, art. 10, comma 7 

E’ possibile partecipare all’asta nel corso di un procedimento per il rilascio di una variante all’autorizzazione alla costruzione ed esercizio dell’impianto? In tale caso, l’autorizzazione in variante rileva oltre che ai fini della formazione della graduatoria anche ai fini della partecipazione all’asta?

​Non è possibile iscrivere un impianto al registro o partecipare alla Procedura d’Asta nel caso in cui  il Soggetto Responsabile intenda avvalersi dell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio la cui variante sostanziale sia in corso di rilascio.

Qualora invece il Soggetto Responsabile intenda avvalersi del titolo concessorio o del giudizio di compatibilità ambientale, laddove la variante sostanziale incida sui predetti atti, il GSE effettuerà le dovute valutazioni dalle quali potrebbe derivare anche l’esclusione dell’impianto dalla graduatoria.

TAG:Autorizzazione in variante

Nel caso in cui il progetto che ha ottenuto la VIA positiva abbia potenza superiore a 20 MW, esso può partecipare all’asta per una potenza inferiore alla potenza oggetto di VIA (uguale o inferiore a 20 MW)?

​Il DM 6 luglio 2012 consente di partecipare alle Procedure d’Asta avvalendosi del giudizio positivo di compatibilità ambientale per gli impianti di potenza inferiore a 20 MW.
Poiché ai fini dell’accesso alle suddette procedure deve esserci coerenza tra il progetto per il quale si concorre all’asta e il progetto per il quale sia stato conseguito il giudizio di compatibilità ambientale, non è possibile partecipare all’asta per una potenza inferiore alla potenza oggetto di VIA.

TAG: Giudizio di compatibilità ambientale, VIA, 20 MW

È possibile partecipare alle procedure d’asta presentando una polizza fidejussoria assicurativa?

​I Soggetti che partecipino alle procedure d’asta sono tenuti, ai sensi del DM 6 luglio 2012, a presentare una cauzione provvisoria in fase di iscrizione e, se ammessi in graduatoria, una cauzione definitiva.
La cauzione, redatta sulla base dello schema di garanzia allegato alle Regole applicative del GSE, deve essere incondizionata, a prima richiesta e deve contenere la rinuncia alla preventiva escussione del debitore principale, come previsto dal Decreto.
Ne consegue che il Soggetto Responsabile, in alternativa alla fidejussione bancaria, potrà presentare una polizza fidejussoria assicurativa che, pur avendo carattere accessorio, deve presentare tutte le caratteristiche summenzionate, a pena di esclusione.

TAG: Polizze fidejussorie, garanzie, polizze assicurative

Per un impianto autorizzato con PAS, ai sensi dell’art.6 del D.Lgs. 28/2011 e s.m.i, nell’ipotesi in cui l’iter autorizzativo venga sospeso dal Comune al fine di ottenere degli atti di assenso da parte di altri Enti e che tali atti di assenso siano acquisiti tramite conferenza dei servizi, quale data deve essere considerata come data di conseguimento del titolo autorizzativo?

​Deve essere considerata la data specificata nella determinazione motivata di conclusione del procedimento ai sensi dell’art. 6, comma 5 del D.Lgs. 28/2011 e s.m.i o, nel caso non fosse ivi specificata, la data di adozione della determinazione stessa.

TAG: Sospensione iter autorizzativo, data conseguimento

La verifica di non assoggettabilità alla V.I.A. può essere assimilata al “giudizio di compatibilità ambientale” ai fini della richiesta di partecipazione alle procedure d’Asta per eolici off-shore o per impianti con potenza superiore alla potenza di soglia e non superiore a 20 MW?

Per “giudizio di compatibilità ambientale” si deve intendere la V.I.A. o il giudizio/provvedimento positivo di compatibilità ambientale rilasciato dal Comitato Tecnico Regionale o dalla Regione. Né la verifica di non assoggettabilità alla V.I.A., né il parere preventivo al rilascio del giudizio di compatibilità ambientale rilasciato dal Comitato Tecnico Regionale sono assimilabili al giudizio di compatibilità ambientale.

TAG: verifica di non assoggettabilità alla V.I.A.

Nel caso di trasferimento della titolarità del progetto, ai fini dell’iscrizione al Registro o della partecipazione alle Procedure d’Asta, è sufficiente aver definito la cessione del ramo d’azienda o è anche necessario aver formalizzato la voltura del titolo autorizzativo e del preventivo di connessione?

In conformità a quanto previsto dal Decreto e dalle Procedure Applicative, possono richiedere l’iscrizione al Registro o partecipare alla procedura d’Asta i soggetti in possesso del pertinente titolo autorizzativo oppure, nei casi previsti, del titolo concessorio o del giudizio di compatibilità ambientale, nonché del preventivo di connessione redatto dal gestore di rete ed accettato in via definitiva dal proponente. Nel caso di trasferimento di titolarità di un progetto è pertanto necessario che all’atto dell’iscrizione al Registro o della richiesta di partecipazione alla procedura d’Asta, siano stati volturati a favore del nuovo titolare del progetto, sia il titolo autorizzativo, ivi inclusi, ove previsto, il titolo concessorio e il giudizio di compatibilità ambientale, sia il preventivo di connessione. In particolare, in riferimento al titolo autorizzativo, è necessario che l’Amministrazione competente, con proprio provvedimento espresso, abbia preso atto della voltura, avendo accertato il possesso in capo alla Società subentrante dei requisiti soggettivi e oggettivi che hanno consentito il rilascio del titolo autorizzativo nei confronti del precedente soggetto proponente, e sia pertanto stata messa in condizioni di esercitare le proprie funzioni di carattere tecnico-amministrativo tendenti alla ricognizione degli elementi legittimanti l’esercizio dell’attività autorizzata. Quanto al preventivo di connessione, è invece necessario che il Gestore di rete competente abbia preso atto della voltura, aggiornando di conseguenza il sistema (GAUDI’). Si rammenta che è invece vietata, ai sensi dell’art. 10, comma 7 del Decreto, qualunque modalità di trasferimento a terzi, sia diretta che indiretta, dell’iscrizione al Registro nonché dell’impianto iscritto, ad eccezione di quella effettuata a seguito della sua entrata in esercizio.

