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Solare termico

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Indice dei contenuti

La tecnologia

Gli impianti solari termici sono costituiti da pannelli che producono acqua calda sfruttando l’energia del sole.
La radiazione solare riscalda un liquido che circola all’interno dei pannelli. Tale liquido, quindi, trasferisce il calore assorbito a un serbatoio di accumulo d’acqua.
L’uso dell’acqua calda accumulata nel serbatoio, al posto dell’acqua prodotta da una caldaia o da uno scaldacqua elettrico, permette un risparmio sui consumi di gas o di energia elettrica.
I pannelli solari termici sono impiegati in genere per la produzione di acqua calda sanitaria, per il riscaldamento degli edifici e anche per la produzione di calore nel settore industriale e agricolo.
I pannelli solari possono anche essere impiegati per il raffrescamento estivo mediante l’utilizzo degli impianti di solar cooling.

Le tipologie di pannelli

Le tipologie di pannelli solari termici più diffusi sul mercato sono principalmente due:
  • i pannelli piani vetrati
  • i pannelli sottovuoto.
I pannelli piani vetrati sono costituiti da una piastra metallica posta all’interno di un involucro isolato termicamente, ricoperto anteriormente da una superficie vetrata. La radiazione solare attraversa la superficie vetrata ed è assorbita dalla piastra metallica che si riscalda. Il vetro è utilizzato perché impedisce alla radiazione riflessa dalla piastra di essere dispersa nell’ambiente, realizzando quello che viene definito “effetto serra”. Sul retro della piastra metallica sono saldati i tubi in cui circola il liquido che trasferisce il calore dal pannello al serbatoio di accumulo.
Questi pannelli hanno un buon rapporto costi/benefici e un buon rendimento termico in applicazioni in cui le temperature richieste non sono molto elevate, ad esempio per la produzione di acqua calda sanitaria, per il riscaldamento degli ambienti con elementi radianti a pavimento o per il riscaldamento delle piscine.

I pannelli sottovuoto sono caratterizzati da condotti di vetro posti sottovuoto, al cui interno sono posizionate le tubazioni che, assorbendo la radiazione solare, riscaldano il liquido in circolazione.
I pannelli sottovuoto sono di più complessa e costosa realizzazione rispetto ai pannelli piani. Allo stesso tempo però hanno un elevato rendimento grazie alle basse dispersioni di energia ottenute con l’impiego dei condotti sottovuoto. Il loro impiego si presta particolarmente per località a bassa insolazione oppure per applicazioni in cui si richiedono elevate temperature (come per esempio il riscaldamento attraverso radiatori o la produzione di vapore).

Le tipologie di impianti

Le principali, più comuni, tipologie impiantistiche, in cui si possono catalogare gli impianti solari termici, a seconda del modo in cui avviene la circolazione del liquido, sono due:
  • impianti a circolazione naturale;
  • impianti a circolazione forzata.
Gli impianti a circolazione naturale, di semplice installazione e particolarmente adatti a piccole utenze, sono costituiti da un pannello solare e da un serbatoio di accumulo posto alla sua sommità.
Quando il pannello assorbe la radiazione solare, il liquido al suo interno si riscalda e sale verso l’alto passando dal pannello al serbatoio; contemporaneamente, il liquido dal serbatoio scende nel pannello, dove si riscalda nuovamente. In questo modo il liquido circola portando l’acqua contenuta nel serbatoio di accumulo alla temperatura desiderata.
Questo tipo di impianti è utilizzato in particolar modo per la sola produzione di acqua calda sanitaria.

Negli impianti a circolazione forzata, il serbatoio di accumulo è posto al di sotto del pannello e la circolazione del liquido avviene grazie ad una pompa.
Questa installazione è ideale, oltre che alla produzione di acqua calda sanitaria, anche alla produzione di acqua per il riscaldamento degli ambienti, potendo in alcuni casi essere utilizzata anche in abbinamento al sistema di riscaldamento tradizionale.

Attualmente la tecnologia più diffusa sul mercato italiano è quella relativa ai collettori piani vetrati a circolazione forzata.

