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HomeEnergia FacileFAQQualificazione IAFR

Quali sono i tempi di risposta del GSE alle richieste di qualifica IAFR?

Il GSE comunica l’esito della richiesta di qualifica al Produttore entro 90 giorni dalla data di ricevimento della domanda (protocollo GSE di arrivo). La richiesta di qualifica si ritiene accolta anche in mancanza di pronunciamento del GSE entro 90 giorni dalla data di ricevimento della stessa.
Domande prive della documentazione attestante il versamento del contribuito delle spese di istruttoria non sono esaminate fino a che non perviene al GSE attestazione dell’avvenuto versamento;
in tal caso il termine di 90 giorni di cui al precedente capoverso decorre dalla data di ricezione della suddetta attestazione.
Nel caso di sospensione del procedimento di qualifica per richiesta, da parte del GSE, di documentazione integrativa il computo a scalare dei 90 giorni si interrompe per poi riprendere dalla data di ricevimento delle informazioni integrative. Per tale ragione, se G è il numero di giorni trascorsi dalla richiesta di integrazione, il GSE comunica l’esito entro i giorni 90+G.

Quali sono i possibili esiti della richiesta di qualifica IAFR?

A seguito dell’analisi effettuata sulla base del DM 18/12/2008 e delle Procedure tecniche di qualifica, i possibili esiti della richiesta di qualifica sono:
ESITO POSITIVO: l’impianto o la proposta di intervento è qualificato per il successivo rilascio dell’incentivazione;
ESITO NEGATIVO: l’impianto o la proposta di intervento non possiede i requisiti per ottenere la qualifica, oppure la documentazione presentata dal produttore manca di elaborati e/o documenti indispensabili per la verifica dei requisiti previsti;
SOSPENSIONE: per completare l’analisi della domanda presentata è necessario acquisire ulteriori documenti di approfondimento. La documentazione integrativa deve pervenire al GSE entro 60 giorni dalla richiesta di integrazione (protocollo GSE di partenza). Qualora la documentazione non pervenga entro la suddetta scadenza temporale, la richiesta di qualifica ha un esito negativo.

Quale è la documentazione da allegare alla richiesta di qualifica IAFR?

Ogni richiesta deve contenere la lettera di richiesta di qualifica accompagnata da copia del documento di identità del sottoscrivente e la scheda tecnica relativa al tipo di intervento (A, B, BP, C, D ed E).
Ulteriore documentazione necessaria ai fini del riconoscimento della qualifica varia in relazione alla tipologia di intervento (A, B, BP, C, D ed E) e allo stato dell’impianto alla data di presentazione della domanda (in esercizio o in progetto).
Nel caso di un impianto in esercizio, la richiesta di qualifica deve contenere:
- domanda di qualifica degli impianti IAFR. Utilizzare il facsimile presente sul sito datato e sottoscritto. La richiesta deve pervenire al GSE entro 3 anni dalla data di entrata in esercizio dell’impianto, pena l’inammissibilità agli incentivi;
- documentazione attestante il contributo delle spese di istruttoria. Compilare il facsimile riportato sul sito cui va allegata copia della distinta di pagamento effettuato tramite bonifico bancario;
- scheda tecnica dell’intervento sull’impianto. Compilare la scheda, scelta tra quelle presenti sul sito sulla base dell’intervento effettuato;
- relazione tecnica di riconoscimento (RTR). La RTR ha lo scopo di individuare la fonte rinnovabile, caratterizzare tecnicamente l’impianto e la categoria di intervento effettuato ai fini della qualifica IAFR e deve essere corredata dei relativi elaborati tecnici e documentali;
- piano di caratterizzazione delle biomasse. Compilare anche la scheda di caratterizzazione reperibile sul sito;
- copia del progetto definitivo dell’impianto presentato alle pubbliche autorità per l’ottenimento delle autorizzazioni;
- copia delle principali autorizzazioni necessarie per la costruzione e l’esercizio dell’impianto;
- denuncia di apertura di officina elettrica (primo impianto o sostitutiva) e relativo verbale di verifica da parte dell’UTF. Qualora, ai sensi della vigente normativa fiscale tali documenti non siano disponibili, il produttore dovrà presentare la Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà riportata sul sito comprensiva dei documenti ivi richiesti;
- regolamento di esercizio con il gestore della rete locale (e.g. ENEL, ACEA, IRIDE etc.), comprensivo della dichiarazione di messa in tensione dell’impianto di connessione.
Nel caso di un impianto in progetto, la richiesta di qualifica deve contenere - gli stessi documenti previsti nel caso precedente, tranne gli ultimi due.
I principali contenuti della Relazione tecnica di riconoscimento (RTR) sono i seguenti:
- descrizione dell’impianto e dell’intervento effettuato;
- dati tecnici riguardanti: la fonte utilizzata, la potenza nominale e la potenza media annua dell’impianto, l’energia incentivabile a secondo della categoria di intervento;
- elaborati grafici: corografia, planimetria generale, schema funzionale d’impianto, schema elettrico unifilare dell’impianto, schema idraulico;
- nel caso di centrali ibride, il calcolo dell’energia netta imputabile alla fonte rinnovabile;
- nel caso di interventi di potenziamento e rifacimento parziale e totale (A, B, BP), la produzione storica attestata da specifiche dichiarazioni UTF;
- nei casi di rifacimenti parziali e totali (B e BP), dossier fotografico che illustri le condizioni ante e post operam;
- nel caso di impianti idroelettrici che utilizzano sistemi di pompaggio, descrizione dettagliata dello stesso per la quantificazione dell’energia attribuibile ai sistemi di pompaggio;
- dichiarazione del produttore di non incorrere nel divieto di cumulo di incentivi.