TAG: trasferimento titolarità del progetto

E’ possibile la condivisione di un unico punto di consegna alla rete (POD) per due o più impianti alimentati da fonti diverse?

Per impianti alimentati da fonti diverse è possibile la condivisione di un unico POD.
Ciascun impianto, identificato da un proprio codice Censimp e da una UP commerciale, deve in questo caso essere dotato di un opportuno contatore di produzione autonomo.
A titolo di esempio è permessa la condivisione di un unico POD per un impianto idroelettrico in regime di TO e un impianto fotovoltaico in regime di scambio sul posto (SSP). Per ciascun impianto, indipendentemente dalla fonte, non è possibile accedere a TO e SSP contemporaneamente.

TAG: Condivisione POD

E’ possibile la condivisione di un unico punto di consegna alla rete (POD) per due o più impianti alimentati dalla stessa fonte?

​Per impianti alimentati dalla stessa fonte, è possibile la condivisione di un unico POD. Ciascun impianto, identificato da un proprio codice Censimp e da una UP commerciale, deve in questo caso essere dotato di un opportuno contatore di produzione autonomo. Per ciascun impianto, indipendentemente dalla fonte, non è possibile accedere a TO e SSP contemporaneamente.

TAG: Condivisione POD

Come si calcola l’energia alla quale è riconosciuta la tariffa omnicomprensiva a partire dalla produzione lorda? Cosa succede se per un impianto di potenza non superiore a 1 MW i consumi degli ausiliari e le perdite sono inferiori al relativo valore percentuale indicato nella tabella 6 dell’allegato 4 al DM 6 luglio 2012?

Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 7, comma 4 del DM 6 luglio 2012, nel caso in cui un impianto avente diritto faccia richiesta della tariffa omnicomprensiva, il GSE ritira tutta l’energia immessa in rete dall’impianto ed eroga la tariffa sulla produzione netta immessa in rete.
L’eventuale differenza (positiva) tra la quantità di energia elettrica effettivamente immessa in rete dall’impianto e l’energia incentivata viene comunque ritirata dal GSE e remunerata al prezzo zonale di cui all’articolo 30, comma 4, lettera b), dell’Allegato A alla Deliberazione n. 111/06 (v. paragrafi 4.3, 4.4 e 4.5 delle Procedure applicative).
La produzione netta immessa in rete è definita nell’Allegato 1 delle Procedure applicative come il minor valore tra la produzione netta dell’impianto e l’energia elettrica effettivamente immessa in rete dallo stesso.
La produzione netta è a sua volta definita come la Produzione lorda dell’impianto diminuita dell’energia elettrica assorbita dai servizi ausiliari di centrale, delle perdite nei trasformatori principali e delle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia alla rete elettrica.
Ai sensi di quanto previsto dall’articolo 22, comma 3, lettera a), per gli impianti con potenza non superiore a 1 MW i consumi attribuibili ai servizi ausiliari, alle perdite nei trasformatori principali e alle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia alla rete elettrica sono definiti su base convenzionale e sono espressi in termini di percentuale dell’energia elettrica prodotta lorda (valori percentuali riportati, per ciascuna fonte, nell’Allegato 4, tabella 6 del DM 6 luglio 2012).
L’energia elettrica effettivamente immessa in rete dall’impianto è l’energia immessa in rete come risultante dalla misura rilevata dal gestore di rete sul punto di consegna dell’energia alla rete elettrica (al netto, quindi, dei coefficienti di perdita convenzionali di cui all’articolo 76, comma 76.1, lettera a), del Testo Integrato Settlement).
TAG: Servizi ausiliari; energia incentivata

Gli interventi sugli impianti che richiedono l’accesso agli incentivi di cui al DM 6 luglio 2012 possono prevedere l’impiego di dispositivi usati?

​Ai fini dell’accesso agli incentivi di cui al D.M 6 luglio 2012, il DM stesso non prevede l’espresso divieto di impiego di dispositivi usati nel caso di interventi di nuova costruzione, riattivazione e potenziamento. Nel caso di rifacimento parziale o totale, il DM include negli interventi ammissibili le revisioni funzionali e/o tecnologiche dei gruppi motore primo-alternatore, mentre, nel caso di integrale ricostruzione, prevede l’obbligo di impiego esclusivo di nuovi macchinari, fatta salva la facoltà di riutilizzo di un numero limitato di infrastrutture ai sensi dell’art.2, comma 1, lettera b).

TAG: Dispositivi usati; targa alternatori; marchio CE

Cosa si intende per idroelettrici “che utilizzano acque di restituzione o di scarico”?

​Un impianto idroelettrico risponde ai requisiti di cui all’art. 4, comma 3, lettera b, ii) “che utilizzano acque di restituzione o di scarico” solo qualora nel canale di adduzione dell’impianto affluiscano esclusivamente le acque turbinate da un impianto di monte (acque di restituzione) e/o provenienti dagli scarichi di superficie o di fondo di un impianto di monte (acque di scarico).

TAG: Idroelettrico; acque di restituzione o di scarico
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La condivisione di un’unica rete di distribuzione dell’energia termica per impianti operanti in cogenerazione è considerata interconnessione funzionale?

​La condivisione di un’unica rete di distribuzione dell’energia termica non è considerata interconnessione funzionale a patto che l’energia termica sia ceduta alla rete mediante scambiatori distinti per ciascun impianto.

TAG:  Premio CAR; rete di distribuzione

Nel caso in cui in un impianto siano presenti “n” alternatori più uno di riserva, funzionante solo in caso di non funzionamento di uno degli “n” alternatori base, quali potenze vanno sommate ai fini della determinazione della potenza dell’impianto?

​Tutti gli alternatori presenti sull’impianto devono essere considerati, compreso l’alternatore del gruppo di riserva. Fanno eccezione le apparecchiature non fisicamente installate e giacenti in magazzino.
Nel solo caso in cui uno o più alternatori siano azionabili alternativamente e singolarmente da un unico motore primo, ai fini del calcolo della potenza dell’impianto, si considera il solo alternatore di potenza maggiore.

