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Biomasse

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La normativa nazionale, recependo quella europea, definisce la biomassa come: “la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui provenienti dall'agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali) e dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, compresa la pesca e l’acquacoltura, gli sfalci e le potature provenienti dal verde urbano nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani”.
Le biomasse possono essere utilizzate per alimentare impianti che generano elettricità o calore. A seconda della tecnologia e degli usi finali dell’energia prodotta (termici e/o elettrici), è possibile scegliere tra una pluralità di soluzioni impiantistiche. Esse comprendono impianti alimentati da biomasse solide (come legna da ardere, pellet o cippato), liquide (come il biodiesel) o gassose (come il biogas prodotto ad esempio dai reflui zootecnici).
 
L’utilizzo delle biomasse esclusivamente a scopi termici, per il riscaldamento o per la produzione di acqua calda sanitaria, avviene soprattutto mediante impianti domestici o scambiatori di calore allacciati a reti di teleriscaldamento. I combustibili prevalentemente utilizzati sono le biomasse legnose come: legna da ardere in ciocchi, legno sminuzzato (cippato) e pastiglie di legno macinato e pressato (pellet e bricchetti). Le soluzioni impiantistiche più diffuse sono le caldaie, le stufe ed i termocamini.
Le biomasse, se utilizzate all’interno di un ciclo locale di produzione-utilizzazione nel rispetto del patrimonio forestale e della biodiversità, rappresentano una preziosa risorsa energetica rinnovabile.
 

Le tipologie di impianti

Le stufe ed i termocamini
 
Le stufe sono costituite da un focolare chiuso da una superficie vetrata e collegato all’ambiente esterno mediante la canna fumaria o il camino (in questo caso ci si riferisce ai termocamini). In commercio esistono stufe per la combustione sia della legna sia del pellet.
Nelle stufe ad aria, il calore prodotto nel focolare è utilizzato direttamente per il riscaldamento degli ambienti interni. Le stufe ad aria possono riscaldare la singola stanza in cui sono collocate ma anche, attraverso una ventola e un sistema di canalizzazione dell’aria calda, riscaldare tutti gli ambienti di una abitazione.
Nelle stufe ad acqua, il calore prodotto nel focolare scalda l’acqua dell’impianto di riscaldamento sostituendosi quindi alla caldaia autonoma tradizionale.
Le stufe che si impiegano più frequentemente hanno una potenza non elevatissima e dunque sono utilizzate per soddisfare al più il fabbisogno di un singolo appartamento o una piccola abitazione.
Per coprire il fabbisogno termico di una o più abitazioni, sia per il riscaldamento sia per l’acqua calda sanitaria, sono impiegate le caldaie a biomassa.
 
Le caldaie
 
Le caldaie funzionano in modo analogo alle stufe e ai termocamini ad acqua. Si distinguono da esse per la presenza di un focolare totalmente chiuso, per una potenza superiore e per la loro collocazione in un locale tecnico dedicato.
Le caldaie a biomassa per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria sono in grado di utilizzare vari tipi di combustibile quali ad esempio: pellet, bricchetti, cippato, gusci e noccioli dei frutti.
Le caldaie possono raggiungere potenze molto elevate e possono essere anche impiegate in centrali termiche allacciate a reti di teleriscaldamento, in modo da poter distribuire il calore alle varie utenze connesse.
 
Le reti di teleriscaldamento
 
Le reti di teleriscaldamento sono costituite da un insieme di tubazioni che collegano una o più centrali (ad esempio una caldaia alimentata da biomasse) alle varie utenze allacciate alla rete, come ad esempio gli edifici residenziali di interi quartieri o piccoli paesi.
Il calore prodotto dalla centrale è trasportato lungo la rete di tubazioni mediante la circolazione di acqua calda. La cessione del calore avviene attraverso uno scambiatore, sostitutivo del tradizionale impianto termico, collocato all’interno dell’utenza connessa. L’energia termica assorbita dallo scambiatore è utilizzata per il riscaldamento e/o la produzione di acqua calda sanitaria.
 
I generatori di calore a biomassa possono usufruire degli incentivi legati agli interventi di risparmio ed efficienza energetica, fra i quali i principali sono:
  • gli incentivi previsti dal nuovo DM 28 dicembre 2012 cosiddetto “Conto Termico”
  • i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche noti come Certificati Bianchi.
  • le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico;
Inoltre, gli utenti delle reti di teleriscaldamento alimentate da biomasse possono usufruire di un credito di imposta.
 
Il DM 28 dicembre 2012, il c.d. decreto “Conto Termico”, attua il regime di sostegno introdotto dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. è il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, inclusa l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari.
 