Il solar cooling

Oltre ai tradizionali frigoriferi o condizionatori che sfruttano l’energia elettrica per produrre freddo, esistono “macchine ad assorbimento” in grado di produrre freddo utilizzando una fonte di calore.
Gli impianti di solar cooling uniscono la tecnologia dei pannelli solari termici con quella delle macchine ad assorbimento: il calore prodotto dai pannelli solari in estate è utilizzato, tramite le macchine ad assorbimento, per il raffrescamento degli edifici.

 
Gli incentivi

Gli impianti solari termici possono usufruire degli incentivi legati agli interventi di risparmio ed efficienza energetica, fra i quali i principali sono:

  • gli incentivi previsti dal nuovo DM 28 dicembre 2012 cosiddetto "Conto Termico";
  • i Titoli di Efficienza Energetica (TEE), anche noti come Certificati Bianchi;
  • le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

 

Il DM 28 dicembre 2012, il c.d. decreto “Conto Termico”, attua il regime di sostegno introdotto dal decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28 per l’incentivazione di interventi di piccole dimensioni per l’incremento dell’efficienza energetica e per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Il Gestore dei Servizi Energetici – GSE S.p.A. è il soggetto responsabile dell’attuazione e della gestione del meccanismo, inclusa l’erogazione degli incentivi ai soggetti beneficiari.
 
Il DM 28 dicembre 2012 predispone un sistema di incentivazione rivolto:
  • alla sostituzione o, in alcuni casi, alla nuova installazione di impianti di climatizzazione e/o produzione di acqua calda sanitaria alimentati a fonti rinnovabili (impianti solari termici anche abbinati a tecnologia solar cooling, pompe di calore, caldaie, stufe e camini a biomassa)
  • alla sostituzione di impianti esistenti per la climatizzazione invernale con impianti a più alta efficienza (caldaie a condensazione)
  • all’efficientamento dell’involucro di edifici esistenti (coibentazione delle superfici opache, sostituzione serramenti e installazione schermature solari)
Il nuovo decreto introduce, a certe condizioni, anche incentivi specifici per la Diagnosi Energetica e la Certificazione Energetica, se abbinate agli interventi sopra citati.
Il nuovo meccanismo di incentivazione è rivolto a due tipologie di soggetti:
  • Pubbliche Amministrazioni;
  • Soggetti privati, intesi come persone fisiche, condomini e soggetti titolari di reddito di impresa o di reddito agrario.
Il soggetto che ha sostenuto le spese per la realizzazione degli interventi e che perciò beneficerà dell’incentivo si definisce "Soggetto Responsabile”. Esso può operare personalmente o attraverso un soggetto delegato alla presentazione della richiesta d’incentivo e alla gestione dei rapporti contrattuali con il GSE.
Il nuovo decreto differenzia gli incentivi sulla base della tipologia di intervento effettuato in funzione dell’energia producibile con gli impianti alimentati a fonti rinnovabili e/o in funzione dell’incremento dell’efficienza energetica dell’edificio.
L’incentivo è sostanzialmente un contributo alle spese sostenute per la realizzazione dell’intervento ed è erogato in rate annuali per una durata variabile (fra 2 e 5 anni) in funzione degli interventi realizzati.
Il decreto stanzia fondi per una spesa annua cumulata massima di 200 mln di euro per gli interventi realizzati o da realizzare dalle Amministrazioni pubbliche e una spesa annua cumulata pari a 700 mln di euro per gli interventi realizzati da parte dei soggetti privati. Le misure di incentivazione sono sottoposte ad aggiornamento periodico.
 

