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Pompe di calore

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​Indice dei contenuti
La Tecnologia
L’energia aerotermica, geotermica e idrotermica, cioè l’energia accumulata sotto forma di calore nell’aria ambiente, nella crosta terrestre e nelle acque superficiali, è considerata energia rinnovabile.
Le pompe di calore (PdC) sono apparecchiature che prelevano calore da un ambiente e, innalzandone la temperatura, lo rendono disponibile ad un ambiente più caldo. Ad esempio, per il riscaldamento invernale di un edificio, una pompa di calore opera sottraendo calore all’ambiente esterno, per fornirlo agli spazi interni, mantenendoli al caldo.
Per far avvenire questo processo, opposto a quello spontaneo in cui il calore si trasferisce da un corpo più caldo a uno più freddo, le pompe di calore consumano una certa quantità di energia che può essere fornita, a seconda della tecnologia impiegata, sottoforma di energia elettrica oppure di gas.
Facendo uso di sistemi particolarmente efficienti l’energia consumata è però inferiore a quella impiegata da sistemi di riscaldamento tradizionali. Secondo la normativa europea in tema di energia, se il calore (energia termica) catturato da una pompa di calore eccede in maniera significativa la quantità di energia necessaria al suo funzionamento, esso è considerato rinnovabile.
Alcune pompe di calore possono anche funzionare per il raffrescamento estivo degli ambienti e in questo caso vengono dette reversibili.
Lo scaldacqua a pompa di calore è un’ulteriore applicazione della pompa di calore elettrica, grazie a cui è possibile produrre ed accumulare l’acqua calda sanitaria in sostituzione dei comuni boiler elettrici.
Esistono pompe di calore di vario tipo, a seconda che prelevino calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno.
 

LE SORGENTI TERMICHE: ARIA, ACQUA, TERRENO

Le principali sorgenti termiche da cui le Pompe di Calore prelevano calore sono l’aria, l’acqua e il terreno


Pompe di calore ad aria

Le PdC ad aria prelevano il calore dall’aria esterna e lo trasferiscono all’interno degli ambienti che si desidera riscaldare. Il meccanismo della pompa di calore si può paragonare a quello di un frigorifero: mentre quest’ultimo sottrae energia termica al proprio interno e la riversa all’esterno, la pompa di calore invece preleva calore dall’aria fredda esterna e lo trasferisce all’interno dell’edificio da riscaldare. Esempi molto diffusi di queste apparecchiature sono gli impianti domestici di climatizzazione che, invertendo il funzionamento estivo in raffrescamento, nella stagione invernale possono essere utilizzati per il riscaldamento.

Pompe di calore ad acqua

In questo caso la PdC preleva il calore da una risorsa idrica che può essere di superficie (quindi attinta da bacini quali fiumi, laghi, mare, acque reflue). Il principio di funzionamento è lo stesso delle pompe di calore ad aria, con il vantaggio che l’acqua mantiene una temperatura più stabile durante il corso dell’anno, migliorando le prestazioni della macchina.


Pompe di calore geotermiche

Le pompe di calore geotermiche usano il terreno  e le acque sotterranee come fonte di calore.
Il terreno, già a pochi metri di profondità, presenta una temperatura approssimativamente costante durante tutto l'anno, grazie alla crosta terrestre, che trattiene e immagazzina il calore. Anche le acque di falda, rispetto a quelle superficiali, risentono molto di meno delle variazioni del clima esterno.
Il trasporto dell'energia termica è effettuato mediante una miscela composta di acqua e liquido antigelo, lungo tubazioni che possono essere verticali o orizzontali. Gli impianti verticali sono inseriti in perforazioni piuttosto profonde (pozzi veri e propri), mediante sonde geotermiche. Quelli orizzontali, invece, sono impianti che possono avere uno sviluppo lineare, a serpentine o a spirale. Ai fini dell’incentivazione da Conto Termico, solo gli impianti a circuito chiuso rientrano nella definizione di pompe di calore geotermiche.

EFFICIENZA DELLE POMPE DI CALORE

I tre flussi di energia che intervengono nel processo operato da una pompa di calore sono: il calore prelevato dall’ambiente a minor temperatura (Qf), il calore ceduto all’ambiente a maggior temperatura (Qc) e, infine, l’energia necessaria al funzionamento della macchina (En).
L’efficienza del processo si misura come rapporto tra l’effetto utile ottenuto e l’energia spesa.

Nel caso delle pompe di calore, in cui lo scopo del processo è il riscaldamento, l’effetto utile è il calore ceduto all’ambiente a maggior temperatura (Qc). Per esprimere l’efficienza del processo si utilizza un Coefficient Of Performance così definito: COP = Qc/En .
Per pompe di calore elettriche En è l’energia elettrica assorbita dalla macchina, mentre per le pompe di calore a gas En è invece l’energia contenuta nel gas consumato. In questo secondo caso il COP prende anche il nome di GUE (Gas Utilisation Efficiency).
Un COP pari a 3 significa allora che per ciascun kWh di energia elettrica assorbita dalla macchina vengono prodotti 3 kWh di energia termica da poter cedere all’ambiente da riscaldare. Un GUE pari a 1,5 significa che per ciascun kWh di energia contenuta nel gas consumato vengono prodotti 1,5 kWh di energia termica utile.
Quando la pompa di calore reversibile opera ai fini del raffrescamento, l’effetto utile è il calore sottratto all’ambiente freddo (Qf). Per esprimere l’efficienza del processo si utilizza allora un Energy Efficency Ratio così definito: EER = Qf/L.
 