Il DM 28 dicembre 2012 predispone un sistema di incentivazione rivolto:
  • alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti di climatizzazione e/o produzione di acqua calda sanitaria alimentati a fonti rinnovabili (impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling, pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa)
  • alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione)
  • all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione delle superfici opache, sostituzione serramenti e installazione schermature solari)
Il nuovo decreto introduce, a certe condizioni, anche incentivi specifici per la Diagnosi Energetica e la Certificazione Energetica, se abbinate agli interventi sopra citati.
Il nuovo meccanismo di incentivazione è rivolto a due tipologie di soggetti:
  • Pubbliche Amministrazioni;
  • Soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario.
Il soggetto che ha sostenuto le spese per la realizzazione degli interventi e che perciò beneficerà dell’incentivo si definisce "Soggetto Responsabile”. Esso può operare personalmente o attraverso un soggetto delegato alla presentazione della richiesta d’incentivo e alla gestione dei rapporti contrattuali con il GSE.
Il nuovo decreto differenzia gli incentivi sulla base della tipologia di intervento effettuato in funzione dell’energia producibile con gli impianti alimentati a fonti rinnovabili e/o in funzione dell’incremento dell’efficienza energetica dell’edificio.
L’incentivo è sostanzialmente un contributo alle spese sostenute per la realizzazione dell’intervento ed è erogato in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati. Il decreto stanzia fondi per una spesa annua cumulata massima di 200 mln di euro per gli interventi realizzati o da realizzare dalle Amministrazioni pubbliche e una spesa annua cumulata pari a 700 mln di euro per gli interventi realizzati da parte dei soggetti privati. Le misure di incentivazione sono sottoposte ad aggiornamento periodico.
 

Energia termica da FER: tipologie di intervento incentivabili

Possono accedere agli incentivi previsti dal DM 28 dicembre 2012 i seguenti interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza:
  1. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
  2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
  3. installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  4. sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.
Per poter accedere agli incentivi, gli interventi di sostituzione di impianti/apparecchi sopra elencati devono essere realizzati in edifici esistenti dotati di impianto di climatizzazione.
I generatori di calore alimentati a biomassa possono essere installati anche in sostituzione di impianti di riscaldamento di serre esistenti e fabbricati rurali esistenti oppure possono essere installati, anche senza sostituzione, in aziende agricole, anche non dotate di impianti di climatizzazione.
In caso di installazione di impianti solari termici, anche abbinati a tecnologia solar cooling, gli interventi possono essere realizzati anche su edifici nuovi, serre o terreni (es. campi solari asserviti a reti di teleriscaldamento, stabilimenti balneari, campeggi, ecc.).
Gli interventi accedono agli incentivi del Conto Termico limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione rilevante, previsti dal D.Lgs. 28/11 e necessari per il rilascio del titolo edilizio.
Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza
Tipologia SoggettiAmmessi​ Durata in anni1
Tabelle di riferimento per il calcolo incentivo come da DM
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di utilizzanti pompe di calore pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche con potenza termica utile nominale fino a 1000 kW PA e soggetti privati Con Pn ≤ 35kW: 2 anni Allegato II, tabella 4
Con Pn ≤ 1000 kW: 5 anni
Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore PA e soggetti privati con capacità ≤ 150 litri: 1 anno; con capacità > 150 litri: 2 anni Valore max incentivo: con capacità ≤ 150 litri: 400 €; con capacità > 150 litri: 700 €
Installazione di collettori solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling, con superficie solare lorda fino a 1000 m2 PA e soggetti privati Con superficie solare lorda ≤ 50 m2: 2 anni Allegato II, tabella 13
Con superficie solare lorda ≤ 1000 m2: 5 anni
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa con potenza termica nominale al focolare fino a 1000 kW PA e soggetti privati Con Pn ≤ 35kW: 2 anni Allegato II, tabella 5
Con Pn ≤ 1000 kW: 5 anni

Per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, il decreto predispone schemi di calcolo specifici per tecnologia, in base a
  • coefficienti di valorizzazione dell’energia prodotta, come stabiliti dalle tabelle riportate in allegato al Decreto;
  • producibilità presunta di energia termica dell’impianto/sistema installato, in funzione della taglia e della zona climatica e delle prestazioni della macchina;
  • esclusivamente per i generatori di calore alimentati a biomassa, coefficienti premianti in relazione alla sostenibilità ambientale della tecnologia (emissioni di polveri);
  • esclusivamente per il solare termico, la superficie lorda dell’impianto.
Gli incentivi per un singolo immobile sono utilizzabili una sola volta per singolo intervento o, se previsto, fino al raggiungimento del massimale del valore di incentivo ammissibile per tipologia di intervento.
 
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa , l’incentivo è calcolato secondo la seguente formula:
 
Caldaie a biomassa:
Ia tot = Pn · hr · Ci · Ce

 dove

Ia tot è l’incentivo annuo in euro;
Ci è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/kWht, definito in Tabella 1 distinto per tecnologia installata;
Pn è la potenza termica nominale dell’impianto;
hr sono le ore di funzionamento stimate in relazione alla zona climatica di appartenenza.
Ce

è il coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri distinto per tipologia installata per le caldaie a legna e per le caldaie a pellets.