TAG: Alternatore riserva; potenza impianto

E’ previsto un incentivo per impianti con alimentazione mista biomasse e bioliquidi sostenibili?

​Il DM non prevede l’incentivazione per impianti con alimentazione mista biomasse -bioliquidi sostenibili.

TAG: Bioliquidi; biomasse

L’olio vegetale derivante dalla spremitura di semi ottenuti come scarti dei processi di lavorazione di prodotti di cui all’art. 8, comma 4, lettera a) (Tipo a) può essere considerato un sottoprodotto di Tipo b) ai fini dell’individuazione della tariffa base incentivante?

​Secondo quanto previsto dall’art. 8 del DM 6 luglio 2012, devono considerarsi sottoprodotti di Tipo b) le sole sostanze riportate nella Tabella 1-A dell’Allegato 1 del DM.
Anche nell’eventualità in cui i semi ottenuti come scarti da processi di lavorazione di prodotti di Tipo a) fossero ricompresi nella succitata Tabella 1-A, gli oli vegetali derivanti dalla loro spremitura non possono considerarsi sottoprodotti di Tipo b).

TAG: Bioliquidi; biomasse

Gli impianti di produzione di energia elettrica mediante utilizzo di syngas, ai sensi del DM 6 luglio 2012, sono classificati come impianti alimentati a biomassa o impianti alimentati a biogas?

Ai sensi del DM 6 luglio 2012, gli impianti di produzione di energia elettrica mediante l’utilizzo di syngas prodotto dalla gassificazione della biomassa, sono classificati come impianti alimentati a biomassa secondo la definizione di cui al par. 1.1 dell’All. 1 allo stesso DM: “Impianto a biomasse: è l’insieme degli apparati di stoccaggio, trattamento e trasformazione del combustibile (tra cui se presenti i gassificatori), dei generatori di vapore, dei forni di combustione, delle griglie e di tutti i gruppi di generazione (gruppi motore-alternatore), dei condensatori, della linea di trattamento fumi, del camino, e, quando ricorra, delle opere di presa e di scarico dell’acqua di raffreddamento e delle torri di raffreddamento.”

TAG: Gassificazione biomassa, syngas

Un impianto a biomassa o biogas di potenza non superiore a 1 MW che utilizza biomassa di Tipo a) al 30% e b) al 70% può beneficiare del premio per impianti operanti in cogenerazione ad alto rendimento di cui all’art. 8, comma 8, lettera b)?

​Il premio di 40 €/MWh di cui all’art. 8, comma 8, lettera b) è previsto per i soli impianti alimentati esclusivamente da biomasse di Tipo b) operanti in cogenerazione ad alto rendimento qualora il calore cogenerato sia utilizzato per teleriscaldamento.
Il premio non è quindi riconoscibile a impianti a biomassa o biogas che utilizzino biomassa di Tipo a) al 30% e b) al 70%, anche se di potenza non superiore a 1 MW.
Un impianto a biomassa o biogas di potenza non superiore a 1 MW che utilizzi biomassa di Tipo a) al 30% e b) al 70% , per l’energia prodotta in cogenerazione ad alto rendimento, può tuttavia accedere al premio di 10 €/MWh di cui all’art. 8, comma 8, lettera c).
Si precisa che la tipologia di alimentazione prevista per l'impianto a biomasse o biogas deve essere chiaramente riportata nel titolo autorizzativo alla costruzione ed esercizio.
Per approfondimenti si rimanda al paragrafo 1.3.5 delle Procedure applicative.

TAG: Premio CAR; tipologia biomasse 

Ai fini dell’ottenimento del premio di cui all’art. 8, comma 8, il riconoscimento di “Cogenerazione ad Alto Rendimento” deve avvenire attraverso la classica procedura definita dal DM 4 agosto 2011?

​Il riconoscimento di “Cogenerazione ad Alto Rendimento” deve avvenire attraverso la procedura definita dal DM 4 agosto 2011, mediante richiesta “a consuntivo” tramite portale Ricoge.
E’ quindi necessario, tra l’altro, che l’impianto disponga della strumentazione di misura adeguata a quanto previsto dal DM 4 agosto 2011 e dettagliata nelle Linee guida per l’applicazione del DM 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR) disponibili su questo sito web

TAGPremio CAR

Come viene conteggiata la quota di energia a cui è riconosciuto il premio di cui all’art.8, comma 8 per impianti di cogenerazione ad alto rendimento?

​Secondo quanto previsto dal DM, l’incentivazione (incentivo o Tariffa omnicomprensiva) è riconosciuta alla produzione netta immessa in rete, cioè il minor valore tra produzione netta ed energia effettivamente immessa in rete.
L’energia CAR è riconosciuta sulla produzione lorda e, in particolare, può essere riconosciuta anche solo a una parte della produzione lorda totale dell’impianto (impianto virtuale).
L’energia alla quale è riconosciuto il premio CAR è determinata applicando alla produzione netta immessa in rete un coefficiente pari al rapporto tra la produzione lorda di energia elettrica riconosciuta CAR e l’intera produzione lorda di energia elettrica dell’impianto.

TAG: Premio CAR

In un impianto a biogas il calore utilizzato per riscaldare il digestore anaerobico è calore utile per la cogenerazione ad alto rendimento ai fini del riconoscimento del premio di cui all’art. 8, comma 8?

Ai fini del riconoscimento della CAR, come specificato nelle Linee guida per l’applicazione del DM 5 settembre 2011 – Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR),  il calore finalizzato alla produzione di energia da parte dell’impianto di cogenerazione, quale il calore utilizzato per riscaldare il digestore anaerobico, non può essere considerato calore utile.