Gli incentivi
Le pompe di calore possono usufruire degli incentivi legati agli interventi di risparmio ed efficienza energetica, fra i quali i principali sono:
  • gli incentivi previsti dal nuovo DM 28 dicembre 2012 cosiddetto “Conto Termico”
  • i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche noti come Certificati Bianchi.
  • le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico;
Un' ulteriore forma di promozione delle pompe di calore elettriche è costituita dalla possibilità di installare un contatore dedicato.
 
 
Il DM 28 dicembre 2012, il c.d. decreto “Conto Termico”, attua il regime di sostegno introdotto dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. è il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, inclusa l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari.
 
Cosa è
Il DM 28 dicembre 2012 predispone un sistema di incentivazione rivolto:
  • alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti di climatizzazione e/o produzione di acqua calda sanitaria alimentati a fonti rinnovabili (impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling, pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa,)
  • alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione)
  • all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione delle superfici opache, sostituzione serramenti e installazione schermature solari)
Il nuovo decreto introduce, a certe condizioni, anche incentivi specifici per la Diagnosi Energetica e la Certificazione Energetica, se abbinate agli interventi sopra citati. Il nuovo meccanismo di incentivazione è rivolto a due tipologie di soggetti: 
  • Pubbliche Amministrazioni;
  • Soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario.
Il soggetto che ha sostenuto le spese per la realizzazione degli interventi e che perciò beneficerà dell’incentivo si definisce "Soggetto Responsabile”. Il Soggetto Responsabile può operare personalmente o attraverso un soggetto delegato alla presentazione della richiesta d’incentivo e alla gestione dei rapporti contrattuali con il GSE.
Il nuovo decreto differenzia gli incentivi sulla base della tipologia di intervento effettuato in funzione dell’energia producibile con gli impianti alimentati a fonti rinnovabili e/o in funzione dell’incremento dell’efficienza energetica dell’edificio.
L’incentivo è sostanzialmente un contributo alle spese sostenute per la realizzazione dell’intervento ed è erogato in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati.
Il decreto stanzia fondi per una spesa annua cumulata massima di 200 mln di euro per gli interventi realizzati o da realizzare dalle Amministrazioni pubbliche e una spesa annua cumulata pari a 700 mln di euro per gli interventi realizzati da parte dei soggetti privati. Le misure di incentivazione sono sottoposte ad aggiornamento periodico.
 

Energia termica da FER: tipologie di intervento incentivabili

Possono accedere agli incentivi previsti dal DM 28 dicembre 2012 i seguenti interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza:
  1. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
  2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
  3. installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  4. sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.
Per poter accedere agli incentivi, gli interventi di sostituzione di impianti/apparecchi sopra elencati devono essere realizzati in edifici esistenti dotati di impianto di climatizzazione.
I generatori di calore alimentati a biomassa possono essere installati anche in sostituzione di impianti di riscaldamento di serre esistenti e fabbricati rurali esistenti oppure possono essere installati, anche senza sostituzione, in aziende agricole, anche non dotate di impianti di climatizzazione.
In caso di installazione di impianti solari termici, anche abbinati a tecnologia solar cooling, gli interventi possono essere realizzati anche su edifici nuovi, serre o terreni (es. campi solari asserviti a reti di teleriscaldamento, stabilimenti balneari, campeggi, ecc.).
Gli interventi accedono agli incentivi del Conto Termico limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione rilevante, previsti dal D.Lgs. 28/11 e necessari per il rilascio del titolo edilizio.

Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza

Tipologia
Soggetti Ammessi
Durata in anni
Tabelle di riferimento per il calcolo incentivo
come da DM
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di utilizzanti pompe di calore pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche con potenza termica utile nominale fino a 1000 kW
PA e soggetti privati
Con Pn ≤ 35kW: 2 anni
Allegato II, tabella 4
Con Pn ≤ 1000 kW: 5 anni
Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore
PA e soggetti privati
con capacità ≤ 150 litri: 1 anno con capacità > 150 litri: 2 anni
Valore max incentivo: con capacità 150 litri: 400 € con capacità > 150 litri: 700 €  
Installazione di collettori solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling, con superficie solare lorda fino a 1000 m2
PA e soggetti privati
Con superficie solare lorda ≤ 50 m2: 2 anni
Allegato II, tabella 13
Con superficie solare lorda ≤ 1000 m2: 5 anni
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa con potenza termica nominale al focolare fino a 1000 kW
PA e soggetti privati
Con Pn ≤ 35kW: 2 anni
Allegato II, tabella 5
Con Pn ≤ 1000 kW: 5 anni

 

Quanto vale
Per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, il decreto predispone schemi di calcolo specifici per tecnologia, in base a:

  • coefficienti di valorizzazione dell’energia prodotta, come stabiliti dalle tabelle riportate in allegato al Decreto;
  • producibilità presunta di energia termica dell’impianto/sistema installato, in funzione della taglia e della zona climatica e delle prestazioni della macchina;
  • esclusivamente per i generatori di calore alimentati a biomassa, coefficienti premianti in relazione alla sostenibilità ambientale della tecnologia (emissioni di polveri);
  • esclusivamente per il solare termico, la superficie lorda dell’impianto.
Gli incentivi per un singolo immobile sono utilizzabili una sola volta per singolo intervento o, se previsto, fino al raggiungimento del massimale del valore di incentivo ammissibile per tipologia di intervento.
 
Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche l’incentivo è calcolato secondo la seguente formula:
Ia tot = Ei · Ci

dove

Ia tot è l’incentivo annuo in euro;
Ci è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/kWht e distinto per potenza della macchina e tecnologia installata;
Ei è l’energia termica incentivata prodotta in un anno ed è calcolata come segue:
dove
COP è il coefficiente di prestazione della pompa di calore installata, come dedotto dai dati forniti dal produttore, nel rispetto dei requisiti minimi espressi nella Tabella 1 dell’Allegato II paragrafo 1.1 del decreto 28 dicembre 2012;
Qu è il calore totale prodotto dall’impianto espresso in kWht ed è calcolato come segue:
Qu = Pn · Quf
dove
Pn è la potenza termica nominale della pompa di calore installata;
Quf è un coefficiente di utilizzo dipendente dalla zona climatica.

Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore a gas l’incentivo è calcolato secondo la seguente formula:
Ia tot = Ei · Ci

dove

Ia tot è l’incentivo annuo in euro;
Ci è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/kWht e distinto per potenza della macchina e tecnologia installata;
Ei è l’energia termica incentivata prodotta in un anno ed è calcolata come segue:
dove
GUE è il coefficiente di prestazione della pompa di calore a gas installata, come dedotto dai dati forniti dal produttore, nel rispetto dei requisiti minimi espressi nella Tabella 2 dell’Allegato II paragrafo 1.1 del decreto 28 dicembre 2012;
Qu è il calore totale prodotto dall’impianto espresso in kWht ed è calcolato come segue:
Qu = Pn · Quf
dove
Pn è la potenza termica nominale della pompa di calore installata;
Quf è un coefficiente di utilizzo dipendente dalla zona climatica.

Infine, per gli interventi di sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore
l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo erogabile è pari a € 400 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri ed è pari a € 700 per prodotti con capacità superiore ai 150 litri.

Coefficienti di valorizzazione dell’energia termica prodotta da pompe di calore.
Tipologia di intervento Ci per gli impianti con potenza termica utile nominale inferiore o uguale a 35 kWt Ci per gli impianti con potenza termica utile nominale maggiore di 35 kWt e inferiore o uguale a 500 kWt Ci per gli impianti con potenza termica utile nominale maggiore di 500 kWt
Pompe di calore elettriche 0,055 (€/kWht) 0,018 (€/kWht) 0,016 (€/kWht)
Pompe di calore a gas 0,055 (€/kWht) 0,018 (€/kWht) 0,016 (€/kWht)
Pompe di calore geotermiche elettriche 0,072 (€/kWht) 0,024 (€/kWht) 0,021 (€/kWht)
Pompe di calore geotermiche a gas 0,072 (€/kWht) 0,024 (€/kWht) 0,021 (€/kWht)

Coefficiente di utilizzo per le pompe di calore

Zona climatica Quf
A 600
B 850
C 1100
D 1400
E 1700
F 1800
 
Come si ottiene

Come stabilito dal D.lgs. 28/11, l'incentivo è erogato dal GSE, che a tal fine ha predisposto un portale internet dedicato, attraverso il quale i soggetti interessati a richiedere l’incentivo possono compilare e inviare la documentazione necessaria.

In particolare, per verificare il rispetto dei requisiti tecnici definiti dal decreto e per il calcolo dell’incentivo, al soggetto responsabile sarà richiesto di compilare una scheda-domanda contenente informazioni relative alle caratteristiche specifiche dell’intervento per cui è richiesto l’incentivo.

Per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompa di calore con potenza termica nominale complessiva superiore a 500 kW e fino a 1 MW, il soggetto responsabile dovrà richiedere al GSE l’iscrizione ad appositi registri informatici.

Per gli interventi che accedono agli incentivi previa iscrizione ai registri è previsto un contingente di spesa annua fino a 7 mln di euro per le Amministrazioni pubbliche e fino a 23 mln di euro per i soggetti privati.

Il GSE pubblica il bando relativo alla procedura di iscrizione ai registri, dando evidenza dei relativi contingenti disponibili, 30 giorni prima della data di avvio del periodo per la presentazione delle domande di iscrizione ai registri, che è fissato in 60 giorni.