 

Stufe a pellets, stufe a legna e termocamini:
Ia tot = 3,35 · ln(Pn) · hr · Ci · Ce
dove
Ia tot è l’incentivo annuo in euro;
Ci è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/kWht, definito in Tabella 1 distinto per tecnologia installata;
Pn è la potenza termica nominale dell’impianto;
hr sono le ore di funzionamento stimate in relazione alla zona climatica di appartenenza.
Ce è il coefficiente premiante riferito alle emissioni di polveri distinto per tipologia installata per i termocamini e le stufe a legna e per le stufe a pellets

 

Tabella 1 – Coefficienti di valorizzazione dell’energia termica prodotta da impianti a biomassa.

Tipologia di intervento Ci per gli impianti con potenza termica nominale inferiore o uguale a 35 kW Ci per gli impianti con potenza termica nominale maggiore di 35 kWt e inferiore o uguale a 500 kWt Ci per gli impianti con potenza termica nominale maggiore di 500 kWt
Caldaie a biomassa 0,045 (€/kWht) 0,020 (€/kWht) 0,018 (€/kWht)
Termocamini e stufe a legna 0,040 (€/kWht) - -
Termocamini e stufe a pellets 0,040 (€/kWht) - -
 

Ore di funzionamento e coefficienti premianti riferiti alle emissioni

Ore di funzionamento stimate in relazione alla zona climatica di appartenenza
Zona climatica hr
A 600
B 850
C 1100
D 1400
E 1700
F 1800

Coefficiente moltiplicativo Ce applicabile alle caldaie a legna e A pellets in relazione ai livelli di emissione di particolato primario.
Caldaie a legna (escluso il pellet) Caldaie a pellets
Particolato primario totale comprensivo della frazione condensabile (PPBT)
(mg/Nm3 rif. al 13% O2
Ce Particolato primario totale comprensivo della frazione condensabile (PPBT)
(mg/Nm3 rif. al 13% O2
Ce
30< Emissioni ≤ 40 1 20< Emissioni ≤ 30 1
20< Emissioni ≤ 30 1,2 10< Emissioni ≤ 20 1,2
Emissioni ≤ 20 1,5 Emissioni ≤ 10 1,5

Coefficiente moltiplicativo Ce applicabile a termocamini e stufe a legna e a pellets in relazione ai livelli di emissione di particolato primario
Stufe e termocamini a legna (escluso il pellet) Stufe e termocamini a pellets
Particolato primario totale comprensivo della frazione condensabile (PPBT)
(mg/Nm3 rif. al 13% O2
Ce Particolato primario totale comprensivo della frazione condensabile (PPBT)
(mg/Nm3 rif. al 13% O2
Ce
60< Emissioni ≤ 80 1 30< Emissioni ≤ 40 1
40< Emissioni ≤ 60 1,2 20< Emissioni ≤ 30 1,2
Emissioni ≤ 40 1,5 Emissioni ≤ 20 1,5

Emissioni in atmosfera per gli impianti a biomassa.
Particolato primario totale comprensivo della frazione condensabile (PPBT) (*)
(mg/Nm3 rif. 13% O2)
CO
(g/Nm3 rif. 13% O2)
Caldaia a biomassa solida (escluso il pellet) 40 0,30
Caldaia a pellets 30 0,25
Stufe e termocamini a legna 80 1,25
Stufe e termocamini a pellets 40 0,25
 
Come stabilito dal D.lgs. 28/11, l'incentivo è erogato dal GSE, che a tal fine ha predisposto un portale internet dedicato, attraverso il quale i soggetti interessati a richiedere l’incentivo possono compilare e inviare la documentazione necessaria.
In particolare, per verificare il rispetto dei requisiti tecnici definiti dal decreto e per il calcolo dell’incentivo, al soggetto responsabile sarà richiesto di compilare una scheda-domanda contenente informazioni relative alle caratteristiche specifiche dell’intervento per cui è richiesto l’incentivo.
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con generatori di calore a biomasse con potenza termica nominale complessiva superiore a 500 kW e fino a 1 MW, il soggetto responsabile dovrà richiedere al GSE l’iscrizione ad appositi registri informatici.
Per gli interventi che accedono agli incentivi previa iscrizione ai registri (pompe di calore e generatori a biomasse) è previsto un contingente di spesa annua fino a 7 mln di euro per le Amministrazioni pubbliche e fino a 23 mln di euro per i soggetti privati.
Il GSE pubblica il bando relativo alla procedura di iscrizione ai registri, dando evidenza dei relativi contingenti disponibili, 30 giorni prima della data di avvio del periodo per la presentazione delle domande di iscrizione ai registri, che è fissato in 60 giorni.
A seguito dell’iscrizione a registro, il GSE forma le graduatorie degli impianti iscritti, secondo criteri di priorità stabiliti in base a:
  1. impianti che, pur avendo presentato domanda completa ed idonea per l'accesso ai meccanismi incentivanti di cui al DM 28 dicembre 2012, siano risultati in posizione tale da non rientrare nel contingente previsto, per gli anni successivi al 2013;
  2. minor potenza degli impianti;
  3. canteriorità del titolo autorizzativo;
  4. precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro
Gli impianti inclusi nelle graduatorie devono entrare in esercizio entro 12 mesi, a partire dalla data della comunicazione di esito positivo della procedura. In caso contrario saranno applicate le sanzioni indicate dal Decreto. Le graduatorie formate a seguito dell'iscrizione ai registri non sono soggette a scorrimento. Sono esclusi dall’incentivo gli impianti che utilizzano per la generazione la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani.
E’ richiesta, per tutti gli impianti a biomassa che accedono agli incentivi, almeno una manutenzione biennale obbligatoria per tutta la durata dell’incentivo. La manutenzione dovrà essere effettuata sul generatore di calore e sulla canna fumaria.
L’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali, ad eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse. Limitatamente agli edifici pubblici ad uso pubblico, gli incentivi previsti dal DM 28 dicembre 2012 sono cumulabili con gli incentivi in conto capitale, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.
Nei casi di interventi beneficiari di altri incentivi non statali cumulabili, l’incentivo è attribuibile nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale vigente.
 