TAG:  Premio CAR

Nei casi di impianti a biogas con recupero di azoto (art. 26 del DM), considerato che il processo di recupero dell’azoto può consentire l’accesso a uno specifico premio, gli assorbimenti di tale processo devono comunque essere inclusi nel computo dei servizi ausiliari di impianto? L’energia termica eventualmente utilizzata nel processo di recupero può essere considerata calore utile ai fini del riconoscimento CAR all’energia prodotta?

​Secondo quanto disposto dall’art. 22, comma 3 del DM, i consumi attribuibili ai servizi ausiliari, alle perdite nei trasformatori principali e alle perdite di linea fino al punto di consegna dell’energia alla rete elettrica, per impianti alimentati da fonti rinnovabili con potenza non superiore a 1 MW sono comunque calcolati in misura forfettaria utilizzando i valori percentuali riportati, per ciascuna fonte, nella tabella 6 dell’Allegato 4 dello stesso DM.
Per tutti gli altri impianti, il GSE definisce e aggiorna, per ogni impianto, il valore percentuale da utilizzare, sulla base delle definizioni e dei principi adottati dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas con proprio provvedimento.
Nelle more della definizione dei principi che saranno adottati da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, il GSE applicherà la metodologia prevista per gli impianti di potenza non superiore a 1 MW agli impianti di qualsiasi potenza.
Per quanto riguarda l’energia termica eventualmente utilizzata nel processo di recupero dell’azoto, essa può essere considerata calore utile ai fini del riconoscimento CAR all’energia prodotta, fatte salve eventuali altre valutazioni specifiche che dovessero emergere nell’ambito dell’istruttoria di riconoscimento CAR.

TAG: Biogas; recupero azoto; assorbimenti ausiliari; calore utile

In riferimento all’art. 26 del DM 6 luglio 2012, cosa si intende per rimozione dell’azoto del 30%, 40% o 60%?

​Per la definizione delle condizioni operative e delle modalità di verifica delle stesse di cui ai commi 1, 2 e 3, art. 26 del DM 6 luglio 2012 si rimanda alla pubblicazione della procedura del MIPAAF di cui al comma 4 del medesimo articolo.

TAG:  Premio azoto

La rimozione dell’azoto pari ad almeno il 40% deve avvenire attraverso la produzione di fertilizzante?

​La produzione di fertilizzanti non è necessaria.

TAG: Premio azoto

Il premio di 30€/MWh (art. 8, comma 7) è applicabile agli impianti di gassificazione con motori a combustione interna le cui emissioni fanno riferimento a un tenore di ossigeno nell’effluente gassoso del 5%?

​Al premio di cui all’art. 8, comma 7 del DM possono accedere anche gli impianti di gassificazione con motori a combustione interna purché autorizzati all’alimentazione esclusiva con biomasse di Tipo a) e/o di Tipo b) (così come definite nel paragrafo 1.3.5 delle Procedure Applicative).
I valori di emissione di cui all’Allegato 5 devono in questo caso  essere normalizzati al tenore di ossigeno del 11%. Le modalità di verifica del rispetto dei requisiti di cui all’art. 8, comma 7 del DM da parte delle ARPA e delle APPA saranno definite con uno dei decreti previsti dall’art. 281, comma 5 del D.Lgs. 152/06.

TAG: Premio emissioni; gassificazione biomasse

Un impianto che rientrasse in posizione utile nel registro (o risultasse aggiudicatario della procedura d’asta) , il cui bando sarà pubblicato entro il 31 marzo 2013, e che entrasse in esercizio entro il 31/12/2013 avrebbe diritto alla tariffa base prevista per il 2013 o si applicherebbero decurtazioni ?

​Un impianto iscritto al registro (o partecipante alla procedura d’asta), il cui bando sarà pubblicato entro il 31 marzo 2013, che rientrasse in posizione utile (o risultasse aggiudicatario della procedura) e che entrasse in esercizio entro il 31/12/2013 avrebbe diritto alla tariffa base prevista per il 2013 sebbene il contingente assegnato nel registro indicato sarà quello relativo all’anno 2014. Quanto sopra si applica anche ai registri (o aste) successivi.

TAG: Riduzione tariffa; bando 2013

Un impianto che entrasse in esercizio nel 2013 e che rientrasse in posizione utile nel registro (o risultasse aggiudicatario della procedura d’asta), il cui bando sarà pubblicato entro il 31 marzo 2014, a quale tariffa avrebbe diritto?

​Secondo quanto previsto dall’art. 7, comma 8 del DM 6 luglio 2012, l’impianto in discorso avrebbe diritto alla tariffa prevista alla data di chiusura del periodo di iscrizione al registro o alla procedura d’asta a cui ha partecipato . Quanto sopra si applica anche ai registri (o aste) successivi.

TAG:Riduzione tariffa, bando 2014

Ai fini dell’applicazione di quanto disposto dall‘art. 5, comma 2, lettera b) del DM 6 luglio 2012, devono considerarsi anche le particelle catastali interessate dai cavidotti o dalla cabina di connessione ?

​No, non sono da considerarsi purché sulle particelle catastali siano localizzati esclusivamente i cavidotti e/o la cabina di connessione.

TAG:Particelle catastali, antifrazionamento, impianti confinanti

Quali sono le modalità per la richiesta di accesso ai meccanismi di incentivazione per impianti ricadenti nel campo di applicazione dell’art. 5, comma 2 del Decreto (impianti alimentati dalla stessa fonte, nella disponibilità del medesimo Soggetto Responsabile o di soggetti a esso riconducibili a livello societario, a monte di un unico punto di connessione e/o localizzati sulla medesima particella catastale o su particelle catastali contigue) ?

​Ferma restando la definizione di impianto alimentato da fonti rinnovabili di cui all’art.2 del DM 6 luglio 2012, l’art. 5, comma 2 del medesimo Decreto, ai fini della determinazione della potenza dell’impianto e dei valori della potenza di soglia, si specifica che:

a) la potenza dell’impianto è costituita dalla somma delle potenze degli impianti, alimentati dalla stessa fonte, a monte di un unico punto di connessione alla rete elettrica, ad eccezione degli impianti idroelettrici dotati di specifica concessione di derivazione;

b) gli impianti alimentati dalla stessa fonte, nella disponibilità del medesimo produttore, o riconducibili, a livello societario, a un unico produttore e localizzati nella stessa particella catastale o su particelle catastali contigue si intendono come unico impianto di potenza cumulata pari alla somma dei singoli impianti.