E’ necessario aver ottenuto l’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto per richiedere la qualifica IAFR?

Sì, sia che si tratti di un impianto in esercizio, sia che si tratti di un impianto in progetto all’atto della richiesta di qualifica IAFR l’impianto deve aver già ottenuto le autorizzazioni necessarie per la costruzione e l’esercizio.
Qualora l’impianto non necessiti di autorizzazioni o comunque trovi applicazione normativa nazionale, regionale o locale semplificativa, il produttore dovrà dichiararlo ed allegare alla richiesta copia della normativa regionale o locale e delle eventuali comunicazioni dovute ai sensi della medesima normativa.

La qualifica IAFR dà automaticamente diritto alla Garanzia di Origine (GO)?

La qualifica IAFR non dà automaticamente diritto al riconoscimento della GO, perché quest’ultima può essere richiesta soltanto per gli impianti in esercizio che hanno una produzione di energia elettrica annua netta non inferiore a 50 MWh.
Anche nel caso, quindi, in cui lo stesso impianto in esercizio per il quale si richiede la GO è già stato qualificato IAFR, il Produttore deve comunque presentare la richiesta di identificazione (IRGO), allegando la stessa RTR inviata con la richiesta di qualifica IAFR.

Le fonti rinnovabili riconosciute ai fini della Qualifica IAFR sono le stesse di quelle per il rilascio della GO?

Si, sia la qualifica IAFR che il rilascio della GO riguardano le fonti rinnovabili definite dall’art. 2 comma 1 del Decreto Legislativo 29 dicembre 2003, n. 387 e successive modificazione ed integrazioni:
fonti rinnovabili: le fonti energetiche rinnovabili non fossili (eolica, solare, geotermica, del moto ondoso, maremotrice, idraulica, biomasse, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas);
biomassa: parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.

Che differenza c’è tra il meccanismo della Tariffa nnicomprensiva e quello dei Certificati Verdi?