Energia termica da FER: tipologie di intervento incentivabili

Possono accedere agli incentivi previsti dal DM 28 dicembre 2012 i seguenti interventi di piccole dimensioni relativi a impianti per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e sistemi ad alta efficienza:
  1. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore, elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica;
  2. sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di generatore di calore alimentato da biomassa;
  3. installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling;
  4. sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore.
Per poter accedere agli incentivi, gli interventi di sostituzione di impianti/apparecchi sopra elencati devono essere realizzati in edifici esistenti dotati di impianto di climatizzazione.
I generatori di calore alimentati a biomassa possono essere installati anche in sostituzione di impianti di riscaldamento di serre esistenti e fabbricati rurali esistenti oppure possono essere installati, anche senza sostituzione, in aziende agricole, anche non dotate di impianti di climatizzazione.
In caso di installazione di impianti solari termici, anche abbinati a tecnologia solar cooling, gli interventi possono essere realizzati anche su edifici nuovi, serre o terreni (es. campi solari asserviti a reti di teleriscaldamento, stabilimenti balneari, campeggi, ecc.).
Gli interventi accedono agli incentivi del Conto Termico limitatamente alla quota eccedente quella necessaria per il rispetto degli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione rilevante, previsti dal D.Lgs. 28/11 e necessari per il rilascio del titolo edilizio.
Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza
Tipologia Soggetti Ammessi​ Durata in anni1
Tabelle di riferimento per il calcolo incentivo come da DM
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di utilizzanti pompe di calore pompe di calore elettriche o a gas, anche geotermiche con potenza termica utile nominale fino a 1000 kW PA e soggetti privati Con Pn ≤ 35kW: 2 anni Allegato II, tabella 4
Con Pn ≤ 1000 kW: 5 anni
Sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore PA e soggetti privati con capacità ≤ 150 litri: 1 anno; con capacità > 150 litri: 2 anni Valore max incentivo: con capacità ≤ 150 litri: 400 €; con capacità > 150 litri: 700 €
Installazione di collettori solari termici, anche abbinati sistemi di solar cooling, con superficie solare lorda fino a 1000 m2 PA e soggetti privati Con superficie solare lorda ≤ 50 m2: 2 anni Allegato II, tabella 13
Con superficie solare lorda ≤ 1000 m2: 5 anni
Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale o di riscaldamento delle serre esistenti e dei fabbricati rurali esistenti con generatori di calore alimentati da biomassa con potenza termica nominale al focolare fino a 1000 kW PA e soggetti privati Con Pn ≤ 35kW: 2 anni Allegato II, tabella 5
Con Pn ≤ 1000 kW: 5 anni

Per gli interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza, il decreto predispone schemi di calcolo specifici per tecnologia, in base a:
  • coefficienti di valorizzazione dell’energia prodotta, come stabiliti dalle tabelle riportate in allegato al Decreto;
  • producibilità presunta di energia termica dell’impianto/sistema installato, in funzione della taglia e della zona climatica e delle prestazioni della macchina;
  • esclusivamente per i generatori di calore alimentati a biomassa, coefficienti premianti in relazione alla sostenibilità ambientale della tecnologia (emissioni di polveri);
  • esclusivamente per il solare termico, la superficie lorda dell’impianto.
Gli incentivi per un singolo immobile sono utilizzabili una sola volta per singolo intervento o, se previsto, fino al raggiungimento del massimale del valore di incentivo ammissibile per tipologia di intervento.
 
Per gli interventi di installazione di collettori solari termici, anche abbinati a sistemi di solar cooling l’incentivo è calcolato secondo la seguente formula:
Ia tot = Ci · Sl

 dove

Ia tot è l’incentivo annuo in euro;
Ci è il coefficiente di valorizzazione dell’energia termica prodotta espresso in €/mq di superficie solare lorda, (vedi Tabella 1);
Sl è la superficie solare lorda dell’impianto, espressa in metri quadrati.

 

Tabella 1 – Coefficienti di valorizzazione dell’energia termica prodotta da impianti solari termici e di solar cooling.

Tipologia di intervento Ci per gli impianti con superficie solare lorda inferiore o uguale a 50 mq Ci per gli impianti con superficie solare lorda superiore a 50 mq
Impianti solari termici 170 (€/mq) 55 (€/mq)
Impianti solari termici con sistema di solar cooling 255 (€/mq) 83 (€/mq)
Impianti solari termici a concentrazione 221 (€/mq) 72 (€/mq)
Impianti solari termici a concentrazione con sistema di solar cooling 306 (€/mq) 100 (€/mq)
 