A seguito dell’iscrizione a registro, il GSE forma le graduatorie degli impianti iscritti, secondo criteri di priorità stabiliti in base a:

  1. impianti che, pur avendo presentato domanda completa ed idonea per l'accesso ai meccanismi incentivanti di cui al DM 28 dicembre 2012, siano risultati in posizione tale da non rientrare nel contingente previsto, per gli anni successivi al 2013;
  2. minor potenza degli impianti;
  3. anteriorità del titolo autorizzativo;
  4. precedenza della data della richiesta di iscrizione al registro

Gli impianti inclusi nelle graduatorie devono entrare in esercizio entro 12 mesi, a partire dalla data della comunicazione di esito positivo della procedura. In caso contrario saranno applicate le sanzioni indicate dal Decreto. Le graduatorie formate a seguito dell'iscrizione ai registri non sono soggette a scorrimento.

L’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali, ad eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse. Limitatamente agli edifici pubblici ad uso pubblico, gli incentivi previsti dal DM 28 dicembre 2012 sono cumulabili con gli incentivi in conto capitale, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.

Nei casi di interventi beneficiari di altri incentivi non statali cumulabili, l’incentivo è attribuibile nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale vigente.

Criteri di ammissibilità per impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore

Per le pompe di calore, l'accesso agli incentivi è consentito a condizione che esse soddisfino i seguenti requisiti:
  1. per le pompe di calore elettriche il coefficiente di prestazione (COP) deve essere almeno pari ai valori indicati nella Tabella seguente. La prestazione delle pompe deve essere misurata in un laboratorio accreditato secondo la norma ISO/IEC 17025 in conformità alla norma UNI EN 14511:2011. Al momento della prova la pompa di calore deve funzionare a pieno regime, nelle condizioni indicate nella Tabella seguente:

    Coefficienti di prestazione minimi per pompe di calore elettriche (come definiti nelle “Regole Applicative al DM 28 dicembre 2012”)
    Tipo di pompa di calore
    Ambiente esterno/interno
    Ambiente esterno [ºC] Ambiente interno [ºC] COP
    aria/aria Bulbo secco all’entrata : 7
    Bulbo umido all’entrata : 6
    Bulbo secco all’entrata: 20
    Bulbo umido all’entrata: 15
    3,9
    Bulbo secco all’entrata: -7(*) 2,7(*)
    aria/acqua
    potenza termica utile
    riscaldamento ≤ 35 kW
    Bulbo secco all’entrata : 7
    Bulbo umido all’entrata : 6
    Temperatura entrata: 30
    Temperatura uscita: 35
    4,1
    Bulbo secco all’entrata: -7(*) 2,7(*)
    aria/acqua
    potenza termica utile
    riscaldamento > 35 kW
    Bulbo secco all’entrata : 7
    Bulbo umido all’entrata : 6
    Temperatura entrata: 30
    Temperatura uscita: 35
    3,8
    Bulbo secco all’entrata: -7(*) 2,7(*)
    salamoia/aria Temperatura entrata: 0 Bulbo secco all’entrata : 20
    Bulbo umido all’entrata : 15
    4,3
    salamoia/acqua Temperatura entrata: 0 Temperatura entrata: 30
    Temperatura uscita: 35
    4,3
    acqua/aria Temperatura entrata: 10
    Temperatura uscita: 7
    Bulbo secco all’entrata : 20
    Bulbo umido all’entrata : 15
    4,7
    acqua/acqua Temperatura entrata: 10 Temperatura entrata: 30
    Temperatura uscita: 35
    5,1
    (*) Requisito valido solo per installazioni in zona climatica E o F

  2. per le pompe di calore a gas il coefficiente di prestazione (GUE) deve essere almeno pari ai valori indicati nella seguente Tabella seguente:

    Coefficienti di prestazione minimi per pompe di calore a gas (come definiti nelle “Regole Applicative al DM 28 dicembre 2012”)
    Tipo di pompa di calore
    Ambiente esterno/interno
    Ambiente esterno [ºC] Ambiente interno [ºC] COP
    aria/aria Bulbo secco all’entrata : 7
    Bulbo umido all’entrata : 6
    Bulbo secco all’entrata: 20
    Bulbo umido all’entrata: 15
    1,46
    Bulbo secco all’entrata: -7(**) 1,1(**)
    aria/acqua
    potenza termica utile
    riscaldamento ≤ 35 kW
    Bulbo secco all’entrata : 7
    Bulbo umido all’entrata : 6
    Temperatura entrata: 30(*) 1,38
    Bulbo secco all’entrata: -7(**) 1,1(**)
    salamoia/aria Temperatura entrata: 0 Bulbo secco all’entrata : 20 1,59
    salamoia/acqua Temperatura entrata: 0 Temperatura entrata: 30<(*) 1,47
    acqua/aria Temperatura entrata: 10 Bulbo secco all’entrata : 20 1,60
    acqua/acqua Temperatura entrata: 10 Temperatura entrata: 30(*) 1,56
    (*) Δt : pompe di calore ad assorbimento: temperatura di uscita di 35°C. Pompe di calore a motore endotermico: temperatura di uscita di 35°C
    (**) Requisito valido solo per installazioni in zona climatica E o F