Criteri di ammissibilità per impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa

  1. Per le caldaie a biomassa di potenza termica nominale inferiore o uguale a 500 kWt:
    1. certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 303-5 classe 5;
    2. rendimento termico utile non inferiore a 87% + log(Pn) dove Pn è la potenza nominale dell’apparecchio;
    3. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nell’Allegato II del Decreto, come certificate da un organismo accreditato;
    4. obbligo di installazione di un sistema di accumulo termico dimensionato secondo quanto segue:
      1. per le caldaie con alimentazione manuale del combustibile, in accordo con quanto previsto dalla norma EN 303-5;
      2. per le caldaie con alimentazione automatica del combustibile, prevedendo un volume di accumulo non inferiore a 20dm3/kWt.
    5. il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo accreditato che ne attesti la conformità alla norma UNI EN 14961-2 classe A1 oppure A2.
    6. possono altresì essere utilizzate altre biomasse combustibili purché previste tra quelle indicate dal D.Lgs 152/2006 e succ. mod. Parte quinta, Allegato X parte II, Sezione 4, solo nel caso in cui la condizione di cui al punto iii risulta certificata anche per tali combustibili.
  2. Per le caldaie a biomassa di potenza termica nominale superiore a 500 kWt e inferiore o uguale a 1000 kWt:
    1. rendimento termico utile non inferiore all'89% attestato da una dichiarazione del produttore del generatore nella quale deve essere indicato il tipo di combustibile utilizzato;
    2. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nell’Allegato II del decreto, come certificate da un laboratorio accreditato secondo la norma EN ISO/IEC 17025 misurate in sede di impianto;
    3. il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo accreditato che ne attesti la conformità alla norma UNI EN 14961 - 2 classe A1 oppure A2;
    4. possono altresì essere utilizzate altre biomasse combustibili purché previste tra quelle indicate dal D.Lgs 152/2006 e succ. mod. Parte quinta, Allegato X parte II, Sezione 4, solo nel caso in cui la condizione di cui al punto iii risulta certificata anche per tali combustibili.
  3. Per le stufe ed i termocamini a pellet:
    1. certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 14785;
    2. rendimento termico utile maggiore dell'85%;
    3. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nell’Allegato II del decreto, come certificate da un organismo accreditato;
    4. il pellet utilizzato deve essere certificato da un organismo accreditato che ne attesti la conformità alla norma UNI EN 14961-2 classe A1 oppure A2
  4. Per i termocamini a legna
    1. siano installati esclusivamente in sostituzione di camini aperti;
    2. certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13229;
    3. rendimento termico utile maggiore dell’85%;
    4. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nell’Allegato II del decreto, come certificate da un organismo accreditato;
    5. possono altresì essere utilizzate altre biomasse combustibili purché previste tra quelle indicate dal D.Lgs 152/2006 e succ. mod. Parte quinta, Allegato X parte II, Sezione 4, solo nel caso in cui la condizione di cui al punto iii risulta certificata anche per tali combustibili.
  5. Per le stufe a legna
    1. certificazione di un organismo accreditato che attesti la conformità alla norma UNI EN 13240;
    2. rendimento termico utile maggiore dell'85%;
    3. emissioni in atmosfera non superiori a quanto riportato nell’Alllegato II del decreto, come certificate da un organismo accreditato;
    4. possono altresì essere utilizzate altre biomasse combustibili purché previste tra quelle indicate dal D.Lgs 152/2006 e succ. mod. Parte quinta, Allegato X parte II, Sezione 4, solo nel caso in cui la condizione di cui al punto iii risulta certificata anche per tali combustibili.
 