Come stabilito dal D.lgs. 28/11, l'incentivo è erogato dal GSE, che a tal fine ha predisposto un portale internet dedicato, attraverso il quale i soggetti interessati a richiedere l’incentivo possono compilare e inviare la documentazione necessaria.
In particolare, per verificare il rispetto dei requisiti tecnici definiti dal decreto e per il calcolo dell’incentivo, al soggetto responsabile sarà richiesto di compilare una scheda-domanda contenente informazioni relative alle caratteristiche specifiche dell’intervento per cui è richiesto l’incentivo.
Nel caso specifico di installazione di impianti solari termici, anche abbinati a tecnologia solar cooling, gli interventi possono essere realizzati anche su edifici nuovi, serre o terreni (es. campi solari asserviti a reti di teleriscaldamento, stabilimenti balneari, campeggi, ecc.).
L’incentivo può essere assegnato esclusivamente agli interventi che non accedono ad altri incentivi statali, ad eccezione dei fondi di garanzia, dei fondi di rotazione e dei contributi in conto interesse.
Limitatamente agli edifici pubblici ad uso pubblico, gli incentivi previsti dal DM 28 dicembre 2012 sono cumulabili con gli incentivi in conto capitale, nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale.
Nei casi di interventi beneficiari di altri incentivi non statali cumulabili, l’incentivo è attribuibile nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale vigente.
 

Criteri di ammissibilità per impianti solari termici e di solar cooling

Per impianti solari termici e di solar cooling, l'accesso agli incentivi è consentito se:
  1. I collettori solari hanno l’attestazione di conformità alla norma UNI EN 12975, rilasciata da un laboratorio accreditato. Detta norma è equiparata alla EN 12975 recepita dagli enti nazionali di normazione appartenenti al CEN (Comitato Europeo di Normazione). Tale requisito non è richiesto per il solare termico a concentrazione;
  2. I collettori solari hanno il valore del rendimento termico superiore al valore minimo calcolato con le seguenti formule:
    • nel caso di collettori piani 

    hmin = 0,7-7,5·T*m             0,01 ≤ T*m ≤ 0,07

    • nel caso di collettori sottovuoto e collettori a concentrazione

    hmin = 0,55-2,0·T*m              0,01 ≤ T*m ≤ 0,07

    dove T*m è definita dalle norme UNI EN 12975-2 e la superficie di riferimento è la superficie dell’assorbitore ai sensi delle medesima norma;
  3. gli impianti prefabbricati (kit o sistemi solari) hanno l’attestazione di conformità alla norma UNI EN 12976, ferma restando la certificazione UNI EN 12975 dei pannelli;
  4. per il solare termico a concentrazione fino all’emanazione di norme tecniche UNI, la certificazione UNI è sostituita da un’approvazione tecnica da parte dell’ENEA;
  5. i collettori solari piani o sottovuoto sono dotati della certificazione solar keymark a partire dal 29/03/2013;
  6. i collettori solari e dei bollitori sono garantiti almeno 5 anni;
  7. gli accessori e i componenti elettrici/elettronici sono garantiti almeno 2 anni;
  8. l’installazione dell’impianto è eseguita in conformità ai manuali di installazione dei principali componenti;
  9. per gli impianti di solar cooling, il rapporto tra i metri quadrati di superficie lorda (m2) e la potenza frigorifera (kW) è maggiore di 2;
  10. per le macchine frigorifere DEC, la superficie minima solare lorda installata dei collettori è di 8 m2 ogni 1000 m3/ora di aria trattata;
  11. nel caso in cui l’impianto solare sia stato realizzato ai fini di una copertura parziale del fabbisogno di climatizzazione invernale, è necessaria l’installazione di elementi di regolazione della portata su tutti i corpi scaldanti, tipo valvole termostatiche a bassa inerzia termica, ad eccezione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C e dei locali in cui è presente una centralina di termoregolazione. Tale requisito non è richiesto per impianti di sola produzione di acqua calda sanitaria, di calore di processo e per le reti di teleriscaldamento.
 