    La prestazione delle pompe deve essere misurata in un laboratorio accreditato secondo la norma EN ISO/IEC 17025 in conformità alle seguenti norme, restando fermo che al momento della prova le pompe di calore devono funzionare a pieno regime, nelle condizioni indicate nelle Tabelle precedenti:
    - UNI EN 12309-2: per quanto riguarda le pompe di calore a gas ad assorbimento (valori di prova sul p.c.i.);
    - UNI EN 14511:2011 per quanto riguarda le pompe di calore a gas a motore endotermico (poiché per le pompe di calore a gas endotermiche non esiste una norma specifica, si procede in base alla EN 14511, utilizzando il rapporto di trasformazione primario - elettrico = 0,46);

  3. nel caso di pompe di calore a gas ad assorbimento, le emissioni in atmosfera di ossidi di azoto (NOx espressi come NO2), dovute al sistema di combustione, devono essere inferiori a 120 mg/kWh (valore riferito alla portata di gas combustibile e al relativo p.c.i.);

  4. nel caso di pompe di calore a gas con motore a combustione interna, le emissioni in atmosfera di ossidi di azoto (NOx espressi come NO2), dovute al sistema di combustione, devono essere inferiori a 180 mg/kWh (valore riferito alla portata di gas combustibile e al relativo p.c.i.);

  5. nel caso di pompe di calore elettriche o a gas dotate di variatore di velocità (inverter o altra tipologia), i valori di COP o di GUE di cui alle Tabelle precedenti sono ridotti del 5%;

  6. sono installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata) su tutti i corpi scaldanti a esclusione dei locali in cui è installata una centralina di termoregolazione che agisce sull’intero impianto o su parte di esso e degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.
Per le pompe di calore dedicate alla sola produzione di acqua calda sanitaria è richiesto un COP ≥ 2,6 misurato secondo la norma EN 16147 e successivo recepimento da parte degli organismi nazionali di normazione.

Per approfondire
 

I TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA (TEE)
I Titoli di Efficienza Energetica (TEE) rappresentano un meccanismo di incentivazione del risparmio energetico negli usi finali dell’energia.
Il meccanismo non si rivolge direttamente a tutti i consumatori finali di energia ma solo a specifici operatori e soggetti professionali.
I TEE, comunemente noti come Certificati Bianchi, sono ottenibili previa la verifica e certificazione da parte del GSE dei risparmi energetici conseguiti da un determinato progetto. Il Gestore dei Mercati Energetici (GME), a seguito della certificazione dei risparmi da parte del GSE, emette i TEE relativi al progetto e ne gestisce l’eventuale negoziazione tramite un mercato dedicato (Mercato dei TEE).
Il quadro normativo nazionale è stato recentemente modificato con la pubblicazione del decreto 28 dicembre 2012, che definisce i nuovi obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico – crescenti nel tempo - per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per il periodo 2013-2016 e tra le novità introduce nuovi soggetti ammessi al meccanismo.
L’Italia è stato il primo Paese ad aver reso obbligatorio il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica.
 
Cosa sono
Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica si fonda sull’obbligo posto in capo alle aziende distributrici di gas e/o di energia elettrica con più di 50.000 clienti finali, di conseguire un obiettivo annuo prestabilito di risparmio energetico.
Il risparmio energetico è misurato in “tep” (tonnellate equivalenti di petrolio), che corrisponde all’energia sviluppata dalla combustione di una tonnellata di petrolio. Un TEE corrisponde al risparmio di 1 tep.
A seconda del tipo di energia primaria risparmiata (energia elettrica, gas, altri combustibili) si distinguono cinque tipologie di Titoli di Efficienza Energetica.
 

Le tipologie di Titoli

La Deliberazione n. 53/2013/r/efr dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 14 febbraio 2013 (prime misure urgenti di aggiornamento dei regolamenti del mercato e delle transazioni bilaterali dei titoli di efficienza energetica in coerenza con il disposto del decreto ministeriale 28 dicembre 2012) ha ulteriormente ampliato il numero di tipologie di Titoli già previste dalle Linee guida (Delibera AEEG n. EEN 9/11 del 27 ottobre 2011). Le tipologie di TEE che è possibile richiedere sono otto:
  • titoli di tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di energia elettrica;
  • titoli di tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi di gas naturale;
  • titoli di tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale non destinate all’impiego per autotrazione (ad esempio risparmio di olio combustibile o di gasolio utilizzato per il riscaldamento invernale);
  • titoli di tipo IV, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale realizzati nel settore dei trasporti e valutati con le modalità previste dall’articolo 30 del D.lgs. n. 28/11;
  • titoli di tipo V, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale realizzati nel settore dei trasporti e valutati con modalità diverse da quelle previste dall’articolo 30 del D.lgs. n. 28/11;
  • titoli di tipo II-CAR, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria, la cui entità è stata certificata sulla base di quanto disposto dal decreto ministeriale 5 settembre 2011;
  • titoli di tipo IN, emessi a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per l’innovazione tecnologica;
  • titoli di tipo E, emessi a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per la riduzione delle emissioni in atmosfera.
Le aziende distributrici di elettricità e gas (soggetti obbligati) possono assolvere al proprio obbligo realizzando interventi che danno diritto ai TEE, direttamente presso gli utenti finali, oppure acquistando i TEE equivalenti alla loro quota di obbligo sul Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica.
L’offerta di Titoli sul mercato può essere data anche dai cosiddetti “soggetti volontari”, i quali realizzano interventi di risparmio energetico presso gli utenti finali e vendono i TEE ottenuti ai soggetti obbligati.
 