Nel paragrafo 1.3.3 delle Procedure Applicative di cui all’art. 24 del Decreto, il GSE ha precisato che la condizione a) si applica nel caso in cui gli impianti siano nella disponibilità del medesimo produttore o siano riconducibili, a livello societario, a un unico produttore.
Si precisa, inoltre, che le regole dell’art. 5, comma 2, lettere a) e b), trovando applicazione per la definizione della potenza di soglia, sono finalizzate anche all’applicazione dei criteri di priorità per la formazione delle graduatorie e alla individuazione della tariffa incentivante base.


Tanto premesso, si specifica che nel caso di impianti ricadenti nel campo di applicazione dell’art. 5, comma 2 del Decreto (nel seguito “sotto-impianti”), ai fini dell’individuazione del meccanismo di accesso agli incentivi (accesso diretto, registri, asta), il Soggetto Responsabile è tenuto a considerare la somma delle potenze di tutti i “sotto-impianti”.


A tal riguardo, i Soggetti Responsabili devono presentare una domanda per ciascun “sotto-impianto”, avendo cura di riportare nel campo “Potenza” della sezione “Dati Preliminari” del Portale FER-E il valore della potenza complessiva dei “sotto-impianti” ricadenti nell’ambito di applicazione del citato art. 5, comma 2, a pena di esclusione dall’ammissione ai registri/aste e dal diritto agli incentivi. Nella sezione “Scheda Tecnica”, invece, i Soggetti Responsabili devono inserire i dati di potenza dei motori primi e degli alternatori relativi al solo “sotto-impianto” oggetto della richiesta.
Tali “sotto-impianti”, che non devono presentare interconnessioni funzionali e devono disporre di titoli autorizzativi autonomi, potranno essere realizzati ed entrare in esercizio anche in momenti differenti e, ai fini dell’erogazione degli incentivi, saranno gestiti in maniera disgiunta (con codici di mercato, POD e misure distinte ecc.).


Nel caso in cui un Soggetto Responsabile presenti una domanda di accesso ai meccanismi di incentivazione per un “sotto-impianto” che si aggiunga a uno o più “sotto-impianti”, già incentivati o iscritti a registro o ammessi alla procedura d’asta, ricadendo nel campo di applicazione dell’art. 5, comma 2 del Decreto, lo stesso dovrà fornire tutte le informazioni necessarie all’individuazione di detti “sotto-impianti” e dei relativi Soggetti Responsabili.
Fatto salvo il caso in cui, anche a seguito dei controlli effettuati dal GSE, emerga che la fattispecie integri ab origine una situazione dalla quale debba derivare la decadenza dai benefici acquisiti, l’eventuale ricorrere delle condizioni di cui all’art. 5 del Decreto determina la ridefinizione degli incentivi spettanti a tutti i “sotto-impianti” ricadenti nel campo di applicazione dell’art. 5 con riferimento:

  • alla tariffa incentivante base spettante alla somma delle potenze, nel caso in cui la somma delle potenze dei “sotto-impianti” non superi il valore di soglia;
  • alla minore delle tariffe incentivanti spettanti ai diversi “sotto-impianti”, nel caso in cui la somma delle potenze degli stessi superi il valore di soglia.

TAG:Art.5 , antifrazionamento, potenza

Quali dati è necessario indicare nel Portale FER-E durante la richiesta di iscrizione ai registri o di partecipazione alle procedure d’asta nel caso la richiesta sia relativa a un intervento non ancora realizzato?

Alcuni dati specifici richiesti all’atto dell’iscrizione sul portale FER-E, come ad esempio le potenze di targa degli alternatori, potrebbero non essere disponibili in veste definitiva al momento della presentazione dell’istanza. In tali casi, è necessario indicare i dati coerentemente a quanto riportato nel progetto autorizzato, come definito nel paragrafo 1.3.2 delle Procedure applicative del DM 6 luglio 2012 pubblicate sul sito del GSE in data 24 agosto 2012. I dati indicati in fase di richiesta di iscrizione ai registri o alle aste potranno essere modificati all’atto delle richiesta di ammissione agli incentivi, successiva all’entrata in esercizio, purché rispettino i requisiti della non sostanzialità e del vantaggio, come specificati nel paragrafo 4.2 delle Procedure applicative.

TAG:Portale FER-E, richiesta iscrizione, dati provvisori

In caso di errata comunicazione dei dati in fase di iscrizione a un Registro o a una Procedura d’Asta, è possibile modificare le informazioni indicate sul portale successivamente alla chiusura del periodo di presentazione mantenendo valida l’iscrizione?

Come indicato nelle Procedure Applicative, ai sensi del DM 6 luglio 2012 è vietata, successivamente alla chiusura del Registro o del periodo di presentazione delle domande di partecipazione alla Procedura d’Asta, l’integrazione e/o la modifica dei documenti e/o delle informazioni contenute nella richiesta di iscrizione, non risultando dunque prevista né consentita l’eventuale istanza del Soggetto Responsabile volta a rettificare o completare la richiesta già presentata.

TAG: Modifiche dati

E’ possibile modificare i dati inseriti e salvati nel Portale FER-E durante il periodo di apertura dei registri e delle procedure d’asta ?

​Il Soggetto Responsabile, nel caso volesse modificare e/o integrare i dati caricati sul portale FER-E, successivamente al salvataggio dei dati preliminari durante il caricamento degli stessi sul portale FER-E o all’invio della richiesta di iscrizione, dovrà, sempre  durante il periodo di apertura dei registri e delle procedure d’asta, annullare la richiesta già trasmessa presentando una nuova richiesta.
A tal fine, il Soggetto Responsabile dovrà nuovamente accedere all’applicativo e ripetere le operazioni di caricamento effettuate in precedenza, indicando il Codice FER della domanda di cui si richiede l’annullamento.
La nuova domanda, inviata in sostituzione della precedente, sarà la sola a essere considerata dal GSE ai fini della formazione della graduatoria.
Per maggiori informazioni si rimanda alla consultazione delle Procedure applicative del DM 6 luglio 2012, pubblicate sul sito del GSE in data 24 agosto 2012, e della “Guida all’utilizzo dell’applicazione web per la richiesta degli incentivi da fonti rinnovabili”, pubblicata sul sito del GSE in data 5 ottobre 2012.