 

I TITOLI DI EFFICIENZA ENERGETICA (TEE)
I Titoli di Efficienza Energetica (TEE) rappresentano un meccanismo di incentivazione del risparmio energetico negli usi finali dell’energia.
Il meccanismo non si rivolge direttamente a tutti i consumatori finali di energia ma solo a specifici operatori e soggetti professionali.
I TEE, comunemente noti come Certificati Bianchi, sono ottenibili previa la verifica e certificazione da parte del GSE dei risparmi energetici conseguiti da un determinato progetto. Il Gestore dei Mercati Energetici (GME), a seguito della certificazione dei risparmi da parte del GSE, emette i TEE relativi al progetto e ne gestisce l’eventuale negoziazione tramite un mercato dedicato (Mercato dei TEE).
Il quadro normativo nazionale è stato recentemente modificato con la pubblicazione del decreto 28 dicembre 2012, che definisce i nuovi obiettivi quantitativi nazionali di risparmio energetico – crescenti nel tempo - per le imprese di distribuzione di energia elettrica e gas per il periodo 2013-2016 e tra le novità introduce nuovi soggetti ammessi al meccanismo.
L’Italia è stato il primo Paese ad aver reso obbligatorio il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica.


Cosa sono
Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica si fonda sull’obbligo posto in capo alle aziende distributrici di gas e/o di energia elettrica con più di 50.000 clienti finali, di conseguire un obiettivo annuo prestabilito di risparmio energetico.
Il risparmio energetico è misurato in “tep” (tonnellate equivalenti di petrolio), che corrisponde all’energia sviluppata dalla combustione di una tonnellata di petrolio. Un TEE corrisponde al risparmio di 1 tep.
A seconda del tipo di energia primaria risparmiata (energia elettrica, gas, altri combustibili) si distinguono cinque tipologie di Titoli di Efficienza Energetica.

 

Le tipologie di Titoli

La Deliberazione n. 53/2013/r/efr dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas del 14 febbraio 2013 (prime misure urgenti di aggiornamento dei regolamenti del mercato e delle transazioni bilaterali dei titoli di efficienza energetica in coerenza con il disposto del decreto ministeriale 28 dicembre 2012) ha ulteriormente ampliato il numero di tipologie di Titoli già previste dalle Linee guida (Delibera AEEG n. EEN 9/11 del 27 ottobre 2011).
Le tipologie di TEE che è possibile richiedere sono otto:
  • titoli di tipo I, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi finali di energia elettrica;
  • titoli di tipo II, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria attraverso interventi per la riduzione dei consumi di gas naturale;
  • titoli di tipo III, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale non destinate all’impiego per autotrazione (ad esempio risparmio di olio combustibile o di gasolio utilizzato per il riscaldamento invernale);
  • titoli di tipo IV, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale realizzati nel settore dei trasporti e valutati con le modalità previste dall’articolo 30 del D.lgs. n. 28/11;
  • titoli di tipo V, attestanti il conseguimento di risparmi di forme di energia diverse dall’elettricità e dal gas naturale realizzati nel settore dei trasporti e valutati con modalità diverse da quelle previste dall’articolo 30 del D.lgs. n. 28/11;
  • titoli di tipo II-CAR, attestanti il conseguimento di risparmi di energia primaria, la cui entità è stata certificata sulla base di quanto disposto dal decreto ministeriale 5 settembre 2011;
  • titoli di tipo IN, emessi a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per l’innovazione tecnologica;
  • titoli di tipo E, emessi a seguito dell’applicazione di quanto disposto dall’articolo 8, comma 3, del decreto ministeriale 28 dicembre 2012 in materia di premialità per la riduzione delle emissioni in atmosfera.
 
Le aziende distributrici di elettricità e gas (soggetti obbligati) possono assolvere al proprio obbligo realizzando interventi che danno diritto ai TEE, direttamente presso gli utenti finali, oppure acquistando i TEE equivalenti alla loro quota di obbligo sul Mercato dei Titoli di Efficienza Energetica.
L’offerta di Titoli sul mercato può essere data anche dai cosiddetti “soggetti volontari”, i quali realizzano interventi di risparmio energetico presso gli utenti finali e vendono i TEE ottenuti ai soggetti obbligati.
 