I soggetti volontari

I soggetti volontari sono:
  • le società di servizi energetici (SSE -anche conosciute come ESCO, Energy Service Company), le quali effettuano interventi finalizzati a realizzare risparmi energetici negli usi finali, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa;
  • i distributori di energia elettrica e gas con meno di 50.000 clienti finali o le società controllate dai distributori obbligati ;
  • le società con obbligo di nomina degli energy manager (SEM), (gli energy manager sono formalmente i “responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ex art. 19 L. 10/91) figure professionali che hanno il compito di analizzare e ottimizzare il bilancio energetico delle aziende, pubbliche o private, che superino un consumo energetico annuo di 10.000 tep per il settore industriale e 1.000 tep per gli altri settori.
  • Imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, compresi gli Enti pubblici, purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (energy manager) oppure siano certificati ISO 50001 e mantengano in essere queste condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell’intervento.
 
Il valore dei Titoli di Efficienza Energetica dipende dagli esiti delle contrattazioni, che avvengono o sul mercato organizzato dal GME, oppure in virtù di accordi bilaterali (comunque registrati dal GME). Tali contrattazioni si hanno tra soggetti obbligati (acquirenti) e soggetti volontari (venditori).
Negli ultimi anni il valore medio dei TEE è cresciuto.
Nel corso dell’anno solare 2012 facendo riferimento all’insieme dei titoli di tipo I,II, e III, il valore medio degli scambi è stato di 101,28 €/TEE senza IVA. Secondo il rapporto statistico del GME relativo al primo semestre 2012, il valore medio dei TEE scambiati bilateralmente (pari a circa il 64% di tutti gli scambi) è stato 89,05 €/TEE, mentre il valore medio osservato per le contrattazioni avvenute sul mercato del GME (pari al 36% di tutti gli scambi) è stato 103,02 €/TEE.
 
Per ottenere i TEE, i soggetti obbligati e quelli volontari devono compiere attività che siano in grado di generare risparmi energetici.
Per il riconoscimento dei TEE i progetti devono consentire il raggiungimento di una soglia minima di risparmio di energia. Le soglie minime per presentare i progetti sono stabilite pari a 20 tep, 40 tep e 60 tep rispettivamente per progetti standard, analitici e a consuntivo.
Dal 3 febbraio 2013 il GSE gestisce l’attività di valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi (articolo 5, comma 1, del Decreto 28 dicembre 2012). Per svolgere questa attività il GSE si avvale del supporto di ENEA e di RSE, tenendo conto delle rispettive competenze.
Il GSE ha predisposto un sistema per l’invio telematico delle richieste di verifica e certificazione (RVC) e delle proposte di progetto e programma di misura (PPPM). A tal proposito i soggetti proponenti devono completare una procedura di accreditamento preliminare e propedeutica all'utilizzo dell'applicativo informatico “Efficienza Energetica”. Dopo aver completato la procedura di accreditamento, i soggetti obbligati e i soggetti volontari possono presentare, accedendo all'applicativo “Efficienza Energetica”, le nuove proposte e richieste:
 

Le metodologie di valutazione dei risparmi

Gli interventi che consentono l’ottenimento dei Certificati Bianchi devono determinare riduzioni quantificabili del consumo energetico. La normativa stabilisce tre tipi di valutazione dei risparmi.
  • La valutazione standardizzata quantifica il risparmio annuo dell'intervento in base alle unità fisiche (o UFR -Unità Fisiche di Riferimento) installate. Il risparmio annuo ottenibile da ogni dispositivo installato è stabilito nelle schede tecniche di valutazione standardizzata approvate dall'AEEG.
  • La valutazione analitica prevede una determinazione del risparmio annuo di energia in conformità a dei parametri di utilizzo degli impianti. Nelle schede tecniche di valutazione analitica sono stabiliti specifici algoritmi di calcolo in virtù dei quali si ricavano i risparmi conseguiti.
  • La valutazione a consuntivo si utilizza quando non sono applicabili i due metodi precedenti e non è disponibile un algoritmo predeterminato per la valutazione dei risparmi. La valutazione è quindi effettuata sulla base di algoritmi di calcolo proposti dall’operatore (proposta di progetto e programma di misura) ed valutati e approvati dal GSE e attraverso delle misure a consuntivo dei risparmi conseguiti dal singolo intervento.
Con l’entrata in vigore il 1 novembre 2011 delle nuove Linee Guida sono stati introdotti i cosiddetti coefficienti di durabilità che modificano le modalità di valutazione di tutti i tipi di progetti (standard, analitici e a consuntivo). I risparmi energetici verificati verranno moltiplicati per tali coefficienti i quali sono calcolati rapportando la vita tecnica   degli interventi (che varia tra 5 e 30 anni) a quella utile (che varia tra 5 e 10 anni) e applicando un coefficiente di decadimento annuo dei risparmi (che varia tra 0 e 2%). Il coefficiente di durabilità tiene conto dei casi in cui la vita tecnica degli interventi supera la loro vita utile, ossia il periodo di diritto all’emissione di TEE. L’introduzione di questo nuovo coefficiente valorizza, quindi, anche i risparmi energetici generati oltre il periodo di riconoscimento dei TEE.

