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Biocarburanti


Indice dei contenuti
Le tipologie di biocarburanti

I biocarburanti sono carburanti, liquidi o gassosi, per i trasporti, ricavati dalla biomassa. Con il termine bioliquidi, invece, si denotano i combustibili liquidi, prodotti dalla biomassa, usati a fini energetici diversi dal trasporto. I principali biocarburanti sono il bioetanolo, il biodiesel e il biometano.
Il bioetanolo è prodotto dalla fermentazione di biomasse ricche di zuccheri, come il mais, le vinacce, le barbabietole. Ultimamente ci si sta orientando verso la produzione di bioetanolo a partire da biomasse legnose, evitando così l’uso di biomasse destinabili a scopi alimentari. Può essere utilizzato in motori a benzina, miscelato con il carburante tradizionale.
Il biodiesel viene prodotto principalmente dagli oli vegetali. A loro volta, gli oli sono estratti da semi di determinate piante, come il girasole, la colza, la palma. Biodiesel possono anche essere prodotti a partire da oli di scarto, come l’olio di frittura. La ricerca è impegnata a sviluppare sistemi che permettano l’uso delle alghe per la produzione di biodiesel. Può essere utilizzato in motori diesel, miscelato con il gasolio.
Il biometano o è il gas prodotto dalla purificazione del biogas, avente caratteristiche tali da consentirne l’immissione nella rete del gas naturale. Può essere utilizzato senza particolari precauzioni nei veicoli a metano.
 

La miscelazione dei Biocarburanti

In Italia è permessa la commercializzazione di bioetanolo e biodiesel in miscela con carburanti tradizionali, a percentuali massime predeterminate.
Per il biodiesel, tale percentuale è pari al 7% in volume. Per quanto riguarda il bioetanolo, la miscelazione massima prevista è pari al 5% in volume. Carburanti con percentuali maggiori di biocarburanti sono commercializzabili fuori dalla rete di distribuzione, per particolari veicoli che possono sfruttare miscele con una maggiore quota di biocarburante.
 
 
 
Al fine di sviluppare la filiera e aumentare l’uso dei biocarburanti, in Italia è stato introdotto l’obbligo, per i fornitori di benzina e gasolio (soggetti obbligati), di immettere nel territorio nazionale (“immissione in consumo”) una quota minima di biocarburanti ogni anno.
La quota di biocarburanti da immettere in consumo è calcolata sulla base del potere calorifico totale di benzina e gasolio forniti nell’anno precedente. L’attuale quota di immissione in consumo è pari al 4,5%: ciò significa che nel 2013 i fornitori di benzina e gasolio devono immettere in consumo una quantità di biocarburanti avente un potere calorifico pari al 4,5% dell’energia contenuta nella benzina e nel gasolio venduti nel 2012. La quota percentuale è destinata a salire, fino a raggiungere il 5 % entro il 2014.
Come strumento per il monitoraggio dell’assolvimento dell’obbligo sono stati istituiti i “Certificati di Immissione in Consumo” di biocarburanti, emessi dal Ministero per lo Sviluppo Economico (MiSE) che si avvale del Gestore dei Servizi Energetici. Un Certificato attesta l’immissione in consumo di 10 Gcal (1 Gcal = 10^9 cal). Per assolvere al proprio obbligo i soggetti obbligati possono acquistare i Certificati di immissione in consumo dai soggetti che ne avessero in eccesso, rispetto a quanto loro necessario.
 

Maggiorazioni

L’immissione in consumo di determinate tipologie di biocarburanti dà diritto a ricevere un numero maggiore di certificati a parità di Gigacalorie. Sono maggiormente incentivati i biocarburanti:
• prodotti in stabilimenti ubicati in Stati dell’Unione Europea e che utilizzano materia prima proveniente da coltivazioni effettuate nel territorio dei medesimi Stati (1 Certificato ogni 8 Gcal);
• immessi in consumo al di fuori della rete di distribuzione dei carburanti, purché la percentuale di biocarburante impiegato sia pari al 25% (1 Certificato ogni 8 Gcal);
• prodotti a partire da rifiuti e sottoprodotti, materie di origine non alimentare (incluse le materie cellulosiche e le materie ligno-cellulosiche) e le alghe (1 Certificato ogni 5 Gcal).
 
In caso di mancato raggiungimento del numero minimo di Certificati utili all’adempimento del proprio obbligo, al soggetto obbligato inadempiente viene irrogata una sanzione, la cui entità varia in funzione del diverso peso percentuale dei certificati di immissione in consumo (da 600 € a 900 € per Certificato mancante).
 
 
 
Dal 2012 i biocarburanti (e i bioliquidi) saranno incentivati solo se rispetteranno i criteri di sostenibilità stabiliti a livello europeo dalle Direttive 2009/28/CE e 2009/30/CE.
I criteri di sostenibilità servono per distinguere quei biocarburanti di cui è possibile dimostrare un alto valore ambientale e sociale, poiché prodotti riducendo le emissioni complessive di anidride carbonica, rispettando i terreni ed evitando un impatto sui prodotti agricoli destinati alla produzione alimentare.
 

I criteri di sostenibilità dei biocarburanti

 

I biocarburanti che vogliono beneficiare di sostegno finanziario, dal 2012 devono rispettare determinati criteri di sostenibilità. In sintesi, i criteri di sostenibilità sono i seguenti:

• riduzione di emissioni di gas serra: l’intera catena di produzione e utilizzazione dei biocarburanti (il cosiddetto “ciclo di vita”, dalla coltivazione della materia prima fino all’uso finale del biocarburante) deve assicurare un risparmio di emissioni di gas a effetto serra, rispetto all’impiego dei corrispondenti carburanti di origine fossile. Tale riduzione deve essere almeno pari al 35% (a decorrere dal 2013 nel caso di biocarburanti prodotti in impianti già in servizio il 23 gennaio 2008). La riduzione dovrà essere poi pari al 50% dal 2017 e al 60% dal 2018 (per i biocarburanti prodotti negli impianti in cui la produzione è iniziata dal 2017);
• le materie prime con cui sono prodotti i biocarburanti non devono provenire da terreni ad alta biodiversità, da terreni che presentano un elevato stock di carbonio, da torbiere;
• se le materie prime sono coltivate nel territorio dell’Unione Europea, esse devono rispettare il Regolamento CE 73/2009 che stabilisce i requisiti e le norme per il mantenimento di buone condizioni agricole e ambientali.
• I biocarburanti prodotti a partire da rifiuti, sottoprodotti e residui diversi dai residui dell’agricoltura, dell’acquacoltura, della pesca e della silvicoltura devono soddisfare soltanto il primo criterio.
Per verificare il rispetto dei criteri di sostenibilità, tutti i soggetti coinvolti nella filiera di produzione del biocarburante devono aderire, in alternativa:

• al Sistema Nazionale di Certificazione della sostenibilità (Decreto del Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare del 23 gennaio 2012, e successive modificazioni);
• ad un sistema volontario approvato dalla Commissione Europea;
• ad un accordo bilaterale o multilaterale concluso dall’ Unione Europea con Paesi terzi e riconosciuto dalla Commissione Europea.​

Per approfondire:
Ministero dell'Ambiente: pagina web dedicata alla sostenibilità dei biocarburanti e dei bioliquidi
Commissione Europea: pagina web dedicata ai criteri di sostenibilità
Commissione Europea: pagina web dedicata agli schemi volontari

GSE: sezione web dedicata al sistema dell'obbligo di immissione in consumo dei biocarburanti

Questa pagina è stata aggiornata il 06/02/2014