I soggetti volontari

I soggetti volontari sono:
  • le società di servizi energetici (SSE -anche conosciute come ESCO, Energy Service Company), le quali effettuano interventi finalizzati a realizzare risparmi energetici negli usi finali, assumendo su di sé il rischio dell'iniziativa;
  • i distributori di energia elettrica e gas con meno di 50.000 clienti finali o le società controllate dai distributori obbligati ;
  • le società con obbligo di nomina degli energy manager (SEM), (gli energy manager sono formalmente i “responsabili per la conservazione e l’uso razionale dell’energia ex art. 19 L. 10/91) figure professionali che hanno il compito di analizzare e ottimizzare il bilancio energetico delle aziende, pubbliche o private, che superino un consumo energetico annuo di 10.000 tep per il settore industriale e 1.000 tep per gli altri settori.
  • Imprese operanti nei settori industriale, civile, terziario, agricolo, trasporti e servizi pubblici, compresi gli Enti pubblici, purché provvedano alla nomina del responsabile per la conservazione e l’uso razionale dell’energia di cui all’articolo 19, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n. 10 (energy manager) oppure siano certificati ISO 50001 e mantengano in essere queste condizioni per tutta la durata della vita tecnica dell’intervento.
Il valore dei Titoli di Efficienza Energetica dipende dagli esiti delle contrattazioni, che avvengono o sul mercato organizzato dal GME, oppure in virtù di accordi bilaterali (comunque registrati dal GME). Tali contrattazioni si hanno tra soggetti obbligati (acquirenti) e soggetti volontari (venditori).
Negli ultimi anni il valore medio dei TEE è cresciuto.
Nel corso dell’anno solare 2012 facendo riferimento all’insieme dei titoli di tipo I,II, e III, il valore medio degli scambi è stato di 101,28 €/TEE senza IVA. Secondo il rapporto statistico del GME relativo al primo semestre 2012, il valore medio dei TEE scambiati bilateralmente (pari a circa il 64% di tutti gli scambi) è stato 89,05 €/TEE, mentre il valore medio osservato per le contrattazioni avvenute sul mercato del GME (pari al 36% di tutti gli scambi) è stato 103,02 €/TEE.
 
Per ottenere i TEE, i soggetti obbligati e quelli volontari devono compiere attività che siano in grado di generare risparmi energetici.
Per il riconoscimento dei TEE i progetti devono consentire il raggiungimento di una soglia minima di risparmio di energia. Le soglie minime per presentare i progetti sono stabilite pari a 20 tep, 40 tep e 60 tep rispettivamente per progetti standard, analitici e a consuntivo.
Dal 3 febbraio 2013 il GSE gestisce l’attività di valutazione e certificazione dei risparmi correlati a progetti di efficienza energetica condotti nell’ambito del meccanismo dei certificati bianchi (articolo 5, comma 1, del Decreto 28 dicembre 2012). Per svolgere questa attività il GSE si avvale del supporto di ENEA e di RSE, tenendo conto delle rispettive competenze.
Il GSE ha predisposto un sistema per l’invio telematico delle richieste di verifica e certificazione (RVC) e delle proposte di progetto e programma di misura (PPPM). A tal proposito i soggetti proponenti devono completare una procedura di accreditamento preliminare e propedeutica all'utilizzo dell'applicativo informatico “Efficienza Energetica”. Dopo aver completato la procedura di accreditamento, i soggetti obbligati e i soggetti volontari possono presentare, accedendo all'applicativo “Efficienza Energetica”, le nuove proposte e richieste:
 

Le metodologie di valutazione dei risparmi

Gli interventi che consentono l’ottenimento dei Certificati Bianchi devono determinare riduzioni quantificabili del consumo energetico. La normativa stabilisce tre tipi di valutazione dei risparmi.
  • La valutazione standardizzata quantifica il risparmio annuo dell'intervento in base alle unità fisiche (o UFR -Unità Fisiche di Riferimento) installate. Il risparmio annuo ottenibile da ogni dispositivo installato è stabilito nelle schede tecniche di valutazione standardizzata approvate dall'AEEG.
  • La valutazione analitica prevede una determinazione del risparmio annuo di energia in conformità a dei parametri di utilizzo degli impianti. Nelle schede tecniche di valutazione analitica sono stabiliti specifici algoritmi di calcolo in virtù dei quali si ricavano i risparmi conseguiti.
  • La valutazione a consuntivo si utilizza quando non sono applicabili i due metodi precedenti e non è disponibile un algoritmo predeterminato per la valutazione dei risparmi. La valutazione è quindi effettuata sulla base di algoritmi di calcolo proposti dall’operatore (proposta di progetto e programma di misura) e valutati e approvati dal GSE e attraverso delle misure a consuntivo dei risparmi conseguiti dal singolo intervento.
Con l’entrata in vigore il 1 novembre 2011 delle nuove Linee Guida sono stati introdotti i cosiddetti coefficienti di durabilità che modificano le modalità di valutazione di tutti i tipi di progetti (standard, analitici e a consuntivo). I risparmi energetici verificati verranno moltiplicati per tali coefficienti i quali sono calcolati rapportando la vita tecnica degli interventi (che varia tra 5 e 30 anni) a quella utile (che varia tra 5 e 10 anni) e applicando un coefficiente di decadimento annuo dei risparmi (che varia tra 0 e 2%). Il coefficiente di durabilità tiene conto dei casi in cui la vita tecnica degli interventi supera la loro vita utile, ossia il periodo di diritto all’emissione di TEE. L’introduzione di questo nuovo coefficiente valorizza, quindi, anche i risparmi energetici generati oltre il periodo di riconoscimento dei TEE.