Per approfondire:
Tutte le schede tecniche per la quantificazione dei risparmi di energia approvate dalla AEEG


Con il decreto 28 dicembre 2012, inoltre, vengono approvate 18 nuove schede tecniche per la quantificazione dei risparmi di energia primaria applicabili per la presentazione di richieste di verifica e certificazione standardizzate e analitiche e si prevede la possibilità che ENEA e, su richiesta del GSE, RSE predispongano ulteriori schede tecniche per la misurazione, la verifica e la quantificazione dei risparmi energetici relativi a interventi nei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni, del recupero termico, del solare termico a concentrazione, dei sistemi di depurazione delle acque e della distribuzione dell’energia elettrica.
I certificati bianchi emessi per progetti presentati dopo il 3 gennaio 2013 non sono cumulabili con altri incentivi (comunque denominati) a carico delle tariffe dell’energia elettrica e il gas e con altri incentivi statali, fatto salvo l’accesso a fondi di garanzia, fondi di rotazione, contributi in conto interesse, detassazione del reddito d’impresa per l’acquisto di macchinari e attrezzature.

Grandi progetti

Il Decreto 28 dicembre 2012 definisce "grandi progetti" gli interventi infrastrutturali, anche asserviti a sistemi di risparmio energetico, trasporti e processi industriali, che comportino un risparmio stimato annuo superiore a 35.000 tep e che abbiano una vita tecnica superiore a 20 anni.
Per la quantificazione dei risparmi conseguiti attraverso i grandi progetti e il conseguente rilascio dei certificati bianchi, il Decreto prevede uno specifico atto interministeriale (del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) da definire, previo parere della Regione territorialmente interessata, sulla base dell’istruttoria tecnico-economica effettuata dal GSE con il supporto di ENEA ed RSE.
Il Decreto prevede, inoltre, l’accesso a dei premi, espressi in termini di coefficienti moltiplicativi dei certificati rilasciabili, nel caso di grandi progetti che:
  • comportino rilevanti innovazioni tecnologiche e anche consistenti riduzioni delle emissioni in atmosfera (premialità fino al 30% del valore);
Tale premialità è progressivamente aumentabile qualora questi progetti abbiano inoltre le seguenti caratteristiche:
  • siano realizzati nelle aree metropolitane e generino risparmi di energia compresi tra 35.000 e 70.000 tep annui (premialità fino al 40% del valore)
  • siano realizzati nelle aree metropolitane e generino risparmi di energia superiori ai 70.000 tep annui (premialità fino al 50% del valore)

Le tre schede tecniche riguardanti le pompe di calore

La scheda tecnica n° 15 T : “Installazione di pompe di calore elettriche ad aria esterna in luogo di caldaie in edifici residenziali di nuova costruzione o ristrutturati”
La scheda n° 15 T effettua una valutazione di tipo standardizzato dell’energia risparmiata da ciascun appartamento riscaldato (unità di riferimento) da riconoscere ai fini dell’ottenimento dei TEE. La scheda permette di calcolare il risparmio energetico, in funzione di tre fattori:
  • COP nominale della pompa di calore elettrica installata;
  • zona climatica in cui è situato l’edificio sede dell’intervento;
  • fattore di forma S/V (superficie su volume) dell’edificio.
La scheda tecnica n° 27 T: “Installazione di pompa di calore elettrica per produzione di acqua calda sanitaria in impianti domestici nuovi ed esistenti”
La scheda n° 27 T impiega una metodologia standardizzata e prevede il rilascio dei Certificati Bianchi per i risparmi ottenuti dall’installazione di pompe di calore per la produzione di acqua calda sanitaria in edifici residenziali nuovi ed esistenti.
La scheda permette di calcolare il risparmio energetico, in funzione di:
  • COP nominale della pompa di calore installata;
  • zona climatica in cui è situato l’edificio sede dell’intervento
La scheda tecnica n° 26 T: “Installazione di sistemi centralizzati per la climatizzazione invernale e/o estiva di edifici ad uso civile”
La scheda n.26 T effettua una valutazione di tipo analitico del risparmio energetico conseguito grazie all’installazione di sistemi centralizzati di climatizzazione. Essa si riferisce anche all’installazione di generatori di calore a pompa di calore.
La scheda è applicabile a due tipologie di intervento relative a soli sistemi idronici che producano energia termica e frigorifera esclusivamente per utente civili:
  • l’installazione di nuovi generatori di calore/freddo, accompagnata o meno da sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore, nell’ambito di edifici di nuova costruzione o di edifici esistenti (categoria CIV-T);
  • la sola installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore zona per zona nell’ambito di edifici esistenti (categoria CIV-INF).
È da intendersi che il punto di produzione e di consumo dell’energia termica/frigorifera ricadano nello stesso confine di proprietà o, alternativamente, ad una distanza planimetrica non superiore a 1 km.