TAG:Portale FER-E, modifica dati

Come si applica il criterio di priorità relativo all’anteriorità del titolo autorizzativo (art. 10, comma 3, lettera h del DM 6 luglio 2012) ai fini della formazione delle graduatorie per i Registri idroelettrico e geotermoelettrico?

Per i soli contingenti relativi alla fonte idraulica e geotermica, la graduatoria sarà formata applicando il criterio di cui all’art. 10, comma 3, lettera h) del DM 6 luglio 2012 “anteriorità del titolo autorizzativo” prima agli impianti dotati di titolo autorizzativo alla costruzione ed esercizio, poi, in caso di ulteriore potenza da assegnare, agli impianti dotati di titolo concessorio.

TAG: Criteri di priorità,anteriorità titolo

Come si applica il criterio di priorità relativo alla anteriorità del titolo autorizzativo (art. 15, comma 3, lettera d del DM 6 luglio 2012) in caso di parità di riduzione offerta, nel caso di partecipazione alle Procedure d’Asta da parte di impianti in possesso del solo titolo concessorio o del giudizio di compatibilità ambientale?

Ai fini della formazione delle graduatorie, il criterio di cui all’art. 15, comma 3, lettera d) del DM 6 luglio 2012 “anteriorità del titolo autorizzativo” sarà applicato prima agli impianti dotati di titolo autorizzativo alla costruzione ed esercizio poi, in caso di ulteriore potenza da assegnare e per i soli contingenti relativi alla fonte idraulica, eolica off-shore e geotermica, agli impianti dotati di titolo concessorio, infine, in caso di ulteriore potenza da assegnare e per i soli impianti di potenza non superiore a 20 MW o eolici offshore di qualsiasi potenza, agli impianti dotati di giudizio di compatibilità ambientale.

TAG:Criteri di priorità,anteriorità titolo

Per un impianto iscritto a un Registro e ammesso in graduatoria in posizione tale da non rientrare nel contingente di potenza incentivabile (Tabelle C delle graduatorie), è possibile iscriversi al Registro successivo modificando la configurazione dell’impianto rispetto a quella per la quale è stata richiesta l’iscrizione al Registro precedente?

Per gli impianti ammessi in graduatoria in posizione non utile da rientrare nel contingente di potenza incentivabile (Tabelle C delle graduatorie), qualsiasi modifica alla configurazione dell’impianto rispetto a quanto indicato mediante inserimento sul Portale FER-E in fase di iscrizione al Registro comporta la necessità di ripresentare una nuova domanda ai fini dell’eventuale iscrizione a un Registro successivo. In tal caso, preventivamente alla nuova iscrizione, è necessario rinunciare alla precedente iscrizione mediante l’apposita funzionalità prevista dal Portale FER-E. Da tale rinuncia decade la posizione conseguita in graduatoria e la possibilità di applicare il criterio di priorità di cui all’art. 10, comma 3, lett. f) per la formazione delle graduatorie relative al successivo registro.

TAG:Modifiche configurazione impianato

Per un impianto iscritto a un Registro e ammesso in graduatoria in posizione tale da non rientrare nel contingente di potenza incentivabile (Tabelle C delle graduatorie), è possibile modificare la configurazione dell’impianto rispetto a quella per la quale è stata richiesta l’iscrizione al Registro precedente ai fini di un avanzamento in graduatoria a seguito di scorrimento?

Come indicato nelle Procedure Applicative, ai sensi del DM 6 luglio 2012, è vietata, successivamente alla chiusura del Registro, l’integrazione e/o la modifica dei documenti e/o delle informazioni contenute nella richiesta di iscrizione, non risultando dunque prevista né consentita l’eventuale istanza del Soggetto Responsabile volta a rettificare o completare la richiesta già presentata. Ai sensi del DM 6 luglio 2012 lo scorrimento in graduatoria sarà effettuato per il solo Registro aperto nel 2012, escludendo, gli impianti iscritti ed entrati in esercizio entro il 31 dicembre 2012 o durante il periodo transitorio di cui all’art. 30 del Decreto, senza che possa essere apportata alcuna modifica ai dati relativi agli impianti come comunicati durante il periodo di apertura del Registro.

TAG:Modifiche configurazione impianato

Nel caso in cui, nel corso del periodo di incentivazione di un impianto di generazione elettrica, si renda necessaria l’esecuzione di interventi di manutenzione programmata/straordinaria su motori/turbine/alternatori per i quali sia richiesta una lavorazione all’esterno, è possibile provvedere alla sostituzione temporanea degli stessi con altri componenti al fine di garantire la continuità della produzione?

E’ possibile sostituire temporaneamente un motore/turbina/alternatore (nel seguito, in generale, anche componente o dispositivo), inviato alla casa costruttrice o ad altra ditta specializzata per l’effettuazione dei richiesti interventi di manutenzione programmata/straordinaria, con un altro motore o turbina o alternatore, a condizione che: 

a)     il motore/turbina/alternatore sostitutivo (nel seguito anche denominato e inteso quale “componente di scorta”) soddisfi i seguenti requisiti: 
i. utilizzi la stessa tecnologia e la stessa fonte di quello sostituito temporaneamente;
ii. abbia una potenza meccanica nominale (nel caso di sostituzione di un motore o di una turbina) o una potenza elettrica attiva nominale (nel caso di sostituzione di un alternatore) non superiore a quella del componente sostituito temporaneamente;
iii. sia di proprietà esclusiva del Soggetto Responsabile;
iv. non sia già stato impiegato in altri impianti incentivati; 
b)      prima dell’intervento di manutenzione, il Soggetto Responsabile provveda a inviare, esclusivamente mediante l’applicativo informatico SIAD disponibile nel Portale Informatico del GSE, i seguenti documenti: 

.  relazione tecnico-descrittiva comprensiva del dettaglio degli interventi di manutenzione programmata/straordinaria previsti su ciascun motore/turbina/alternatore o altro dispositivo in cui siano specificati, tra l’altro, i dati di targa di ciascun componente di scorta quali, in via esemplificativa: potenza, costruttore, modello, matricola e caratteristiche tecniche;

.  cronoprogramma di dettaglio degli interventi di manutenzione programmata/straordinaria previsti all’interno dell’impianto, con specificazione dei tempi richiesti per la sostituzione di ciascun motore/turbina/alternatore o altro dispositivo interessato dall’intervento.