 
I Titoli di Efficienza Energetica (TEE) rappresentano un meccanismo di incentivazione del risparmio energetico negli usi finali dell’energia.
Il meccanismo non si rivolge direttamente a tutti i consumatori finali di energia ma solo a specifici operatori e soggetti professionali.
I TEE, comunemente noti come Certificati Bianchi, sono ottenibili previa la verifica e certificazione da parte del GSE dei risparmi energetici conseguiti da un determinato progetto. Il Gestore dei Mercati Energetici (GME), a seguito della certificazione dei risparmi da parte del GSE, emette i TEE relativi al progetto e ne gestisce l’eventuale negoziazione tramite un mercato dedicato (Mercato dei TEE).
Il quadro normativo nazionale è stato recentemente modificato con la pubblicazione del decreto 28 dicembre 2012, che definisce i nuovi obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico – crescenti nel tempo - per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per il periodo 2013-2016 e tra le novità introduce nuovi soggetti ammessi al meccanismo.
L’Italia è stato il primo Paese ad aver reso obbligatorio il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica.
 
Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica si fonda sull’obbligo posto in capo alle aziende distributrici di gas e/o di energia elettrica con più di 50.000 clienti finali, di conseguire un obiettivo annuo prestabilito di risparmio energetico.
Il risparmio energetico è misurato in “tep” (tonnellate equivalenti di petrolio), che corrisponde all’energia sviluppata dalla combustione di una tonnellata di petrolio. Un TEE corrisponde al risparmio di 1 tep
A seconda del tipo di energia primaria risparmiata (energia elettrica, gas, altri combustibili) si distinguono cinque tipologie di Titoli di Efficienza Energetica.
 

Le tipologie di Titoli

La Deliberazione n. 53/2013/r/efr dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 14 febbraio 2013 (prime misure urgenti di aggiornamento dei regolamenti del mercato e delle transazioni bilaterali dei titoli di efficienza energetica in coerenza con il disposto del decreto ministeriale 28 dicembre 2012) ha ulteriormente ampliato il numero di tipologie di Titoli già previste dalle Linee guida (Delibera AEEG n. EEN 9/11 del 27 ottobre 2011).
Le tipologie di TEE che è possibile richiedere sono otto:
  • titoli di tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di energia elettrica;
  • titoli di tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi di gas naturale;
  • Titoli di tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale, non destinate all’impiego per autotrazione (ad esempio risparmio di olio combustibile o di gasolio);
  • titoli di tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale non destinate all’impiego per autotrazione (ad esempio risparmio di olio combustibile o di gasolio utilizzato per il riscaldamento invernale);
  • titoli di tipo IV, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale realizzati nel settore dei trasporti e valutati con le modalità previste dall’articolo 30 del D.lgs. n. 28/11;
  • titoli di tipo V, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale realizzati nel settore dei trasporti e valutati con modalità diverse da quelle previste dall’articolo 30 del D.lgs. n. 28/11;
  • titoli di tipo II-CAR, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria, la cui entità è stata certificata sulla base di quanto disposto dal decreto ministeriale 5 settembre 2011;
  • titoli di tipo IN, emessi a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per l’innovazione tecnologica;
  • titoli di tipo E, emessi a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per la riduzione delle emissioni in atmosfera.
 
Le aziende distributrici di elettricità e gas (soggetti obbligati) possono assolvere al proprio obbligo realizzando interventi che danno diritto ai TEE, direttamente presso gli utenti finali, oppure acquistando i TEE equivalenti alla loro quota di obbligo sul Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica.
L’offerta di Titoli sul mercato può essere data anche dai cosiddetti “soggetti volontari”, i quali realizzano interventi di risparmio energetico presso gli utenti finali e vendono i TEE ottenuti ai soggetti obbligati.
 

I soggetti volontari

I soggetti volontari sono:
  • le società di servizi energetici (SSE -anche conosciute come ESCO, Energy Service Company), le quali effettuano interventi finalizzati a realizzare risparmi energetici negli usi finali, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa;
  • i distributori di energia elettrica e gas con meno di 50.000 clienti finali o le società controllate dai distributori obbligati;
  • le società con obbligo di nomina degli energy manager (SEM), (gli energy manager sono formalmente i “responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ex art. 19 L. 10/91) figure professionali che hanno il compito di analizzare e ottimizzare il bilancio energetico delle aziende, pubbliche o private, che superino un consumo energetico annuo di 10.000 tep per il settore industriale e 1.000 tep per gli altri settori.
  • Imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, compresi gli Enti pubblici, purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (energy manager) oppure siano certificati ISO 50001 e mantengano in essere queste condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell’intervento
 
Il valore dei Titoli di Efficienza Energetica dipende dagli esiti delle contrattazioni, che avvengono o sul mercato organizzato dal GME, oppure in virtù di accordi bilaterali (comunque registrati dal GME). Tali contrattazioni si hanno tra soggetti obbligati (acquirenti) e soggetti volontari (venditori).
Negli ultimi anni il valore medio dei TEE è cresciuto.
Nel corso dell’anno solare 2012 facendo riferimento all’insieme dei titoli di tipo I,II, e III, il valore medio degli scambi è stato di 101,28 €/TEE senza IVA. Secondo il rapporto statistico del GME relativo al primo semestre 2012, il valore medio dei TEE scambiati bilateralmente (pari a circa il 64% di tutti gli scambi) è stato 89,05 €/TEE, mentre il valore medio osservato per le contrattazioni avvenute sul mercato del GME (pari al 36% di tutti gli scambi) è stato 103,02 €/TEE.
 