1Periodo di funzionamento dell’apparecchio/dispositivo in cui si realizza effettivamente il risparmio energetico

Per approfondire:
Tutte le schede tecniche per la quantificazione dei risparmi di energia approvate dalla AEEG
 
Con il decreto 28 dicembre 2012, inoltre, vengono approvate 18 nuove schede tecniche per la quantificazione dei risparmi di energia primaria applicabili per la presentazione di richieste di verifica e certificazione standardizzate e analitiche e si prevede la possibilità che ENEA e, su richiesta del GSE, RSE predispongano ulteriori schede tecniche per la misurazione, la verifica e la quantificazione dei risparmi energetici relativi a interventi nei settori dell’informatica e delle telecomunicazioni, del recupero termico, del solare termico a concentrazione, dei sistemi di depurazione delle acque e della distribuzione dell’energia elettrica.
I certificati bianchi emessi per progetti presentati dopo il 3 gennaio 2013 non sono cumulabili con altri incentivi (comunque denominati) a carico delle tariffe dell’energia elettrica e il gas e con altri incentivi statali, fatto salvo l’accesso a fondi di garanzia, fondi di rotazione, contributi in conto interesse, detassazione del reddito d’impresa per l’acquisto di macchinari e attrezzature.
 

Grandi progetti

Il Decreto 28 dicembre 2012 definisce "grandi progetti" gli interventi infrastrutturali, anche asserviti a sistemi di risparmio energetico, trasporti e processi industriali, che comportino un risparmio stimato annuo superiore a 35.000 tep e che abbiano una vita tecnica superiore a 20 anni.
Per la quantificazione dei risparmi conseguiti attraverso i grandi progetti e il conseguente rilascio dei certificati bianchi, il Decreto prevede uno specifico atto interministeriale (del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare) da definire, previo parere della Regione territorialmente interessata, sulla base dell’istruttoria tecnico-economica effettuata dal GSE con il supporto di ENEA ed RSE.
Il Decreto prevede, inoltre, l’accesso a dei premi, espressi in termini di coefficienti moltiplicativi dei certificati rilasciabili, nel caso di grandi progetti che:
  • comportino rilevanti innovazioni tecnologiche e anche consistenti riduzioni delle emissioni in atmosfera (premialità fino al 30% del valore);
Tale premialità è progressivamente aumentabile qualora questi progetti abbiano inoltre le seguenti caratteristiche:
  • siano realizzati nelle aree metropolitane e generino risparmi di energia compresi tra 35.000 e 70.000 tep annui (premialità fino al 40% del valore)
  • siano realizzati nelle aree metropolitane e generino risparmi di energia superiori ai 70.000 tep annui (premialità fino al 50% del valore)

La scheda n. 8-bis per l’installazione di collettori solari per la produzione di acqua calda sanitaria

L’intervento d’installazione di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria fa riferimento alla scheda tecnica standardizzata AEEG n° 8 bis.
La scheda stabilisce il risparmio energetico riconosciuto sulla base di tre parametri principali:
  • tipologia di pannello solare (piano o sottovuoto);
  • fascia solare (sono identificate 5 fasce solari su base provinciale);
  • tipo di impianto integrato o sostituito (boiler elettrico, caldaia a gas o a gasolio, teleriscaldamento).
Il risparmio conteggiato attraverso la scheda è proporzionale alla superficie dei pannelli installati.