Nel caso di impianti di potenza superiore ad 1 MW (200 kW per gli eolici), l’unico sistema di incentivazione a cui si può aver diritto è quello dei Certificati Verdi. Nel caso di impianti di potenza non superiore ad 1 MW (200 kW per gli eolici), il produttore può optare, per il meccanismo dei Certificati Verdi oppure per quello della Tariffa Onnicomprensiva (Tab. 3 relativa all’art.2 comma 145 della Legge n. 244 del 24/12/2007), purchè l’impianto sia entrato in esercizio dopo il 31/12/2007.
Per gli impianti entrati in esercizio dopo il 31/12/2007, per entrambi i meccanismi, la legge prevede una durata di 15 anni dell’incentivo.
I certificati verdi sono titoli rilasciati dal GSE in misura proporzionale all’energia prodotta. Un produttore somma ai ricavi derivanti dalla vendita dei certificati verdi quelli derivanti dalla vendita dell’energia immessa in rete. Il prezzo di vendita dei Certificati Verdi è soggetto alle fluttuazioni di mercato.
Sulla base del meccanismo della Tariffa Onnicomprensiva viceversa si ha diritto ad una unica fonte di ricavo, erogata dal GSE, proporzionale all’energia immessa in rete (e non a tutta quella prodotta). Il valore della Tariffa Onnicomprensiva, inclusivo sia della “quota incentivo” sia della “quota vendita elettricità”, è costante per tutti i 15 anni di incentivazione.

Nel caso in cui, nel corso del periodo di incentivazione di un impianto di generazione elettrica, si renda necessaria l’esecuzione di interventi di manutenzione programmata/straordinaria su motori/turbine/alternatori/gruppi di generazione per i quali sia richiesta una lavorazione all’esterno, è possibile provvedere alla sostituzione temporanea degli stessi con altri componenti al fine di garantire la continuità della produzione?

E’ possibile sostituire temporaneamente un motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione (nel seguito, in generale, anche componente o dispositivo), inviato alla casa costruttrice o ad altra ditta specializzata per l’effettuazione dei richiesti interventi di manutenzione programmata/straordinaria, con un altro motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione, a condizione che: 
a)      il motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione sostitutivo (nel seguito anche denominato e inteso quale “componente di scorta”) soddisfi i seguenti requisiti:
i. utilizzi la stessa tecnologia e la stessa fonte di quello sostituito temporaneamente;

ii. abbia una potenza meccanica nominale (nel caso di sostituzione di un motore o di una turbina) o una potenza elettrica attiva nominale (nel caso di sostituzione di un alternatore o di un gruppo di generazione) non superiore a quella del componente sostituito temporaneamente;
 
iii. sia di proprietà esclusiva del titolare della qualifica IAFR;
 
iv. non sia già stato impiegato in altri impianti incentivati; 

b)      prima dell’intervento di manutenzione, il titolare della qualifica IAFR provveda a inviare al GSE, all’indirizzo di posta elettronica gestione.esercizioferelettriche@gse.it, inserendo nell’oggetto “COMUNICAZIONE DI SOSTITUZIONE TEMPORANEA” e indicando il numero identificativo (numero pratica IAFR) dell’impianto oggetto dell’intervento con i relativi codici CENSIMP e POD, i seguenti documenti:

· relazione tecnico-descrittiva comprensiva del dettaglio degli interventi di manutenzione programmata/straordinaria previsti su ciascun motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione o altro dispositivo in cui siano specificati, tra l’altro, i dati di targa di ciascun componente di scorta quali, in via esemplificativa: potenza, costruttore, modello, matricola e caratteristiche tecniche;
 
· cronoprogramma di dettaglio degli interventi di manutenzione programmata/straordinaria previsti all’interno dell’impianto, con specificazione dei tempi richiesti per la sostituzione di ciascun motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione o altro dispositivo interessato dall’intervento. 
Si precisa che il motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione sostitutivo deve considerarsi unicamente come componente di scorta fredda. In caso di necessità, nel solo periodo di manutenzione, il componente di scorta può essere collegato a uno dei quadri elettrici dei gruppi di generazione esistenti, tramite un apposito cablaggio da realizzarsi con connettori rapidi. In condizioni di normale funzionamento dell’impianto, il componente di scorta deve essere fisicamente scollegato dall’impianto e non deve essere dotato di un proprio quadro elettrico, anche al fine di garantire che lo stesso non possa entrare in funzione insieme agli altri gruppi di generazione eventualmente presenti all’interno dell’impianto.
Allo stesso modo, per l’eventuale componente di scorta non deve essere predisposto alcun alloggiamento e alcuna tubazione per l’alimentazione del combustibile (rinnovabile e non).
 