Per ottenere i TEE, i soggetti obbligati e quelli volontari devono compiere attività che siano in grado di generare risparmi energetici.
Per il riconoscimento dei TEE i progetti devono consentire il raggiungimento di una soglia minima di risparmio di energia. Le soglie minime per presentare i progetti sono stabilite pari a 20 tep, 40 tep e 60 tep rispettivamente per progetti standard, analitici e a consuntivo.
Dal 3 febbraio 2013 il GSE gestisce l’attività di valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi (articolo 5, comma 1, del Decreto 28 dicembre 2012). Per svolgere questa attività il GSE si avvale del supporto di ENEA e di RSE, tenendo conto delle rispettive competenze.
Il GSE ha predisposto un sistema per l’invio telematico delle richieste di verifica e certificazione (RVC) e delle proposte di progetto e programma di misura (PPPM). A tal proposito i soggetti proponenti devono completare una procedura di accreditamento preliminare e propedeutica all'utilizzo dell'applicativo informatico “Efficienza Energetica”. Dopo aver completato la procedura di accreditamento, i soggetti obbligati e i soggetti volontari possono presentare, accedendo all'applicativo “Efficienza Energetica”, le nuove proposte e richieste:
 

Le metodologie di valutazione dei risparmi

Gli interventi che consentono l’ottenimento dei Certificati Bianchi devono determinare riduzioni quantificabili del consumo energetico. La normativa stabilisce tre tipi di valutazione dei risparmi.
  • La valutazione standardizzata quantifica il risparmio annuo dell'intervento in base alle unità fisiche (o UFR -Unità Fisiche di Riferimento) installate. Il risparmio annuo ottenibile da ogni dispositivo installato è stabilito nelle schede tecniche di valutazione standardizzata approvate dall'AEEG.
  • La valutazione analitica prevede una determinazione del risparmio annuo di energia in conformità a dei parametri di utilizzo degli impianti. Nelle schede tecniche di valutazione analitica sono stabiliti specifici algoritmi di calcolo in virtù dei quali si ricavano i risparmi conseguiti.
  • La valutazione a consuntivo si utilizza quando non sono applicabili i due metodi precedenti e non è disponibile un algoritmo predeterminato per la valutazione dei risparmi. La valutazione è quindi effettuata sulla base di algoritmi di calcolo proposti dall’operatore (proposta di progetto e programma di misura) ed valutati e approvati dal GSE e attraverso delle misure a consuntivo dei risparmi conseguiti dal singolo intervento.
Con l’entrata in vigore il 1 novembre 2011 delle nuove Linee Guida sono stati introdotti i cosiddetti coefficienti di durabilità che modificano le modalità di valutazione di tutti i tipi di progetti (standard, analitici e a consuntivo). I risparmi energetici verificati verranno moltiplicati per tali coefficienti i quali sono calcolati rapportando la vita tecnica degli interventi (che varia tra 5 e 30 anni) a quella utile (che varia tra 5 e 10 anni) e applicando un coefficiente di decadimento annuo dei risparmi (che varia tra 0 e 2%). Il coefficiente di durabilità tiene conto dei casi in cui la vita tecnica degli interventi supera la loro vita utile, ossia il periodo di diritto all’emissione di TEE. L’introduzione di questo nuovo coefficiente valorizza, quindi, anche i risparmi energetici generati oltre il periodo di riconoscimento dei TEE.

1Periodo di funzionamento dell’apparecchio/dispositivo in cui si realizza effettivamente il risparmio energetico

Per approfondire:
Tutte le schede tecniche per la quantificazione dei risparmi di energia approvate
 
Con il decreto 28 dicembre 2012, inoltre, vengono approvate 18 nuove schede tecniche per la quantificazione dei risparmi di energia primaria applicabili per la presentazione di richieste di verifica e certificazione standardizzate e analitiche e si prevede la possibilità che ENEA e, su richiesta del GSE, RSE predispongano ulteriori schede tecniche per la misurazione, la verifica e la quantificazione dei risparmi energetici relativi a interventi nei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni, del recupero termico, del solare termico a concentrazione, dei sistemi di depurazione delle acque e della distribuzione dell’energia elettrica
I certificati bianchi emessi per progetti presentati dopo il 3 gennaio 2013 non sono cumulabili con altri incentivi (comunque denominati) a carico delle tariffe dell’energia elettrica e il gas e con altri incentivi statali, fatto salvo l’accesso a fondi di garanzia, fondi di rotazione, contributi in conto interesse, detassazione del reddito d’impresa per l’acquisto di macchinari e attrezzature.
1Periodo di funzionamento dell’apparecchio/dispositivo in cui si realizza effettivamente il risparmio energetico
 