Per approfondire:
La scheda tecnica standardizzata n. 8-bis

Per approfondire
 
 
Fino al 30 giugno 2013, chi installa un impianto solare termico può usufruire delle detrazioni fiscali previste per gli interventi che migliorano l'efficienza di un edificio esistente. Si tratta di uno sconto da applicare alle imposte dovute dal contribuente, pari al 55% delle spese sostenute per l’installazione dei pannelli solari, ripartito su dieci anni.
 
I contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di un impianto solare termico possono usufruire di una agevolazione fiscale, consistente in una detrazione d’imposta. Questa è stabilita nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione.
Si tratta, quindi, di riduzioni riguardanti l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) e l’IRES (imposta sul reddito delle società). Come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è limitata all’ammontare dell’imposta annua del contribuente, derivante dalla dichiarazione dei redditi presentata.
 
L’intervento di installazione di collettori solari s’intende agevolabile se l’impianto è destinato alla sola produzione di acqua calda sanitaria o, in alternativa, ad integrazione dell’impianto termico esistente. Per gli interventi che riguardano l’installazione d’impianti solari termici, l’agevolazione fiscale del 55% consente una detrazione massima di 60.000 € (cui corrisponde una spesa di 109.090,90 €).
 
Al fine di ottenere l'agevolazione fiscale del 55% è necessario inviare all'ENEA per via telematica, entro 90 giorni dal termine dei lavori, la scheda informativa relativa agli interventi realizzati.
Per le spese sostenute dal 1° gennaio 2009, nel caso in cui i lavori si prolunghino oltre il periodo di imposta, si deve anche inoltrare una comunicazione all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dall'inizio dei lavori, utilizzando un apposito modello.
Tutti i pagamenti devono avvenire tramite bonifico bancario, dal quale si possa ricavare la specifica causale del versamento e il codice fiscale di entrambe le parti. È inoltre importante conservare le fatture o le ricevute fiscali per gli acquisti e le prestazioni detraibili, nonché il l’asseverazione redatta dal tecnico abilitato.
Sulla base delle indicazioni tecniche fornite dall’Enea, sono assimilabili ai pannelli solari i sistemi termodinamici a concentrazione solare utilizzati per la sola produzione di acqua calda. Pertanto, le spese sostenute per la loro installazione sono ammesse in detrazione.
Se, invece, si installa un sistema termodinamico finalizzato alla produzione combinata di energia elettrica e di energia termica, possono essere oggetto di detrazione solo le spese sostenute per la parte riferibile alla produzione di energia termica.
In questi casi, come precisato dall’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 12/E del 7 febbraio 2011), la quota di spesa detraibile può essere determinata in misura percentuale sulla base del rapporto tra l’energia termica prodotta e quella complessivamente sviluppata dall’impianto.
Possono usufruire dell'agevolazione tutti i soggetti passivi d’imposta che abbiano la disponibilità di un immobile (proprietari, chi è in affitto o in usufrutto) e che sostengano le spese per l’esecuzione degli interventi. I beneficiari sono: le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni; i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali); le associazioni tra professionisti; gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.
 

L’asseverazione

L’asseverazione è la documentazione, redatta da un tecnico abilitato, che certifica che l’intervento possiede i requisiti tecnici richiesti dalla normativa, per usufruire delle detrazioni fiscali. Nel caso dei pannelli solari termici, l’asseverazione che l'installatore deve produrre ha la funzione di attestare il rispetto dei seguenti requisiti:
  • garanzia di cinque anni dei pannelli solari e dei bollitori impiegati;
  • garanzia di almeno due anni per gli accessori e i componenti elettrici ed elettronici;
  • certificazione di qualità dei pannelli solari conforme alle norme UNI EN 12975 o UNI EN 12976, rilasciata da un laboratorio accreditato;
  • esecuzione dell’installazione dell’impianto in conformità ai manuali dei principali componenti.
Possono accedere alle detrazioni anche i pannelli solari realizzati in autocostruzione. Per questa tipologia d’intervento, deve essere prodotto l’attestato di partecipazione a uno specifico corso di formazione da parte del beneficiario.


Per approfondire

 

Questa pagina è stata aggiornata il 06/02/2014