Per approfondire
(gli approfondimenti riguardano tutto il capitolo “I Titoli di Efficienza Energetica”)

 

LA DETRAZIONE FISCALE DEL 55% 
Fino al 30 giugno 2013, chi installa una pompa di calore in sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente può usufruire delle detrazioni fiscali previste per gli interventi che aumentino l'efficienza e il risparmio energetico di un edificio esistente. Si tratta di uno sconto da applicare alle imposte dovute dal contribuente, pari al 55% delle spese sostenute per l’installazione dei pannelli solari, ripartito su dieci anni.

I contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di una pompa di calore possono usufruire di una agevolazione fiscale, consistente in una detrazione d’imposta. Questa è stabilita nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione che varia secondo gli interventi effettuati.
Si tratta, quindi, di riduzioni riguardanti l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) e l’IRES (imposta sul reddito delle società), concesse per interventi volti ad aumentare il livello di efficienza energetica degli edifici. Come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è limitata all’ammontare dell’imposta annua del contribuente, derivante dalla dichiarazione dei redditi presentata.
Dal 2012, inoltre, la detrazione è stata estesa alle spese per interventi di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.
 
Per gli interventi che riguardano l’installazione di pompe di calore, l’agevolazione fiscale del 55% consente una detrazione massima di 30.000 € (cui corrisponde una spesa di 54.545 €).
 
Le pompe di calore, per poter usufruire dell'agevolazione fiscale, devono essere installate in sostituzione integrale o parziale di impianti di climatizzazione invernale esistenti.
Al fine di ottenere l'agevolazione fiscale del 55% è necessario inviare all'ENEA per via telematica, entro 90 giorni dal termine dei lavori, la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2009, nel caso in cui i lavori si prolunghino oltre il periodo di imposta, si deve anche inoltrare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dall'inizio dei lavori, utilizzando un apposito modello.
Tutti i pagamenti all'impresa che svolge i lavori devono avvenire tramite bonifico bancario, dal quale si possa ricavare la specifica causale del versamento e il codice fiscale di entrambe le parti. È inoltre importante conservare le fatture o le ricevute fiscali per gli acquisti e le prestazioni detraibili, nonché il certificato di asseverazione e le ricevute dei bonifici come prova del pagamento.
Possono usufruire dell'agevolazione tutti i soggetti passivi d’imposta che abbiano la disponibilità di un immobile (proprietari, chi è in affitto o in usufrutto) e che sostengano le spese per l’esecuzione degli interventi. I beneficiari sono: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.
 

L'asseverazione

L’asseverazione è la documentazione, redatta da un tecnico abilitato, che certifica che l’intervento possiede i requisiti tecnici richiesti dalla normativa per usufruire delle detrazioni.
Nel caso delle pompe di calore, si deve garantire che l’apparecchiatura rispetti un coefficiente di prestazione (COP) e, in caso di climatizzazione estiva, anche un indice di efficienza energetica (EER), pari ai valori minimi previsti.
Per gli impianti di potenza non superiore a 100 kW, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione del produttore della pompa di calore, che attesti il rispetto dei suddetti requisiti.


Per approfondire
(gli approfondimenti riguardano tutto il capitolo “La detrazione fiscale del 55%”)

 

IL CONTATORE DEDICATO PER LE POMPE DI CALORE
In alcuni casi l’installazione di una pompa di calore elettrica può comportare una richiesta di maggior potenza rispetto, ad esempio, al contratto residenziale standard da 3,3 kW.

Per l’impiego di un impianto con pompa di calore destinato alla climatizzazione invernale, la Delibera 30/2008 dell’AEEG (aggiornando la Delibera n. 348/07, successivamente modificata sull’argomento anche dalla Delibera 56/10) ha introdotto la possibilità, in luogo dell’eventuale potenziamento del contratto primario, di installare un secondo contatore con la tariffa BTA (Bassa Tensione Altri Usi). A differenza della normale tariffa con prezzo a scaglioni di consumo, la tariffa BTA prevede un importo fisso agevolato per kWh, indipendente dalla quantità di energia consumata.
Nel caso dell'applicazione a cliente residenziale la tariffa BTA gode inoltre dell'IVA agevolata al 10%.

L’installazione di un secondo contatore dedicato può allora rappresentare un vantaggio economico in quanto, pur a fronte di un maggiore costo in bolletta relativo ad una seconda quota fissa, permette però di ovviare sia all’incremento del prezzo del kWh per effetto del più alto consumo (tariffa a scaglioni), sia alla maggiorazione dovuta al probabile aumento della potenza installata.
L'utente domestico trae convenienza anche sul costo dei kWh consumati dall’utenza standard che, non subendo incremento di consumo, né di potenza installata, continua a pagare la tariffa applicata precedentemente all’installazione della pompa di calore.

Questa pagina è stata aggiornata il 06/02/2014