 
Si precisa che il motore/turbina/alternatore sostitutivo deve considerarsi unicamente come componente di scorta fredda. In caso di necessità, nel solo periodo di manutenzione, il componente di scorta può essere collegato a uno dei quadri elettrici dei gruppi di generazione esistenti, tramite un apposito cablaggio da realizzarsi con connettori rapidi. In condizioni di normale funzionamento dell’impianto, il componente di scorta deve essere fisicamente scollegato dall’impianto e non deve essere dotato di un proprio quadro elettrico, anche al fine di garantire che lo stesso non possa entrare in funzione insieme agli altri gruppi di generazione eventualmente presenti all’interno dell’impianto.
Allo stesso modo, per l’eventuale componente di scorta non deve essere predisposto alcun alloggiamento e alcuna tubazione per l’alimentazione del combustibile (rinnovabile e non).
 

TAG: Sostituzioni Temporanee, Turbina, Motore, Alternatore

È possibile, in caso di guasto, furto o malfunzionamento, sostituire definitivamente motori/turbine/alternatori di un impianto di generazione elettrica incentivato con altri componenti al fine di garantire la continuità della produzione?

E’ possibile sostituire un motore/turbina/alternatore (nel seguito, in generale, anche componente o dispositivo), con un altro motore o turbina o alternatore, a condizione che:

a) il motore/turbina/alternatore sostitutivo soddisfi i seguenti requisiti: 

i. utilizzi la stessa tecnologia e la stessa fonte di quello sostituito;

ii. abbia una potenza meccanica nominale (nel caso di sostituzione di un motore o di una turbina) o una potenza elettrica attiva nominale (nel caso di sostituzione di un alternatore) non superiore a quella del componente sostituito;

iii. sia di proprietà esclusiva del Soggetto Responsabile;

iv. non sia già stato impiegato in altri impianti incentivati;

b) prima dell’intervento, il Soggetto Responsabile provveda a inviare, esclusivamente mediante l’applicativo informatico SIAD disponibile nel Portale Informatico del GSE, una copia dei seguenti documenti:
 
• relazione tecnico-descrittiva comprensiva del dettaglio degli interventi previsti su ciascun motore/turbina/alternatore o altro dispositivo in cui siano specificati, tra l’altro, il motivo per cui viene eseguito tale intervento (guasto/furto/malfunzionamento) e i dati di targa di ciascun componente sostitutivo quali, in via esemplificativa: potenza, costruttore, modello, matricola e caratteristiche tecniche;
• cronoprogramma di dettaglio degli interventi previsti all’interno dell’impianto, con specificazione dei tempi richiesti per la sostituzione di ciascun motore/turbina/alternatore o altro dispositivo interessato dall’intervento;
• denuncia presentata agli enti competenti (nel solo caso di furto);

 

c) a intervento effettuato, nei soli casi di sostituzione per guasto o malfunzionamento, il Soggetto Responsabile provveda a inviare, esclusivamente mediante l’applicativo informatico SIAD disponibile nel Portale Informatico del GSE, il certificato di avvenuto “smaltimento” del componente sostituito o in alternativa una dichiarazione resa ai sensi del D.P.R. 445/2000 attestante la destinazione d’uso del medesimo. Nel caso in cui il componente sostituito venga riutilizzato su un altro impianto, vanno indicati nella dichiarazione l’ubicazione (Regione, Provincia, Comune, foglio/i e particella/e) e i codici CENSIMP e POD dell’impianto su cui è stato/sarà installato il componente sostituito.
 

TAG: Sostituzioni definitive, Guasto, Malfunzionamento, Furto, Turbina, Motore, Alternatore

Nel caso di impianti iscritti ai Registri o aggiudicatari delle Procedure d’asta, cosa succede in caso di superamento dei termini di validità del preventivo di connessione previsti dall’Allegato A alla Deliberazione AEEG ARG/elt 99/08 e s.m.i. – Testo Integrato delle Connessioni Attive (TICA)?

Per gli impianti iscritti ai Registri e risultati in posizione tale da rientrare nei contingenti di potenza disponibili o aggiudicatari di Procedure d’Asta, nel caso in cui il preventivo di connessione, in possesso del Soggetto Responsabile all’atto dell’iscrizione/partecipazione alla procedura, decada per il superamento dei termini di validità previsti dal TICA e riportati nel  preventivo di connessione stesso, è possibile mantenere la posizione in graduatoria ottenendo e accettando un nuovo preventivo di connessione che sia tale da non determinare alcuna variante al titolo autorizzativo per modifica sostanziale, fermo restando il rispetto dei termini massimi per l’entrata in esercizio previsti dal DM 6 luglio 2012 (Decreto).

Per gli impianti iscritti ai Registri e risultati in posizione tale da non rientrare nei contingenti di potenza disponibili, nel caso in cui il preventivo di connessione, in possesso del Soggetto Responsabile all’atto dell’iscrizione, decada per il superamento dei suddetti termini di validità, è possibile richiedere l’iscrizione al Registro successivo, beneficiando del criterio di priorità di cui all’articolo 10, comma 3, lettera f) del Decreto, solo ottenendo e accettando un nuovo preventivo di connessione che sia tale da non determinare alcuna variante al titolo autorizzativo per modifica sostanziale.