Grandi progetti

Il Decreto 28 dicembre 2012 definisce "grandi progetti" gli interventi infrastrutturali, anche asserviti a sistemi di risparmio energetico, trasporti e processi industriali, che comportino un risparmio stimato annuo superiore a 35.000 tep e che abbiano una vita tecnica superiore a 20 anni.
Per la quantificazione dei risparmi conseguiti attraverso i grandi progetti e il conseguente rilascio dei certificati bianchi, il Decreto prevede uno specifico atto interministeriale (del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) da definire, previo parere della Regione territorialmente interessata, sulla base dell’istruttoria tecnico-economica effettuata dal GSE con il supporto di ENEA ed RSE.
CIV-INF: settori residenziale, agricolo e terziario: riduzione dei fabbisogni di energia con e per applicazione ICT
Il Decreto prevede, inoltre, l’accesso a dei premi, espressi in termini di coefficienti moltiplicativi dei certificati rilasciabili, nel caso di grandi progetti che:
  • comportino rilevanti innovazioni tecnologiche e anche consistenti riduzioni delle emissioni in atmosfera (premialità fino al 30% del valore);
Tale premialità è progressivamente aumentabile qualora questi progetti abbiano inoltre le seguenti caratteristiche:
  • siano realizzati nelle aree metropolitane e generino risparmi di energia compresi tra 35.000 e 70.000 tep annui (premialità fino al 40% del valore)
  • siano realizzati nelle aree metropolitane e generino risparmi di energia superiori ai 70.000 tep annui (premialità fino al 50% del valore)

Le schede di valutazione dei risparmi per gli impianti a biomasse

La scheda n.26 “Installazione di sistemi centralizzati per la climatizzazione invernale e/o estiva di edifici ad uso civile”

La scheda AEEG n.26 effettua una valutazione di tipo analitico del risparmio energetico conseguito grazie all’installazione di sistemi centralizzati di climatizzazione. Essa si riferisce anche all’installazione di generatori di calore alimentati a biomasse.
La scheda è applicabile a due tipologie di intervento relative a soli sistemi idronici che producano energia termica e frigorifera esclusivamente per utente civili:
  • l’installazione di nuovi generatori di calore/freddo, accompagnata o meno da sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, nell’ambito di edifici di nuova costruzione o di edifici esistenti (categoria CIV-T);
  • la sola installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore zona per zona nell’ambito di edifici esistenti (categoria CIV-INF).
È da intendersi che il punto di produzione e di consumo dell’energia termica/frigorifera ricadano nello stesso confine di proprietà o, alternativamente, ad una distanza planimetrica non superiore a 1 km.
Per approfondimenti:
Scheda tecnica analitica n. 26 T

La scheda n° 22 T “Applicazione nel settore civile di sistemi di teleriscaldamento per la climatizzazione ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria”

La scheda AEEG n. 22 T riguarda la costruzione di impianti di teleriscaldamento per la climatizzazione di ambienti e la produzione di acqua calda sanitaria. La scheda si applica per:
  • impianti di teleriscaldamento di nuova costruzione;
  • estensioni di reti di teleriscaldamento già connesse a centrali di produzione esistenti;
  • allacciamenti di nuove utenze a reti di teleriscaldamento esistenti.
La valutazione del risparmio è effettua mediante la metodologia analitica, sulla base di diversi parametri quali l’energia termica dei combustibili, l’energia termica utile immessa nella rete, quella destinata a riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria e la frazione di questa dedicata a nuove utenze.

Per approfondire:
La scheda tecnica standardizzata n. 22-T

La scheda tecnica n° 37E - Nuova installazione di impianto di riscaldamento unifamiliare alimentato a biomassa legnosa di potenza ≤ 35 kW termici.
La presente scheda si applica all’installazione di termo-camini, termo-stufe e caldaie adibiti al riscaldamento di singoli appartamenti, dotati di impianto idronico, compresa o meno la produzione di acqua calda sanitaria (ACS). I dispositivi devono rispondere ai seguenti requisiti
  • efficienza di conversione non inferiore all’85%.
  • rispetto delle emissioni come previsto per la classe 5 della Norma UNI EN 303-05.
Le biomasse utilizzate possono presentarsi sotto forma di pellets, bricchette, ciocchi e cippato, con caricamento manuale o automatico.
La valutazione del risparmio è effettua mediante la metodologia standardizzata, l’unità fisica di riferimento (UFR) è l’abitazione tipo riscaldata

Per approfondire:
La scheda tecnica standardizzata n. 37 E

La scheda tecnica n. 40E - Installazione di impianto di riscaldamento alimentato a biomassa legnosa nel settore della serricoltura
La presente scheda si applica all’installazione di caldaie adibite all’alimentazione degli impianti di riscaldamento utilizzati nel settore delle serre, con i seguenti requisiti:
  • efficienza di conversione non inferiore all’85%;
  • rispetto delle emissioni come previsto nella classe 5 della Norma UNI EN 303-05.
Le biomasse utilizzate possono presentarsi sotto forma di pellets, bricchette, ciocchi e cippato, con caricamento manuale o automatico.
La valutazione del risparmio è effettua mediante la metodologia standardizzata, l’unità fisica di riferimento (UFR) è pari a 1 m2 di serra (al suolo)

Per approfondire:
La scheda tecnica standardizzata n. 40 E
 
 
Fino al 30 giugno 2013, chi sostituisce l’impianto termico esistente con un generatore alimentato a biomasse, può usufruire delle detrazioni fiscali previste per gli interventi che migliorano l'efficienza di un edificio esistente. Si tratta di uno sconto da applicare alle imposte dovute dal contribuente, pari al 55% delle spese sostenute per l’intervento eseguito, ripartito su dieci anni.
 
I contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di un generatore di calore a biomassa possono usufruire di una agevolazione fiscale, consistente in una detrazione d’imposta. Questa è stabilita nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione che varia secondo gli interventi effettuati. Si tratta, quindi, di riduzioni riguardanti l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) e l’IRES (imposta sul reddito delle società), concesse per interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici. Come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è limitata all’ammontare dell’imposta annua del contribuente, derivante dalla dichiarazione dei redditi presentata.
 
L’installazione di generatori alimentati a biomassa o di uno scambiatore per allacciarsi a una rete di teleriscaldamento rientra nelle più vasta tipologia di interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti che non stabilisce quali opere o impianti occorra realizzare per raggiungere le prestazioni energetiche richieste per avere diritto alla detrazione. Pertanto, la categoria degli “interventi di riqualificazione energetica” comprende qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori definiti dal decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008 – Allegato A.
Pertanto, per gli interventi che riguardano l’installazione di generatori alimentati a biomassa o di uno scambiatore per allacciarsi a una rete di teleriscaldamento l’agevolazione fiscale del 55% consente una detrazione massima di 100.000 €, cifra che corrisponde ad un tetto di spesa di 181.818,18 €.
 
I generatori di calore a biomassa, per poter usufruire dell'agevolazione fiscale, devono essere installati in un immobile esistente, già dotato di un impianto di riscaldamento. L’intervento deve configurarsi come una sostituzione totale o parziale dell’impianto termico esistente termico e non come un'integrazione.
Entro 90 giorni dal termine dei lavori è necessario inviare all'ENEA per via telematica la scheda informativa relativa agli interventi realizzati. Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2009, nel caso in cui i lavori si prolunghino oltre il periodo di imposta, si deve anche inoltrare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dall'inizio dei lavori, utilizzando un apposito modello. Tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario, dal quale si possa ricavare la specifica causale del versamento e il codice fiscale di entrambe le parti. È inoltre importante conservare le fatture o le ricevute fiscali per gli acquisti e le prestazioni detraibili, nonché l’ asseverazione del tecnico abilitato.
Possono usufruire dell'agevolazione tutti i soggetti passivi d’imposta che abbiano la disponibilità di un immobile (proprietari, chi è in affitto o in usufrutto) e che sostengano le spese per l’esecuzione degli interventi. I beneficiari sono: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.
 

L’asseverazione

L’asseverazione è la documentazione, redatta da un tecnico abilitato, che certifica che l’intervento possiede i requisiti tecnici richiesti dalla normativa, per usufruire delle detrazioni. L'intervento deve assicurare un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori di riferimento stabiliti dall’Allegato A al D.M. 11/03/08. L’intervento deve, inoltre, essere conforme alle seguenti caratteristiche:
  • rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 di cui alla norma europea UNI-EN 303-5;
  • rispetto dei limiti di emissione di cui all’Allegato IX alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., oppure i più restrittivi limiti fissati da norme regionali, se presenti;
  • l’utilizzo di biomasse combustibili ricadenti tra quelle ammissibili ai sensi dell’Allegato X alla parte quinta dello stesso D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.
Per gli edifici ubicati nelle zone climatiche C, D, E, F (corrispondenti alle zone climatiche più fredde) le chiusure apribili ed assimilabili (porte, finestre e vetrine anche se non apribili), che delimitano gli edifici verso l’esterno o verso locali non riscaldati, devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza di cui alla tabella 4a dell’allegato C al D.Lgs. 192/2005 e s.m.i.
 
 
La legge finanziaria 2001 (L. 23/12/2000 n. 388, art. 29) ha introdotto un contributo per gli utenti che si allacciano alle reti di teleriscaldamento alimentate da biomassa. Si tratta di un credito d’imposta, del valore di € 20,66 per ogni kW di potenza impegnata, che è trasferito all’utente finale attraverso uno sconto, operato dalla società che eroga il servizio calore, nella bolletta del cliente. Lo Stato provvede poi al rimborso alla società.

La legge finanziaria 2009 (L. 22/12/2008 n. 203, art. 2) ha, inoltre, confermato un’ulteriore agevolazione sulla fornitura di calore mediante reti di teleriscaldamento alimentate da biomassa, pari a € 25,80 per ogni MWh termico fornito . Si tratta ancora una volta di un’agevolazione in forma di credito d’imposta, che viene trasferita sul prezzo di cessione del calore all’utente finale.
Questa pagina è stata aggiornata il 06/02/2014