TAG: Sostituzioni Temporanee, Turbina, Motore, Alternatore, Gruppo Di Generazione

È possibile, in caso di guasto, furto o malfunzionamento, sostituire definitivamente motori/turbine/alternatori/gruppi di generazione di un impianto di generazione elettrica incentivato con altri componenti al fine di garantire la continuità della produzione?

E’ possibile sostituire un motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione (nel seguito, in generale, anche componente o dispositivo), con un altro motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione, a condizione che:
 
a)      il motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione sostitutivo soddisfi i seguenti requisiti:
 
i.            utilizzi la stessa tecnologia e la stessa fonte di quello sostituito;
ii.            abbia una potenza meccanica nominale (nel caso di sostituzione di un motore o di una turbina) o una potenza elettrica attiva nominale (nel caso di sostituzione di un alternatore o di un gruppo di generazione) non superiore a quella del componente sostituito;

iii.            sia di proprietà esclusiva del titolare della qualifica IAFR;

iv.            non sia già stato impiegato in altri impianti incentivati;
 
b)      prima dell’intervento, il titolare della qualifica IAFR provveda a inviare al GSE, all’indirizzo di posta elettronica gestione.esercizioferelettriche@gse.it, inserendo nell’oggetto “COMUNICAZIONE DI SOSTITUZIONE PER GUASTO/FURTO/MALFUNZIONAMENTO” e indicando il numero identificativo (numero pratica IAFR) dell’impianto oggetto dell’intervento con i relativi codici CENSIMP e POD, una copia dei seguenti documenti:
 
·         relazione tecnico-descrittiva comprensiva del dettaglio degli interventi previsti su ciascun motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione o altro dispositivo in cui siano specificati, tra l’altro, il motivo per cui viene eseguito tale intervento (guasto/furto/malfunzionamento) e i dati di targa di ciascun componente sostitutivo quali, in via esemplificativa: potenza, costruttore, modello, matricola e caratteristiche tecniche;


·         cronoprogramma di dettaglio degli interventi previsti all’interno dell’impianto, con specificazione dei tempi richiesti per la sostituzione di ciascun motore/turbina/alternatore/gruppo di generazione o altro dispositivo interessato dall’intervento;

·         denuncia presentata agli enti competenti (nel solo caso di furto);

 
 

c)       a intervento effettuato, nei soli casi di sostituzione per guasto o malfunzionamento, il titolare della qualifica IAFR provveda a inviare al GSE, all’indirizzo di posta elettronica gestione.esercizioferelettriche@gse.it, inserendo nell’oggetto “COMUNICAZIONE DI AVVENUTA SOSTITUZIONE PER GUASTO/MALFUNZIONAMENTO” e indicando il numero identificativo (numero pratica IAFR) dell’impianto oggetto dell’intervento con i relativi codici CENSIMP e POD, il certificato di avvenuto “smaltimento” del componente sostituito o in alternativa una dichiarazione resa ai sensi del D.P.R. 445/2000 attestante la destinazione d’uso del medesimo. Nel caso in cui il componente sostituito venga riutilizzato su un altro impianto, vanno indicati nella dichiarazione l’ubicazione (Regione, Provincia, Comune, foglio/i e particella/e) e i codici CENSIMP e POD dell’impianto su cui è stato/sarà installato il componente sostituito.

 

TAG: Sostituzioni definitive, Guasto, Furto, Malfunzionamento, Turbina, Motore, Alternatore, Gruppo di generazione

Questa pagina è stata aggiornata il 06/02/2014