In tutti i casi, all’atto della richiesta di ammissione agli incentivi, sarà necessario caricare sul Portale FER-E entrambi i preventivi di connessione comprensivi della documentazione atta a comprovare la loro avvenuta accettazione in via definitiva e validità al momento dell’iscrizione (par. 4.1.2 delle Procedure Applicative).

 

TAG: Preventivo di connessione, decadenza.  
 

Il preventivo di connessione accettato è necessario per l’iscrizione ai registri o per la partecipazione alle aste anche per le categorie di intervento diverse dalla nuova costruzione ?

​Il preventivo di connessione accettato è sempre necessario con la sola eccezione dei casi in cui l’intervento previsto non comporti alcuna modifica della connessione alla rete  esistente e/o del relativo regolamento d’esercizio.

TAG:Preventivo di connessione

Qual è la data di accettazione del preventivo di connessione?

La data di accettazione del preventivo per la connessione è definita dall’art. 1 comma 1.1, lettera e) dell’Allegato A alla deliberazione dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas ARG/elt 99/08 e s.m.i. (cd. TICA) come “la data di invio del documento relativo all’accettazione del preventivo per la connessione”. ​​

TAG:Preventivo di connessione, data accettazione

Qualora il Gestore di Rete dovesse modificare il preventivo di connessione già presentato in fase di iscrizione a Registro, come dovrà comportarsi il SR nel caso in cui il suo impianto entrasse in graduatoria?

Il possesso/titolarità del preventivo di connessione accettato in via definitiva è un requisito per la richiesta di iscrizione ai meccanismi di incentivazione di cui al DM 6 luglio 2012. L’AEEG, attraverso l’Allegato A alla deliberazione ARG/elt 99/08 e s.m.i., cosiddetto TICA, nello stabilire le regole per la connessione alle reti con obbligo di connessione di terzi degli impianti di produzione ha definito anche le modalità di gestione delle modifiche ai preventivi di connessione. Ferma restando la validità e l’efficacia del preventivo per la connessione accettato in via definitiva di cui il SR ha dichiarato gli estremi e la data di accettazione, sono ammesse modifiche al preventivo di connessione accettato in via definitiva se previste e avvenute nelle modalità sancite dal TICA e tali da non aver determinato varianti al titolo autorizzativo per modifica sostanziale.

TAG:Preventivo di connessione, modifiche

E’ possibile modificare i dati in Gaudi senza che ciò impatti sull'iscrizione ai registri?

​A seguito di modifiche apportate su un impianto, i relativi dati presenti su Gaudì devono essere sempre aggiornati.
Le modifiche, inoltre, devono essere tempestivamente comunicate al GSE che
si riserva di valutarne gli effetti al fine di verificare la sussistenza dei requisiti per la permanenza in graduatoria dell’impianto (vedi paragrafo 4.2 delle Procedure applicative).

TAG:Categoria intervento, potenza, idroelettrico

Interventi che modificano la potenza di un impianto idroelettrico esistente (es: variazione della portata e/o del salto) possono essere configurati come nuovo impianto ?

​Ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera a), un impianto alimentato da fonti rinnovabili è considerato un “nuovo impianto” quando è realizzato in un sito sul quale, prima dell’avvio dei lavori di costruzione, non era presente, da almeno cinque anni, un altro impianto, anche dismesso, alimentato dalla stessa fonte rinnovabile. Nel caso in cui non sia soddisfatta tale condizione, l’intervento può configurarsi come integrale ricostruzione, rifacimento, potenziamento o riattivazione qualora soddisfi i relativi requisiti previsti rispettivamente dall’art. 2, comma 1, lett. b), c), d), e) e dall’Allegato 2 al Decreto.

TAG:Categoria intervento, potenza, idroelettrico

Nell’ambito di un costituendo sistema efficiente di utenza D.Lgs 115/2008, la domanda di iscrizione al Registro di cui al DM 6 luglio 2012 può essere presentata a nome del produttore (Soggetto Responsabile) o deve essere fatta a nome del cliente finale titolare del POD o a nome di entrambi? Su quale energia è riconosciuto l’incentivo ?

​La domanda di iscrizione al Registro deve essere sempre presentata dal Soggetto Responsabile, titolare dell’autorizzazione e dell’officina elettrica. In tal caso, è necessario che il soggetto richiedente disponga, ai fini della erogazione del servizio di connessione da parte del gestore di rete, di un mandato fornito dal cliente finale titolare del punto di connessione (POD).
L’incentivo è comunque erogato sulla produzione netta immessa in rete.

TAG:Sistema efficiente di utenza, SEU, POD

In caso di pagamento di un importo superiore a quello dovuto (ad esempio nel caso di sostituzione di una richiesta di iscrizione per la quale sia stato inizialmente indicato per errore un valore di potenza superiore a quello corretto) la differenza è rimborsabile?

In caso di pagamento di un importo superiore a quello dovuto, incluso il caso di sostituzione di una richiesta di iscrizione per la quale sia stato inizialmente indicato per errore un valore di potenza superiore a quello corretto, la differenza sarà rimborsata.

 

TAG:Rimborso pagamento importo superiore

Nel caso di impianti a bioliquidi sostenibili "non cogenerativi", quale valore del prezzo di cessione dell’energia elettrica (“parametro Re”) deve essere preso in considerazione per il calcolo della tariffa incentivante “I” di cui all’articolo 19, comma 1, del D.M. 6 luglio 2012?

​Il prezzo di cessione dell’energia elettrica (“Parametro Re”) da prendere in considerazione per il calcolo della tariffa incentivante "I", come definito dall’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico, è quello registrato nell’anno precedente e comunicato dalla stessa Autorità. Nel caso in cui tali impianti sono integrati in reti interne di utenza o in sistemi efficienti di utenza e sono entrati in esercizio entro l’11 luglio 2012, il prezzo di cessione dell’energia elettrica (“Parametro Re”) da prendere in considerazione per il calcolo della tariffa incentivante “I” è fisso e pari a quello registrato nel 2009

Questa pagina è stata aggiornata il 12/02/2015